Una richiesta di incontro urgente. E’ quella che i rappresentanti dei sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, Michele De Ponzio, Gianluca Semitaio e Carmelo Sasso, hanno inviato al ministro dei Trasporti Matteo Salvini, al viceminstri Edoardo Rixi ed ai parlamentari e senatori ionici, alla luce dei pareri negativi ricevuti dagli emendamenti, presentati in fase di conversione del decreto-legge Milleproroghe, funzionali alla proroga dei termini e del finanziamento dell’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale. L’obiettivo era ed è quello di ottenere una proroga per la Taranto Port Workers Agency S.r.l. (TPWA) per un periodo non inferiore ad ulteriori 18 mesi (anche se il risultato migliore sarebbe arrivare a 24 mesi), rispetto ai tre si qui ottenuti che scadranno il prossimo 31 marzo.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/01/26/porto-2023-chiuso-in-positivo/)

L’incontro richiesto ha come finalità quella di analizzare congiuntamente tutte le eventuali misure di tutela alternative per la platea dei 338 lavoratori ex TCT in questione, le cui misure di sostegno ad oggi scadono il 31 marzo 2024. Con i sindacati che ancora una volta terranno a ribadire anche al ministro Salvini come la proroga “non sia uno strumento assistenzialistico ma bensì un progetto di politiche attive del lavoro nato con la costituzione del DL 243/16 diventato Legge 18/17 con circa 550 lavoratori” e che il percorso tracciato, al fine di ricollocare i 330 lavoratori ancora presenti in Agenzia attraverso anche una riqualificazione professionale coerente con le richieste di questi nuovi investitori “necessita di uno sforzo politico congiunto per trovare le risorse per coprire gli ultimi tempi tecnici”. La proroga viene infatti considerata condizione strettamente necessaria per poter vedere concretizzati e capitalizzati gli investimenti, da parte di quegli operatori economici che si stanno affacciando nell’area portuale ionica, in particolar modo attraverso i progetti nell’area ZES, che dovrebbero portare alla creazione di 600 posti di lavoro ed i progetti portati avanti dall’Autorità Portuale.

Senza dimenticare l’interlocuzione in corso con la Regione Puglia e la Task Force regionale per l’occupazione, per definire e concretizzare la procedura amministrativa utile per il finanziamento dei corsi di formazione, da somministrare ai lavoratori dell’TPWA, strettamente necessaria e calzante rispetto ai fabbisogni dei nuovi operatori economici, che attraverso la proroga dell’Agenzia, avranno l’obbligo di attingere prima dal bacino dei lavoratori ex TCT per le assunzioni. La proroga dell’Agenzia e della relativa clausola sociale legalmente esigibile (termine attuale al 7/3/2024), consentirà infatti ai lavoratori di conservare l’indennità legata alle giornate di mancato avviamento a lavoro (IMA, il cui attuale finanziamento termina al 31/12/2023), nell’attesa della definiva riqualificazione e ricollocazione al lavoro con conseguente cancellazione dagli elenchi. La riconfigurazione e riqualificazione dei lavoratori è infatti indispensabile per la loro ricollocazione. Senza dimenticare i 140 sin qui riassunti dalla San Cataldo Container Terminal, la società veicolo con la quale la holding Yilport gestisce il Molo Polisettoriale del porto di Taranto.

Ed a proposito della SCCT, è notizia di ieri la nomina di un nuovo CEO e General Manager di Yilport Holding: si tratta di Alessandro Becce che a dicembre ha lasciato il ruolo di amministratore delegato della società Fhp Holding Portuale S.p.a., il maggiore operatore italiano attivo nella gestione dei terminal portuali per rinfuse. FHP opera in quattro terminal a Carrara, Marghera e Chioggia e con la società MarterNeri, ha attività a Monfalcone e Livorno.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/01/22/porto-ex-tct-e-traffici-tutti-in-attesa-1/)

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