Contro l’esecutivo Melucci, per Matteo Renzi, ci sarebbero chiari interessi politici. Queste le parole del leader di Italia viva oggi a margine dell’iniziativa letteraria organizzata al Salina Hotel: “Io non sono deluso dal sindaco di Taranto e credo che abbia avuto un mandato pieno per governare. Noi l’abbiamo aiutato. Contro Melucci, a mio giudizio c’é un chiaro interesse politico, ovvero di mettere le mani sulla città di Taranto. E questi sono anzitutto i Cinque Stelle”.
Questa la risposta di Renzi, in merito alla situazione del Comune, dove proprio oggi due esponenti del movimento Con (il movimento del governatore pugliese Michele Emiliano) hanno dichiarato che sono pronti a sfiduciare il primo cittadino assieme a Pd, M5S e le altre forze politiche. Per Renzi, Melucci non sarebbe stato attaccato per Italia Viva o altre singole questioni, partito che peraltro “ha subito lasciato per evitare qualsiasi tipo di alibi” piuttosto tentano di farlo fuori per “non sfarsi fuggire l’occasione di prendere in mano la città”. Mentre sino a tanti anni fa Taranto “era solo un problema”, secondo il leader di Italia viva “oggi è una città strategica, per via dei vari investimenti e le potenzialità nel Mediterraneo”. Personalismi di qualche “leader romano – ha chiosato Renzi – magari nato e cresciuto a Taranto che ha voglia di tornarci per fare il sindaco” e che nulla avrebbero a che fare con “gli interessi della comunità”. Alla presentazione del libro di Renzi c’era anche il sindaco Rinaldo Melucci, che ha preferito evitare ogni confronto con la stampa, visto il momento delicato.
Sulla “Taranto martoriata” dalla vicenda ex Ilva
A proposito della questione irrisolta di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, Renzi ha dichiarato che “chi ha responsabilità sulla vicenda Ilva deve avere il coraggio di dire che questa è la verità”. Il numero uno di Italia viva ha specificato che nel 2014 il suo Governo ha lavorato “non solo per il commissariamento” ma anche per “prendere un miliardo di euro dai Riva dal Tribunale di Milano per darli alla città di Taranto e per i progetti che allora hanno preso il via”. Renzi si è dichiarato molto orgoglioso di questa operazione: “Da allora – ha concluso – è cambiato molto. Io ho lasciato nel 2016, c’è stata una gara e il fallimento di quel progetto, che oggi vede in difficoltà anzitutto le aziende dell’indotto che sono quelle che stanno pagando sulla propria pelle i ritardi assurdi che si stanno verificando”.