I segretari generali di Fim Fiom Uilm, Roberto Benaglia, Michele De Palma e Rocco Palombella, hanno inviato una richiesta di incontro ai commissari di Ilva Amministrazione straordinaria riguardo la vertenza dell’ex Ilva. Nella lettera ai commissari, i sindacalisti richiedono un incontro “per ricevere un’informativa sulla verifica dello stato degli impianti e continuità’ produttiva degli stessi, anche a seguito della visita ispettiva da voi effettuata lo scorso 2 febbraio presso lo stabilimento di Taranto”. Ispezione che da diversi giorni sta
portando avanti lo Spesal, che si occupa di prevenzione e sicurezza sul lavoro per la Asl di Taranto. Le attività sono proprio rivolte alla manutenzione e sicurezza degli impianti, dopo le tante segnalazioni avanzate dai sindacati nelle scorse settimane. Contemporaneamente alla richiesta di incontro trasmessa ai commissari straordinari di Ilva in amministrazione straordinaria, i segretari generali di Fim Fiom Uilm, Roberto Benaglia, Michele De Palma e Rocco Palombella, hanno inviato una lettera con richiesta di incontro anche al sottosegretario Mantovano e ai ministri Urso, Fitto, Calderone e Giorgetti per ‘richiedere la convocazione di un incontro per proseguire l’aggiornamento della situazione del gruppo Acciaierie d’Italia – ex Ilva come convenuto nell’ultimo incontro del 18 gennaio a Palazzo Chigi’.
Intanto domani Acciaierie d’Italia non sarà’ ascoltata dalla commissione Industria del Senato che sta esaminando il Dl ex Ilva in materia di amministrazione straordinaria e prestito-ponte di 320 milioni. Lo ha riferito in Commissione il presidente Luca De Carlo (FdI). Come risulta dal resoconto, la società, Federacciai e Ispra hanno comunicato la loro impossibilità a partecipare alle audizioni”. A quanto riferito, saranno invece ascoltati Invitalia e il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso. Sempre domani sono previste le audizioni di Arpa Puglia, Legambiente, Peace Link e Fondazione sviluppo sostenibile.
In attesa di conoscere il destino di Acciaierie d’Italia, le aziende dell’indotto di Acciaierie d’Italia iscritte all’associazione Aigi continuano la loro protesta che si traduce nel presidio dinanzi alle portinerie dello stabilimento siderurgico e nell’interruzione della fornitura di beni e servizi, pur continuando a garantire il minuto mantenimento degli impianti al fine di tutelare i lavoratori diretti e la città tutta. Nelle prossime ore dovrebbero registrarsi novità sul futuro prossimo dello stabilimento. Due sembrano, allo stato, le strade percorribili: l’amministrazione straordinaria, la seconda nel giro di un decennio, o un accordo bonario tra le parti, Invitalia e Arcelor Mittal. Nel caso fosse decretata l’amministrazione straordinaria della società, le interlocuzioni avviate con il Governo e con i tecnici del Mimit hanno prodotto un primo risultato: secondo il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella serata di venerdì scorso, i crediti accumulati dalle aziende dell’indotto strategico sarebbero tutelati da istituti finanziari con garanzia Sace, senza però garantire liquidità nell’immediato prolungando di fatto l’agonia delle aziende. “La strada, dunque, è ancora in salita e, in attesa di conoscere le sorti di AdI, continuiamo a lavorare con i nostri tecnici e i nostri legali al fine di proporre emendamenti al suddetto decreto che garantiscano maggiori tutele all’indotto e si amplii la platea delle aziende beneficiarie – commentano dall’associazione -. Aigi ringrazia sin da ora le organizzazioni sindacali con cui è stata condivisa la grande manifestazione di protesta del 26 gennaio scorso, i lavoratori e le forze economiche della città che stanno condividendo le ragioni della vertenza, nella speranza che prevalga responsabilità da parte degli attori in campo e le nostre aziende possano essere al più presto ristorate prima che si arrivi a decisioni drammatiche ma inevitabili. La battaglia è ancora lunga e di sicuro Aigi non si arrenderà finché non sarà conseguito il risultato auspicato”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/02/02/ex-ilva-commissariamento-piu-vicino/)