Fabio Greco non è più il presidente di Aigi, l’associazione che rappresenta l’80% delle aziende dell’indotto. Dimissioni, comunicate ai componenti l’assemblea e al consiglio direttivo con una lunga lettera, che sono state come un fulmine a ciel sereno e dettate dal fatto di essersi accorto che qualcosa non stava più funzionando all’interno dell’associazione fondata a gennaio dello scorso anno con lo scopo “di fare la differenza sul campo e nelle sedi istituzionali locali e nazionali”, ricorda Greco. Ma Aigi non doveva essere solo Ilva nonostante la stessa sia formata dalla maggior parte di imprenditori che operano in quel contesto. Ce ne sono altri che operano in altri settori “e ai quali occorre dare voce. Per questo da tempo sostenevo – spiega l’ormai ex presidente di Aigi – che andava cambiata la governance del Consiglio generale per il bene e la crescita dell’associazione stessa. Del resto, i motivi che ci spinsero a costituire una nuova associazione furono proprio questi: tutelare nella massima trasparenza tutti i settori strategici territoriali”. E forse è proprio su questo che si è bloccato l’ingranaggio.
“Durante la mia presidenza, Aigi –evidenzia Greco – ho portato avanti tutte le interlocuzioni possibili contribuendo a modificare le normative che sono entrate in vigore per evitare che si replicasse quanto accaduto nel 2015. Attendiamo i risultati di questo impegno che comunque arriveranno, indipendentemente dalla mia presenza”.
Adesso tutto passa nelle mani del vicepresidente di Aigi, Convertino, che dovrà convocare entro tre mesi l’assemblea per la nuova elezione azzerando tutte le cariche.