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“La crisi dell’economia di vicinato che attanaglia le strade di Taranto è molto grave e al momento non si vede alcun intervento importante volto a migliorare la situazione. Agli operatori commerciali ed agli artigiani tarantini che ancora resistono va detta la verità. Non serve usare mezzi termini, ma crediamo sia necessario un bagno di umiltà da parte di tutti.” Lo afferma in una nota Fabio Paolillo, Segretario provinciale di Confartigianato Taranto.

“La situazione è si difficile in Italia, ma da altre parti le amministrazioni rispondono con idee, soluzioni precise ed investimenti per la salvaguardia e lo sviluppo dell’economia di vicinato, con documenti strategici del commercio di alto livello con contenuti che tracciano nero su bianco soluzioni ed incentivi per le imprese che sono presenti e per quelle nuove che intono insediarsi sul territorio. – prosegue –  In tanti comuni italiani sono stati fatti documenti strategici del commercio che rilevano con ‘puntualità’ le varie tipologie di strutture commerciali operanti, dal negozio di vicinato alla media e grande struttura commerciale, per constare la reale necessità di tipologia per le nuove aperture pianificando con dati ‘precisi’ il riequilibrio tra piccole e medio grandi metrature. Addirittura molti comuni indicano quali sono i settori di attività da poter fare aprire in determinati posti per evitare sovrapposizioni o carenze dei servizi offerti”.

Paolillo sottolinea come a Taranto si continui a pianificare il presente e il futuro dell’economia di vicinato con assoluta approssimazione, arrendendosi all’indiscriminata diffusione della media e grande distribuzione come avvenuto sinora.

“Bari e Lecce, ad esempio tra tanti, già in fase di pianificazione e programmazione hanno adottato misure complessive e azioni mirate al reale sostegno di commercio e artigianato. Sono anni che va avanti questa storia, con il vecchio piano è scaduto da tanti anni. E’ un atto amministrativo che il Comune di Taranto avrebbe dovuto approvare da tempo visto che trattasi di un importantissimo strumento di programmazione e pianificazione, a nostro avviso di pari importanza del piano urbanistico generale.

Occorrono scelte coraggiose e coerenti con quanto si va puntualmente affermando da anni sulla stampa dai nostri politici, amministratori  e dalle associazioni di categoria: proteggere e sviluppare gli esercizi di vicinato. Bene e come lo fai? Continuando a favorire l’apertura delle medie e grandi strutture? Lo si è permesso a Taranto da sempre ma non ha funzionato, anzi ha peggiorato la situazione.

Ebbene, dopo tutti questi anni di attesa, di silenzi e di riunioni, di assessori, di consiglieri, di commissioni, – sottolinea il segretario provinciale di Confartigianato – il risultato che è in via di approvazione da parte del Consiglio comunale  è un documento quasi vuoto di quei contenuti auspicati. Un documento che in quasi tutti i punti salienti  è un continuo rinvio a decisioni future, tranne appunto per quanto riguarda la possibilità di  apertura di medie e grandi strutture”,

“Ma tanto lo si è già capito in che direzione si vuole andare. – prosegue la nota – Infatti basta guardare le colonne e travi di cemento armato nuovissime di zecca che stanno rapidamente sorgendo in Via Dalmazia angolo Via Ancona. Una nuova struttura commerciale monomarca di grandi dimensioni, alimentare e non alimentare”.

Allora come Confartigianato facciamo appello alla sensibilità del Sindaco Melucci, lo invitiamo ad intervenire, così come invitiamo l’Assessore allo sviluppo economico e l’intero consiglio comunale ad approfondire con la massima attenzione questa importante situazione che riguarda la vita quotidiana delle nostre strade e mettere in campo già adesso (come fanno tutti gli altri comuni) le risorse economiche ed i programmi di attrazione e supporto per aiutare e quindi garantire la continuità degli esercizi di vicinato che sono poi quei centri di presidio di cui ogni comunità, in quanto tale, non può fare a meno. – afferma Paolillo – I negozi restano chiusi perché i commercianti e gli artigiani non ce la fanno più di fronte all’aumento dei costi dell’energia, degli affitti, delle tasse e dei tributi locali, della concorrenza dei grandi centri commerciali e dell’e-commerce. Ovviamente come Confartigianato siamo sempre pronti alla collaborazione, se si vogliono davvero fare le cose”.

 

Una risposta

  1. Va bene, ma un rappresentante degli artigiani perché parla di commercio? Forse non sa cosa dire per l’artigianato? Come tutti sanno sono due cose diverse.

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