A Taranto ci si confronta sulle opportunità della transizione ecosostenibile. Stamattina presso la sede del Polo Jonico dell’Università di Bari, in Città Vecchia, sono stati inaugurati i lavori della seconda edizione tarantina del TEF – Taranto Eco Forum, manifestazione di due giorni in cui si alternano momenti di dialogo, discussione e di riflessione su tematiche cruciali riguardanti l’ambiente, la sostenibilità e lo sviluppo economico, per promuovere soluzioni innovative per il futuro della comunità. L’evento è stato organizzato da Eurota ETS e RemTech Expo con l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e in co-branding con il Comune di Taranto. A fare gli onori di casa, il direttore del Dipartimento Jonico Paolo Pardolesi, il quale ha sottolineato la “vera sfida accademica” ovvero di “riportare a casa i giovani che si formano nella nostra Regione e lavorano altrove”. Giovani “menti e talenti” che è necessario “supportare attraverso visioni e attenzioni comuni, in occasioni come il TEF”.

La tematica principale, su cui si focalizzeranno i vari interventi tra oggi e domani, è la “transizione giusta” declinata attraverso otto settori quali “Intelligenza artificiale, innovazione reale”, “Safety aziendale”, “Responsabilità sociale d’impresa”, “Biorisanamento, bonifiche e valorizzazione dei rifiuti”, “Blue economy, tra mare e porto”, “Acqua, risorsa preziosa da proteggere”, “Energie rinnovabili, produzione e scambio” e “Mobilità sostenibile, il trasporto del futuro”. A proposito di quest’ultimo settore il vice ministro alle Infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi, connettendosi da remoto, ha sottolineato che le posizioni del Governo “a livello europeo, a livello di G7 sono di apertura sostanziale, rispetto ai corridoi green e ai biocarburanti per ridurre da subito le emissioni nel settore marittimo”. Ancora, a detta di Rixi, il Governo ha manifestato “anche alcune perplessità rispetto ad alcune politiche europee come, per esempio, sulla direttiva carburanti” che il Governo “ha più volte stoppato a livello europeo, per evitare di creare delle tensioni particolarmente preoccupanti nel settore degli approvvigionamenti dei carburanti nel settore logistico e marittimo”.

La platea del TEF stamattina all’inaugurazione, in Università, dei lavori

Tra le varie istituzioni che hanno presenziato durante i saluti iniziali, abbiamo intervistato il presidente dell’Autorità Portuale Marittima del Mar Ionio Sergio Prete. Quest’ultimo ha spiegato che “non si hanno ancora notizie sull’approvazione dell’emendamento della proroga, in Ministero, dell’Agenzia del Lavoro, perché di fatto è ancora al vaglio delle commissioni parlamentari”. Sui lavori dei dragaggi nel Porto, il presidente ha spiegato che “la settimana prossima dovrebbero partire i lavori per quelli riguardanti l’area crocieristica ovvero al Molo San Cataldo”, così come il prossimo 29 giugno “dovrebbe arrivare la draga e per cui di conseguenza verranno ultimati i lavori di manutenzione”. Ancora, a giorni, ci ha riferito che la Fincosit dovrebbe “depositare il progetto di completamento della vasca di colmata per il dragaggio del Molo Polisettoriale” che solo da quel momento in poi potranno “conoscere i tempi necessari” per ripristinare anche “la non corretta esecuzione della vasca del precedente appaltatore” e finalmente poi “partire col dragaggio”. Sulla candidatura congiunta dell’Autorità Portuale congiunta Taranto – Brindisi, per il Parco Eolico Offshore, il cui avviso pubblico è stato varato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Prete ha spiegato che “sono in attesa del responso di quest’ultimo”. Ha concluso: “Crediamo che il Porto di Taranto sia il naturale candidato di diritto perchè possiede tutti i requisiti dagli spazi esterni, all’esperienza nel settore fino alla presenza del player internazionale produttore delle pale eoliche”.

A proposito delle bonifiche nel Mar Piccolo, abbiamo avvicinato il dirigente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica dell’area di Taranto Vito Felice Uricchio che non è riuscito a fornire una risposta certa, sulla tempistica del via libera ai lavori, da parte di Ministero e Governo, che tuttavia auspica “partano quanto prima”.

Il commissario unico per la bonifica delle discariche, il generale Giuseppe Vadalà riguardo il fenomeno delle discariche diffuse, a margine della manifestazione ha commentato: “Sono quelle che non vorremmo vedere, il fenomeno che ci da più fastidio, perché sin quando il sistema della differenziata non funziona bene, a pieno regime, ci sono queste situazioni. Per le discariche storiche, grandi, quelle che i Comuni attivavano per i rifiuti, o le industrie che smaltivano quando non c’era nemmeno la normativa, le cose sono cambiate”. Ha proseguito il commissario: “Oggi un sindaco, un Comune, una grande industria, se deve smaltire i propri rifiuti – ha detto il commissario nazionale -, lo fa in discariche dove ancora si fa in discarica. Ricordiamoci che la UE ci ha detto che entro il 2030 più del 10 per cento non puó andare in discarica. Per far questo servono gli impianti e gli impianti si stanno facendo un pò in tutta Italia. Il sistema da solo discarica era anni fa, oggi è molto cambiato. Lentamente le situazioni sono cambiate rispetto al passato” ha concluso Vadalà.

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