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All’indomani del “lieto fine” della vicenda che riguarda la ristrutturazione dello stadio Iacovone in vista dei Giochi del Mediterraneo del 2026 da conciliare con l’ esigenza della squadra di calcio di continuare a giocare nell’impianto a lavori in corso, senza dover emigrare, qualche legittimo dubbio che ha pervaso noi e a quanto pare anche  il consigliere regionale del PD, Vincenzo Di Gregorio, il quale in una nota stampa ha evidenziato quanto segue: “L’utilizzo dello stadio con una capienza ridotta, durante i lavori di ristrutturazione era un’ipotesi che il Comune di Taranto escludeva categoricamente ritenendola impraticabile. All’improvviso, però, qualcosa è cambiato e l’impossibile è diventato possibile, anzi di più!. Questa volta, però, è vietato sbagliare e come presidente della II Commissione consiliare con delega anche allo Sport, avvierò una serie di audizioni e di incontri per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e per verificare il cronoprogramma annunciato dal sindaco e dal commissario dei Giochi. Vogliamo capire, ad esempio, come sia possibile passare da un progetto di 18 milioni, con un cronoprogramma più ampio, a uno di oltre 45 milioni riducendo ulteriormente i tempi di realizzazione? E, in più, con le complicazioni dovute ai lavori contestuali alle attività della squadra di calcio”.

Le domande che si è posto il consigliere regionale Di Gregorio ce le siamo poste anche noi. I lavori per settori allo “Iacovone” erano sempre stati ritenuti quasi impossibili, anche e soprattutto, dal Commissario straordinario dei Giochi, Massimo Ferrarese, dopo essersi più volte consultato con i suoi tecnici.

Lo stesso Ferrarese, pressato dal Taranto FC 1927 e dai tifosi, però ha voluto che a questo punto si esponessero quelli di “Sport e Salute”, la società pubblica incaricata di redigere il progetto dello stadio (per ora tre rendering fatti visionare ieri agli organi di informazione). Ed il suo amministratore delegato Diego Nepi Molineris, non solo ha tranquillizzato i tifosi rossoblù affermando che era stata individuata la soluzione per far giocare il Taranto FC 1927 mentre si svolgeranno i lavori di ristrutturazione era stata trovata ma ha anche dichiarato che lo stadio sarà consegnato completo di copertura totale, al termine dei 18 mesi di lavoro previsti (ipotesi questa, più volte, esclusa nelle settimane precedenti dal Commissario Ferrarese che aveva, infatti, previsto che tale copertura si potesse ultimare dopo i Giochi del Mediterraneo).

Tra l’altro il sindaco Melucci, che ieri ha riferito in consiglio comunale quanto deciso nella riunione con Sport e Salute ed aveva fretta di farsi applaudire dai suoi consiglieri di maggioranza per aver concretizzato fatti e non chiacchiere (peccato siano trascorsi 16 mesi dal primo rendering sullo stadio e siamo, comunque, fermi sempre ad un rendering, ndc) dovrà ufficialmente comunicare al Taranto FC 1927 che potrà inserire lo stadio Iacovone come campo di gara nella prossima iscrizione al campionato di Lega Pro da effettuarsi il prossimo giugno.

Una responsabilità di un certo peso da prendersi a scatola chiusa visto che bisognerà poi fare i conti con la realtà: l’assegnazione dei lavori, attraverso gara d’appalto, ad una Azienda con la A maiuscola super specializzata ed in grado di rispettare il cronoprogramma di massima di 18 mesi, certificato da Sport e Salute. Lasso di tempo in cui tutto dovrà andare liscio per arrivare al risultato da tutti sperato: uno stadio nuovo e all’avanguardia da lasciare come eredità pesante dei Giochi del Mediterraneo (non solo ma anche il Centro polifunzionale Ricciardi e lo stadio del Nuoto).

Nel frattempo pare che un piano B sia stato messo in conto, ossia che per motivi di sicurezza (il parere della Prefettura sarà vincolante, ndc) che dovessero sopraggiungere lungo il cantiere, l’Amministrazione comunale dovrebbe mantenere l’impegno di garantire in subordine l’uso in convenzione dello stadio di Brindisi, con il quale già c’è un accordo.

2 risposte

  1. A Taranto diventa facile estrapolare dietrologie personalmente ero curioso di sapere se lo stadio di VIA DEL MARE di Lecce ha nella fattispecie ottenuto i finanziamenti per la totale copertura idem per altre strutture sull’ Adriatico come centro nautico e piscine del nuoto il resto da “buon intenditore poche parole”.

  2. In realtà la domanda sull’aumento delle risorse necessarie è stata posta al commissario, che ha risposto che l’aumento di prezzo dipende, tra le altre cose, dai normali aumenti delle materie prime, dalla cover dello stadio (il cui materiale, a quanto dice, sarà un top di gamma) e al fatto di giocare mentre si lavora. Le sue parole sono state : “si fa presto ad arrivare a 45 milioni”.
    Sul fatto dell’inversione di marcia rispetto a quanto detto precedentemente sono d’accordo: non se ne capiscono i motivi
    Tuttavia, se a 2 anni dall’evento gli esponenti politici continuano a mettersi i bastone tra le ruote a vicenda, chiarezza o non chiarezza, ce la piangeremo noi. Speriamo, quindi, che gli scoop siano finiti.

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