Un’assemblea tra i lavoratori ex TCT, da diversi anni confluiti nell’Agenzia per il Lavoro Portuale, ed i rappresentati dei sindacati di categoria Cgil e Cisl, rappresentati dai rispettivi segretari Michele De Ponzio e Gianluca Semitaio, per fare il punto della situazione dopo l’incontro con i parlamentari ionici Dario Iaia e Giovanni Maiorano (FDI), Vito De Palma (FI), Ubaldo Pagano (Pd) e Mario Turco (M5S) e quello in Regione con la task force regionale svoltosi la scorsa settimana.
E’ stato infatti spiegato ai lavoratori come sia in corso una continua interlocuzione con i rappresentanti politici di stanza a Roma, per ottenere una proroga per la Taranto Port Workers Agency S.r.l. (TPWA) per un periodo non inferiore ad ulteriori 18 mesi (anche se il risultato migliore sarebbe arrivare a 24 mesi), rispetto ai tre si qui ottenuti, condizione strettamente necessaria per poter vedere concretizzati e capitalizzati gli investimenti, da parte di quegli operatori economici che si stanno affacciando nell’area portuale ionica, in particolar modo attraverso i progetti nell’area ZES, che dovrebbero portare alla creazione di 600 posti di lavoro ed i progetti portati avanti dall’Autorità Portuale. E’ stato ricordato e ribadito a tutti i lavoratori che ai parlamentati è stato spiegato ancora una volta come la proroga “non sia uno strumento assistenzialistico ma bensì un progetto di politiche attive del lavoro nato con la costituzione del DL 243/16 diventato Legge 18/17 con circa 550 lavoratori” e che il percorso tracciato, al fine di ricollocare i 330 lavoratori ancora presenti in Agenzia attraverso anche una riqualificazione professionale coerente con le richieste di questi nuovi investitori “necessita di uno sforzo politico congiunto per trovare le risorse per coprire gli ultimi tempi tecnici”. La strada da seguire sarà quasi certamente la presentazione di una serie di emendamenti durante la conversione in legge del decreto Milleproroghe.
A proposito del discorso riqualificazione, le organizzazioni sindacali hanno informato i lavoratori dell’incontro avuto con la Task Force regionale per l’occupazione, per definire e concretizzare la procedura amministrativa utile per il finanziamento dei corsi di formazione, da somministrare ai lavoratori dell’TPWA, strettamente necessaria e calzante rispetto ai fabbisogni dei nuovi operatori economici che si stanno, nel breve affacciando, attraverso il percorso normativo e procedurale della zona economica speciale (ZES). E che attraverso la proroga dell’Agenzia, avranno l’obbligo di attingere prima dal bacino dei lavoratori ex TCT per le assunzioni. La proroga della durata dell’Agenzia e della relativa clausola sociale legalmente esigibile (termine attuale al 7/3/2024), consentirà infatti ai lavoratori di conservare l’indennità legata alle giornate di mancato avviamento a lavoro (IMA, il cui attuale finanziamento termina al 31/12/2023), nell’attesa della definiva riqualificazione e ricollocazione al lavoro con conseguente cancellazione dagli elenchi. La riconfigurazione e riqualificazione dei lavoratori è infatti indispensabile per la loro ricollocazione, specialmente in relazione alle attività di nuovo insediamento nell’area portuale grazie all’iniziativa della ZES (Zona Economica Speciale), per cui è stato chiesto alla Regione di valutare tutte le possibilità di utilizzo delle misure ordinarie e straordinarie, unitamente alle misure GOL (Garanzia Occupabilità dei lavoratori).
Dunque la priorità assoluta nei prossimi mesi, in attesa di conoscere i dati definitivi sul traffico merci del 2023 e di ricevere finalmente il piano industriale da parte della San Cataldo Container Terminal, resterà quella di mettere in sicurezza il reddito di questi 338 lavoratori ad oggi iscritti all’agenzia istituita l’8 settembre 2017, con lo scopo attribuitole di ricollocazione previa eventuale riqualificazione dei lavoratori in esubero dall’allora terminalista ex art. 18 (della Legge 84/94) TCT, avendo sino ad oggi la stessa agevolato e consentito la ricollocazione ad oggi di oltre 200 lavoratori con competenze di alto livello in materia portuale presso la San Cataldo Container Terminal, la società veicolo attraverso la quale il terminalista turco Yilport ha ottenuto in concessione il Molo Polisettoriale nel 2019. E che ad oggi non ha ancora realizzato il piano industriale di rilancio che ci si attendeva nel traffico merci dello scalo ionico.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/01/04/porto-traffico-merci-resta-nel-limbo/)