Un paesaggio spettrale come 23 anni fa. Il grigio della cenere che ricopre tutto, il nero del rogo sulle pareti di ville e strutture ricettive, le carcasse della auto come in uno scenario di guerra, l’odore acre della devastazione provocata dall’incendio che ha messo nuovamente in ginocchio come il 25 giugno del 2001 Lido Silvana.

La mano dell’uomo ancora una volta (volontariamente o accidentalmente ha poca importanza) violenta la natura e riduce in cenere i sacrifici dei propri simili (pensiamo ai danni alle attività commerciali, alle auto, alle ville).

Si poteva evitare? Le attività di prevenzione esistono? E se sì sono efficaci o sono blande? Molti dei politici che piombano sulle tragedie come “avvoltoi mediatici”, pronti ad esprimere la loro, sicuramente, sincera solidarietà, che si affannano a proporre soluzioni, a promettere un intervento del Governo, della Regione, del Comune, forse già c’erano nel 2001, forse già ricoprivano qualche incarico. A loro rivolgiamo una semplice domanda: perché le proposte giungono solo dopo che accadono le tragedie? Mistero…Qui c’è l’aggravante del precedente, però…

*credit foto Gianmario Leone

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