“Parole e note si intrecciano, la forza evocativa dei testi si fonde con la potenza delle armonie nel tentativo di creare un linguaggio che si elevi a messaggio universale e ci riscopra finalmente attenti al dolore dei popoli in guerra e consapevoli, oggi più che mai, che senza pace non c’è futuro”, spiega l’attrice tarantina Anna Ferruzzo.
Tornata a Taranto in occasione della rassegna “MArTA in Musica”-Le matinèe domenicali, l’attrice ha interpretato il testo “Lettere dal fronte”. L’evento, in collaborazione con il Mysterium Festival, anima la Settimana Santa con espressioni diverse ed intense di arte. Un’occasione irripetibile capace di unire ancora una volta la musica ed il teatro lanciando un messaggio di pace e speranza alla comunità che celebra oggi, domenica 24 marzo, la festa delle Palme.
Gli spettatori, dopo aver svolto la visita guidata all’interno del Museo Archeologico Nazionale MArTA, scoprendo i reperti funebri di Taranto ed il mondo Apulo, si sono ritrovati nel suggestivo Chiostro per assistere allo spettacolo dell’attrice con l’accompagnamento delle dolci melodie del Quartetto d’Archi dell’Orchestra della Magna Grecia.
Abbiamo avuto la possibilità di intervistare nuovamente l’attrice, che già nel mese di ottobre era stata protagonista del nostro Giornale grazie al riconoscimento ricevuto dai suoi stessi concittadini che l’hanno proclamata vincitrice del “Premio Corriere di Taranto” nella categoria ‘Fuori Sede’.
Un ritorno che le permette anche un contatto diretto con la sua gente…
“È sempre una grande emozione per me. Per questo importante evento ho selezionato una serie di letture di autori noti, tra cui Quasimodo, Langston Hughes, Primo Levi, Adorno, Nazim Hichmet, Elsa Morante, Neruda e le struggenti lettere di sconosciuti partigiani italiani, per raccontare l’orrore della guerra. È un’occasione per riaffermare l’urgenza della pace, un concetto che davamo per scontato ma che purtroppo, scontato non è. La presenza del Quartetto d’Archi dell’Orchestra della Magna Grecia sottolinea e rinforza il tema della pace, in maniera dolce quasi evanescente in contrasto con la crudeltà del testo incentrato sulla guerra”.
Tra questi, c’è un passo al quale lei è maggiormente legata?
“Sono legata a tutti, ma uno in particolare “la Morte di Giovannino” tratto da ‘La Storia’ di Elsa Morante, un romanzo storico che ho amato tantissimo e continua a colpirmi. Narra, in maniera molto poetica, la morte di questo giovane soldato italiano, di soli sedici anni, sul fronte russo. Il ragazzo in quel momento si abbandona al suo destino ripensando alla madre, alla fidanzata e alla terra natia”.
Lo specchio di tutto quello che sta accadendo in questo periodo…
“Quando mi è stato proposto di partecipare al Mysterium ho individuato subito questo tema perché sento, come artista e come cittadina, l’urgenza di pronunciare una parola che sembra diventata un tabù ‘Pace’. Per anni, senza vergogna, abbiamo portato avanti questo valore oggi sembra che la gente abbia quasi paura a pronunciarla. Il mio è un urlo di disperazione e di speranza, perché credo che l’arte debba porsi come obiettivo quello di ricordare ciò che è successo, ciò che è stato e ciò che continua ad essere. Ognuno deve farlo nel suo piccolo per poterlo fermare definitivamente”.