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Una mozione di sfiducia per mandare a casa il sindaco Rinaldo Melucci, accusato di “schizofrenia politica per i continui cambi di giunta che stanno mandando allo sfascio la città”. L’iniziativa è stata presentata sabato mattina, 16 dicembre, in conferenza stampa da Luigi Abbate (Taranto senza I.l.v.a.) e da Massimo Battista (Una città per cambiare). Per sfiduciare il primo cittadino, in vista di nuove elezioni, saranno necessarie le firme di tredici consiglieri, pari ai 2/5 d dell’assise municipale e sembra che alcune adesioni, in fase di valutazione, siano già pervenute.

Secondo Luigi Abbate, il sindaco Melucci non avrebbe più la necessaria dignità politica per amministrare la città, che è allo sbando. “Tutti questi cambi di giunta, uniti all’azzeramento appena reso noto, – ha detto – non fanno altro che paralizzare ulteriormente l’attività amministrativa”. Abbate, a tal proposito, ha evidenziato le pessime condizioni in cui versa la città: dalla sporcizia ormai dilagante all’incapacità di fermare l’inquinamento del centro siderurgico, dalle promesse sfumate degli impianti faraonici per i Giochi del Mediterraneo ai numerosi e costosi rendering di opere incompiute o mai realizzate, fino ai 12 milioni e mezzo per le passate edizioni del SailGp, che non hanno portato alcun beneficio per la città.

“Per tutto questo, io e Massimo Battista – ha continuato l’esponente civico- abbiamo fatto un’iniziativa forte consistente in una mozione di sfiducia ai sensi dell’art. 52, comma 2 del Tuel (Testo unico degli enti locali) per la cui presentazione in consiglio comunale raccoglieremo le necessarie adesioni”. Abbate ha fatto quindi appello ai consiglieri di maggioranza e di opposizione di riscoprire la propria dignità politica “per mandare a casa questa amministrazione che ha paralizzato Taranto”. L’iniziativa ha anche lo scopo di stanare i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione (compresa quella definita “finta”, cioè pronta al primo segnale favorevole a ritornare ad appoggiare Melucci) per chiarire il proprio orientamento politico, “mettendo così con le spalle al muro tutti i voltagabbana”.

Dal canto suo Massimo Battista (che ha voluto presenziare alla conferenza stampa nonostante i problemi di salute, che però non ne hanno inficiato la grinta) ha lanciato stoccate a Michele Emiliano, ribadendo che è sempre lui a amministrare e ad avere le mani sulla città Taranto. “C’è la necessità che i tarantini riprendano il loro ruolo e che tornino a votare – ha detto –  Alle ultime consultazioni si è recato alle urne solo il cinquanta per cento degli aventi diritto. Perciò quando Rinaldo Melucci riferisce ha preso il sessanta per cento dei voti, bisogna specificare che quella percentuale è relativa a quanti effettivamente hanno imbucato la scheda”.

Abbate e Battista mostrano la mozione di sfiducia

Massimo Battista ha fatto quindi appello alla sensibilità di quanti dovrebbero salvaguardare e tutelare il territorio. “Noi abbiamo ripetutamente ribadito che Taranto ha la necessità di essere rappresentata da persone che vogliano lavorare per il suo bene e non per un tornaconto personale. – ha detto – Ne sono riprova i continui cambi in giunta: gli assessori appena assunto l’incarico non hanno neppure il tempo di leggere le documentazioni dei rispettivi uffici che subito devono andare via. È una girandola continua e diversi dei consiglieri comunali che ne approfittano per sistemare amici e parenti nei vari ambiti amministrativi. E ancora, abbiamo delle persone che risultano indagate per voto di scambio e che sono ancora a svolgere il proprio incarico. Ma quando la finiremo?”. “Taranto ne ha le tasche piene – ha concluso – e chiede di essere finalmente amministrata in modo efficiente: ciò potrà avvenire soltanto con il ritorno alle urne!”

 

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