“Apprendiamo con sconcerto che gli stipendi ai dipendenti Kyma Ambiente non sarebbero stati ancora pagati e che, probabilmente, a colmare questa ennesima lacuna sarà il Comune di Taranto, che dovrebbe farsi carico del pagamento nella giornata di lunedì 4 marzo. È il segno di una crisi grave e persistente”, questo l’allarme lanciato da Una Strada Diversa, Partito Democratico, Movimento Cinquestelle, CON, Europa Verde, Partito Socialista.
“I lavoratori – dichiarano partiti e gruppi del centrosinistra – pagano l’inadeguatezza di un management allo sbando, privo di visione e prospettiva. Abbiamo sempre chiesto al Sindaco e al management aziendale che la situazione di Kyma Ambiente e l’igiene urbana fossero le priorità per una città che continua a essere sporca e priva di un efficiente sistema di gestione dei rifiuti. Sono rimaste nel vuoto le promesse del Sindaco che avrebbe risolto la crisi economico-finanziaria dell’azienda partecipata entro la fine del 2023, così come la partenza della raccolta differenziata porta a porta in tutta la città entro gennaio 2024. Allo stesso tempo, l’azienda municipalizzata sembrerebbe non avere il Durc disponibile, così come lo spazzamento meccanizzato delle strade è ancora sospeso e chissà quando e se ripartirà mai. La crisi di liquidità parrebbe non risolta, nonostante il prestito ponte di 2,5 milioni di euro votato dal Consiglio Comunale nella primavera del 2023, che difficilmente potrà essere restituito. Infine, non c’è traccia, inspiegabilmente, del nuovo contratto di servizio, che, come la differenziata, sembra un miraggio”.
“Ricordiamo – concludono – che a breve i tarantini dovrebbero pagare una TARI ancora più alta, proprio a causa dei tassi di conferimento dell’indifferenziato e del mancato avvio di una decorosa raccolta porta a porta. Pagheremo di più, quindi, a fronte di un servizio scadente. In un’Amministrazione che ha stravolto volti e programmi, sovvertendo la volontà popolare emersa dal voto del 2022, non vorremmo che questa situazione aprisse le porte alla privatizzazione di Kyma Ambiente, alla quale ci siamo sempre opposti. Chiediamo al Sindaco e al management di Kyma Ambiente che, una volta per tutte, venga fatta chiarezza sulle sorti dell’azienda e sulla gestione dei rifiuti a Taranto”.
LA RISPOSTA DI PALAZZO DI CITTA’
“Rispetto alle dichiarazioni di alcune forze politiche, rappresentate in Consiglio Comunale, dobbiamo registrare il dispiacere di aver avuto accanto, per mesi, amministratori a corto di competenze”. È quanto viene precisato in una nota diffusa da Palazzo di città a nome dei gruppi di maggioranza (quali non è specificato in calce).
“Perché sosteniamo che quanto dichiarato oggi da questi ex compagni di viaggio sia sbagliato? Perché il prestito ponte del quale parlano, dicendo che “difficilmente potrà essere restituito”, è già stato saldato completamente a dicembre 2023. Le rate erano decurtate direttamente dal canone mensile versato dal Comune per il servizio, come indicato nella delibera di consiglio che tutti loro hanno votato (evidentemente senza comprenderla…).
Che dire, poi, della “meraviglia” scaturita dall’applicazione di una norma di comune conoscenza, per chiunque abbia dimestichezza con appalti e contratti pubblici (e loro dovrebbero averla…)? Parliamo del potere sostitutivo cristallizzato nell’art. 11, comma 6, del decreto legislativo 36/2023, meglio noto come nuovo Codice degli Appalti: nulla di strano o inconsueto, è già accaduto che fosse applicato a tutela dei lavoratori, senza che nessuno se ne scandalizzasse. Il Durc di Kyma Ambiente, peraltro, scontando una pregressa situazione di incertezza che il management sta recuperando e onorando, con grande impegno e competenza (loro sì che ce l’hanno…), è passibile di queste oscillazioni”.
Ed ancora: “Precisato che le retribuzioni dei dipendenti non sono state a rischio, pare opportuno invitare chi agita “fantasmi” dai nomi evocativi, come privatizzazione, a pensare piuttosto alla responsabilità che dovrebbe avere nel comunicare ai cittadini la necessità di rispettare il decoro e le regole, nel farsi parte diligente in quella battaglia di civiltà che ogni giorno viene compiuta da Kyma Ambiente per salvaguardare l’igiene urbana”.

