L’ultima settimana dell’anno potrebbe rivelarsi, a Palazzo di Città, piena di sorprese. Secondo indiscrezioni il sindaco Rinaldo Melucci dovrebbe varare la nuova giunta entro Capodanno. Anche se stavolta, la geografia del Melucci IV (ovvero sarà la quarta giunta comunale ratificata da quando è stato eletto primo cittadino) subirebbe dei sostanziali cambiamenti. In primis, perché alcuni dei partiti originari che componevano la coalizione Ecosistema Taranto attualmente sono in opposizione (ovvero MoVimento5Stelle ed Europa Verde) o sono spaccati (come nel caso del Partito Democratico e di CON Taranto, che ha perso due consiglieri). Una situazione complessa per il primo cittadino che, pur essendo sotto scacco dei consiglieri, dovrebbe pian piano riconquistarsi la fiducia della maggioranza.
Gli assessori: chi va e chi resta (?)
La giunta è composta da nove assessori. Al Partito Democratico, che attualmente conta tre su cinque consiglieri in maggioranza (mentre gli altri due Lucio Lonoce e Vincenzo Di Gregorio votando il bilancio hanno scelto di collocarsi in opposizione) spetterebbe due assessorati. Ipotesi confermerebbero, che in pole position ci sarebbe l’uscente vicesindaco Gianni Azzaro a differenza del secondo incarico che potrebbe essere affidato a una donna. E visto che la lealtà e la fiducia (pur andando contro la volontà del proprio partito) in politica vengono premiate, l’unica quota rosa del gruppo che ha dimostrato di possedere queste qualità è Bianca Boshnjaku. Quest’ultima se accettasse aprirebbe le porte della Sala consiliare al primo dei non eletti, Emanuele Di Todaro. Il Partito Democratico ionico giorni fa ha annunciato che sarebbero stati presi dei provvedimenti per i tre consiglieri che hanno votato favorevolmente il bilancio. Pare, tuttavia, che negli ultimi giorni siano in corso delle interlocuzioni, a più livelli, per ricucire lo strappo. Soprattutto, perché la fazione che il supporta sindaco potrebbe continuare a crescere, divenendo una spina nel fianco nello stesso PD.
Caso CON Taranto: i due consiglieri impavidi che hanno sfidato i vertici regionali, pagandone il conto con l’espulsione (Goffredo Lomuzio e Giuseppe Fiusco) potrebbero essere premiati dal primo cittadino. Se, come da indiscrezioni, il consigliere Fiusco accetterebbe l’incarico di assessore allo Sport, gli subentrerebbe Cosimo Minzera, primo dei non eletti (come Di Todaro) che rappresenterebbe un’ulteriore garanzia di fiducia per il Melucci. D’altra parte, Lomuzio riconfermerebbe l’uscente (e per mesi in bilico) Gabriella Ficocelli. Sarebbero da riconquistare, invece, i due consiglieri astenuti nella votazione al bilancio, ovvero il Presidente del Consiglio Piero Bitetti e Stefania Fornaro, con un assessorato o un posto nelle partecipate.
Al Partito Socialista Italiano (Paolo Castronovi) che è ritornato sui suoi passi, dopo aver passato una breve parentesi in opposizione, spetterebbe un assessorato. E non è detto che stavolta la scelta possa ricadere, nuovamente, su Laura Di Santo.
Italia viva che da otto consiglieri è tornata a due, ovvero Massimiliano Stellato e Carmen Casula, potrebbe esprimere un assessore in giunta. Voci di corridoio vedrebbero la consigliera artefice della scelta.
E poi ci sono i Civici. Taranto Futuro in Corso (gruppo ricostituito in seguito al ridimensionamento di Italia viva, da Adriano Tribbia, Patrizia Mignolo e Filippo Illiano) potrebbe esprimere due assessori. Ipotesi vedrebbero la riconferma di Angelica Lussoso (ex Servizi sociali ed espressione del sindaco), mentre sarebbe in bilico la riconferma di Cosimo Ciraci (ex assessore Polizia Locale). Indiscrezioni rivelano che quest’ultimo potrebbe diventare il nuovo direttore generale della Provincia di Taranto, lasciando così la carica di assessore a un altro tecnico. E infine, non sarebbe da escludere che anche Una strada diversa (gruppo composto da Luca Contrario, il terzo che si è astenuto dal votare il bilancio) con un piede fuori e l’altro in maggioranza, potrebbe ricevere dal sindaco qualche incarico per tornare su suoi passi. E tra la ridistribuzione degli incarichi e l’entrata dei nuovi consiglieri, il sindaco (finalmente?) potrebbe ritrovare l’intesa con la maggioranza, che da sedici (i consiglieri che hanno votato il bilancio) conterebbe diciannove fiduciari.
In bilico gli uscenti Francesca Viggiano (Pd), Mattia Giorno che nonostante sia un dem è stato eletto in quota sindaco e Fabiano Marti (Europa Verde), il quale ha preso le distanze dal partito passato in opposizione.
Venghino signore e signori, venghino. Altro giro, altra corsa.
In pratica ogni fine settimana cambia la giunta e la maggioranza. In effetti uno nel week end si riposa e va all’opposizione mentre il lunedì torna in maggioranza visto il mercato delle vacche. Tutto è possibile all’epoca delle decine di liste civiche che danno conto solo agli amici del bar sotto casa.
Questa è la conseguenza della civicità delle liste fai da te che avrebbero dovuto riformare la politica. Di norma bisogna guardare avanti, ma in questo caso meglio i grandi, vecchi e gloriosi partiti dei quali, tutti compresi, si sente una grande mancanza.
In linea di principio sono d’accordo con il sig.Cazzato, ma vorrei anche ricordare che un partito tradizionale e di lunghissima storia come il Pd, in occasione del voto sul bilancio, non è riuscito a controllare ben tre dei propri consiglieri (Papa, Boshnjaku e De Martino) e cosa ancor più grave, ad oggi, non li ha neanche espulsi. Allo stesso tempo Gianni Liviano, anch’egli del Pd, non ha certo atteso i diktat di partito per passare all’opposizione e riconoscere che la giunta Melucci fosse una iattura per la città. Pertanto, al di là dei partiti tradizionali e delle liste civiche usa e getta, a Taranto abbiamo un serissimo problema di capitale umano e la colpa è in primis di noi cittadini che ogni volta rivotiamo determinati personaggi, autentici fuoriclasse della politica politicante…