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Il presidente della Lega Pallavolo Serie A Massimo Righi, intervenuto nel corso di “Volley Club”, la trasmissione prodotta dalla redazione di Mondorossoblù, traccia un bilancio della stagione che sta per concludersi fissando gli obiettivi per il prossimo futuro.

“Il campionato è stato di alto livello perché i roster erano oggettivamente di altissimo livello; Catania è distante un paio di vittorie rispetto a chi si è salvato. Confido che il livello tecnico si alzi ancora di più. E’ già altissimo ma non giochiamo ancora così bene come credo succederà nei prossimi playoff. Dobbiamo ulteriormente alzare il livello di questo campionato perché siamo nelle condizioni di potercelo permettere. Sappiamo anche che ogni anno la partenza della Superlega è complicata perché molti giocatori arrivano tardi nelle rispettive squadre e con alle spalle pochissimi allenamenti di gruppo. Inoltre il calendario non ha aiutato, soprattutto per quelle squadre impegnate nelle competizioni internazionali e che si sono trovate a disputare più gare in una settimana”.

Diversi giocatori stanno cedendo alle avance delle squadre giapponesi: “Abbiamo delle risorse che sono incredibili. Non dimentichiamo che ci sono giocatori che in alcune squadre fanno panchina ma in altre squadre di Superlega possono giocare tranquillamente titolari. Consideriamo che qualche giocatore che andrà via è già avanti con gli anni. Dobbiamo anche registrare che da molte nazioni, che non sono di primissima fascia, arrivano atleti di livello altissimo a dimostrazione che tutto il mondo sta producendo giocatori meno celebrati all’inizio di carriera ma che comunque, dopo un anno in Italia, diventano delle star. Non mi preoccupa affatto l’ondata giapponese”.

Pubblico e incassi, sempre più spettatori si avvicinano al volley: “Abbiamo piccole percentuali in aumento sulle presenze, più significative per quanto riguarda gli incassi. Siamo in forte consolidamento per quanto riguarda i nostri campionati. Abbiamo aumentato gli incassi perché probabilmente è aumentata la qualità dell’offerta e dei servizi per il pubblico. Adesso aspettiamo i playoff che lo scorso anno sono stati clamorosi e puntiamo a ripetere il tutto. Anche in A2 e A3 i dati di pubblico e incasso aumentano”.

Le piazze del Sud probabilmente sono più legate ai risultati rispetto le altre: “Cerco di combattere l’attaccamento ai risultati perché se si va al palazzetto solo quando si vince ci sarebbero spettatori solo in due o tre palazzetti. Catania, ad esempio, ha fatto un doppio salto perché venivano dall’A3. Gli siamo grati per averci dato la possibilità di fare un campionato con dodici squadre. Hanno comunque allestito una buona squadra, nonostante il tempo a loro disposizione sia stato pochissimo. A Catania il pubblico ha risposto bene soprattutto quando sono venute le grandi squadre. Per quanto riguarda Taranto ha fatto un ulteriore step di crescita, si è dimostrata una realtà capace di stare in questa serie. Hanno una qualità fondamentale nell’allestire roster di alto livello e massimizzare le risorse a disposizione”.

Il futuro, gli eventi all’estero e una Superlega allargata: “Abbiamo fatto una consulta di Superlega ma, fin quando sarò io presidente, non ci sarà un allargamento a quattordici squadre nel massimo campionato. Non abbiamo giornate disponibili tra campionato coppe e playoff. Ho un sogno personale ed è quello di fare due gironi di Superlega da dieci squadre ma ad oggi non abbiamo i numeri. Gli eventi all’estero sono tanti anni che sono oggetto di discussione. Abbiamo diversi fronti aperti ma ancora non siamo pronti anche perché non vogliamo barattare i nostri eventi per un po’ di soldi. Stiamo valutando comunque l’ipotesi di disputare alcuni eventi in altri paesi e contiamo di riuscirci nell’arco di un paio di anni”.

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