Si narra che gli organizzatori di “Roma Summer Fest” non abbiano preso proprio bene la presenza dei “The Smile” al Medimex di Taranto, il 22 giugno prossimo,  prima della loro doppia data (23-24 giugno) all’Auditorium Parco della Musica. Pare anche che la presenza dei Pulp sulla Rotonda del Lungomare, unica data italiana, abbia infastidito i grossi impresari del mondo della musica dal vivo del Nord.

Insomma, una volta tanto sono gli appassionati di rock tarantini e pugliesi che non devono sobbarcarsi dai 500 km in su per godersi un concerto delle star internazionali, con tutti i disagi e gli aggravi di spese del caso (viaggio+albergo).

La prevendita del Medimex edizione 2024 è partita bene. L’abbonamento per le due serate (sabato 22 giugno The Smile, domenica 23 giugno Jesus and Mary Chain+Pulp) è ad un prezzo calmierato (35 euro + prevendita, grazie al contributo della Regione Puglia) che invoglia alla partecipazione collettiva.

Abbiamo chiesto, come da tradizione ormai, al direttore artistico del Medimex, Cesare Veronico, di spiegarci come è arrivato alla line-up di quest’anno: “The Smile gli inseguo da quando si sono formati. Essendo un grande fan dei Radiohead non ho esitato nemmeno un attimo a cogliere l’occasione di portare i Radiohead sotto mentite spoglie (The Smile, appunto) ad un decimo di quanto costerebbero. Dalla loro presenza parte il filo conduttore dell’edizione di quest’anno, perché come ben sapete cerchiamo di differenziare la proposta musicale del Medimex di edizione in edizione. Lo scorso anno abbiamo puntato sul rock duro, questa volta abbiamo scelto il filone del rock colto, scegliendo gruppi che dal punto vista musicale e dei testi, rappresentassero la nobilità, l’aristocrazia del rock”.

La band di Thom Yorke rappresenta una sorta di prova di maturità per il pubblico del Medimex?

“Gli Smile sono i Radiohead, lo ripeto, una delle band più importanti ed influenti di sempre. Yorke non canterà ‘Creep’? E chi se ne frega. Il disco che è uscito da poco, ‘Wall of Eyes’, verrà considerato uno dei migliori album dell’anno. All’interno c’è della sperimentazione se vogliamo parlare di contemporaneità. Jonny Greenwood il chitarrista, in ‘Bendig Hectic’, usa delle linee di chitarra assolutamente sperimentali, che non avrete mai sentito. Andatevela ad ascoltare questa canzone. The Smile sono tra gli artisti più importanti che il Medimex abbia mai avuto”.

In tutti questi anni di festival qualcuno ha avuto da obiettare che vi siete rivolti ad un pubblico prevalentemente over 40. Cosa risponde riguardo tale punto di vista?

“La musica si divide in musica buona e musica cattiva, quando è buona è inevitabilmente trasversale sul piano generazionale. Noi abbiamo registrato la presenza di under 30 ai concerti di Patty Smith, Kraftwerk, Liam Gallagher, Placebo, per citare alcuni dei nomi che si sono esibiti sul palco della Rotonda del Lungomare. Ricordiamoci che il Medimex si muove come istituzione culturale nell’ambito della musica, parallelamente ad altri festival che in Puglia si occupano, e bene, di contemporaneità musicale. Dunque, la proposta complessiva pugliese abbraccia tutte le generazioni. Al Medimex, che è un progetto dell’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Puglia, è affidato il compito di invitare a suonare artisti di alto profilo e seminali nell’ambito della storia della musica”.

Le faccio una domanda da appassionato medio di musica: cosa hanno di seminale i Jesus and Mary Chain?

“Prendiamo il loro primo album ‘Psycochandy’, è considerato, dai critici musicali, uno dei migliori in assoluto degli anni ’80 e loro sono ritenuti la migliore band in grado di riproporre le influenze dei Velvet Underground, uno dei gruppi più importanti della storia del rock. I Jesus and Mary Chain festeggiano quest’anno i 40 anni di carriera ed hanno da poco pubblicato nuovo materiale che sta ottenendo ottime recensioni in tutta Europa. Quello che consiglio io, ad un ascoltatore medio come lei, è di assistere al concerto e poi di esprimere un giudizio. Credo che, sinora, chiunque sia salito sul palco del Medimex non abbia mai deluso. Prendiamo la line up della scorsa edizione: Tom Morello vuole tornare a suonare in Europa, i Cult continuano a girare il mondo, Skunk Anansie credo abbiano fatto il loro miglior tour da quando vengono in Italia ”.

A questo punto manca solo spiegare la scelta dei Pulp…

“I Pulp, padrini del Brit Pop anni ’90 assieme a Oasis e Blur, saranno la sorpresa del Medimex, anzi mi spingo oltre saranno la sorpresa dell’estate musicale italiana. Parliamo di uno tra i migliori show dal vivo in circolazione. Jarvis Cocker, il frontman, è un animale da palcoscenico alla Nick Cave e lo ritengo anche un ottimo opinion leader. I suoi testi sono molto intensi dal punto di vista socio-politico. Basti pensare al brano manifesto della band ‘Common People’ – https://testicanzoni.rockol.it/testi/traduzione-di-pulp-common-people-165011012. La sua presenza, quindi, si sposa molto bene con quello che è lo spirito della nostra manifestazione.  Cocker proviene da una città inglese, Sheffield, che a cavallo tra l’Ottocento ed il Novecento è stata capitale dell’acciaio, dunque speculare a Taranto. L’artista ha accolto con entusiasmo l’idea di venire a suonare proprio da noi, unica data italiana. Ripeto, sarà uno show di cui la gente parlerà per tanto tempo dopo la fine del Medimex, come è accaduto per Iggy Pop, ad esempio. I media nazionali hanno accolto in maniera entusiasta la presenza dei Pulp al nostro festival e questo non può che farci piacere. Questa band è stata headliner lo scorso anno ad uno dei festival europei più importanti come ‘Isle of Whight’ e quest’anno sono al ‘Primavera Sound’ di Barcellona. Siamo ancora una volta convinti che il Medimex lascerà il segno anche quest’anno”.

One Response

  1. Come sempre la musica e’ una alchimia tra chi suona e chi ascolta. Credo che Taranto sia una città muta e sorda, nell’ascoltare e nel sentire, e nel rielaborare “il tutto”. A volte cercare analogie e spunti altrove e’ sbagliato, il cambiamento richiede coraggio e autonomia (che non vuole dire isolamento). Lontani ancora dalla consapevolezza, perché lontani da una presa di posizione chiara (e da una lealtà di fondo sia civica che Istituzionale). D’altro canto Errare e’ umano, errare e’ umano, errare e’ umano …

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