Nove morti in cinque mesi sulla S.S. 100 che collega Bari a Taranto (tra le più trafficate di Puglia con circa 25 mila auto giornaliere), nel tratto Gioia del Colle-Mottola-Massafra. Ieri hanno perso la vita una mamma ed un figlio di 12 anni. Della messa in sicurezza del tratto peggiore di tutta l’arteria stradale se ne parla da tempo ma nonostante gli appelli delle istituzioni locali al Ministero dei Trasporti siamo ancora fermi al palo, anche con i provvedimenti temporanei.

Laddove c’è un doppio senso di marcia e non c’è alcuna barriera centrale né guardrail, soprattutto sulla curva tra il bar “Lo spaccio” e la “Sala Azzurra” (località San Basilio), il senso di pericolo in una strada ad alto scorrimento è sempre percepibile.

Che cosa deve accadere più affinché si prendano immediati provvedimenti, anche temporanei, che superino i tempi lunghi dell’odiosa burocrazia? Deve morire un consigliere regionale? Un parlamentare? Un dirigente dell’Anas?

Il nove aprile scorso furono annunciate una serie di misure di sicurezza, da adottare nei prossimi mesi, in grado da fungere da deterrente: chiusura, da parte di Anas, della corsia di sorpasso in discesa in direzione Massafra, a partire dall’imbocco della galleria Mauro, installazione di un tutor nel territorio di Mottola e di un autovelox fisso a Massafra.

Proprio nel tratto che va da San Basilio a Massafra, di competenza del Comune di Mottola, si leggeva in una nota, sono stati affidati i lavori per la progettazione ed esecuzione dell’attivazione sperimentale della rilevazione della velocità media, nonché la richiesta di allungamento del tratto di strada da sottoporre a controllo.

È ora, da parte di tutti i soggetti in causa, di dare carattere di urgenza alla questione, con qualsiasi mezzo a propria disposizione. Basta vittime della strada!

*foto di repertorio

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