Sogesid ha aggiudicato l’appalto previsto dal bando di gara (pubblicato lo scorso febbraio) per i lavori relativi a messa in sicurezza, bonifica e infrastrutturazione primaria dell’ex Yard Belleli che misura circa 230 mila metri quadrati rientrante nell’area SIN di Taranto. Attualmente la graduatoria è visibile soltanto alle società che hanno partecipato all’avviso, ma a breve la società in house del ministero dell’Ambiente renderà noto il risultato attraverso una nota ufficiale.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/08/10/bonifica-yard-belleli-sogesid-accelera/)
Nelle scorse settimane era stata conclusa la valutazione dell’offerta tecnica ed economica, con la Sogesid che aveva resto noto come a fronte della necessità di rimodulare il progetto ed i relativi importi sulla base delle risorse disponibili, in ragione di queste, salvo nuovo aggiornamento legato ai proventi del possibile utilizzo dei ribassi d’asta all’esito delle gare di appalto, si fosse dovuto optare per la momentanea modifica di alcuni interventi che interessano il nuovo concessionario della industrializzazione dell’area a valle della bonifica.
Ricordiamo che la realizzazione della bonifica del secondo lotto (il primo è già stato bonificato) non è infatti in discussione, a prescindere dalla società che vi andrà ad operare. Per quest’area, i cui interventi sono stati pensati per venire incontro alla richieste e alle esigenze dei gruppi industriali, è previsto in particolare il completamento della bonifica già avviata col primo stralcio, col capping di circa 40 ettari di superficie, il marginamento della falda sul lato interno, dopo quello già ultimato nel primo lotto a ridosso del mare, l’ammodernamento della banchina portuale adiacente all’area interessata alla bonifica, la gestione dell’impianto TAF (trattamento acque di falda). Una volta conclusi i lavori di capping sui primi 110.000 metri quadrati su quest’area Cantieri di Puglia avvierebbe subito i lavori necessari per poter dare il via operativamente alla sua attività nell’arco di trenta mesi, per poi nella seconda fase espandersi – una volta conclusa l’opera di bonifica – nel resto dell’area.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/07/04/yard-belleli-subentra-cantieri-di-puglia/)
Nelle prossime settimane tornerà invece a riunirsi il Comitato di monitoraggio per l’accordo ex Ferretti, di cui fanno parte il ministero dell’Ambiente (ed altri ministeri interessati) oltre a Comune, Provincia e Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, per continuare ad approfondire l’accordo sottoscritto tra la società Cantieri di Puglia con il gruppo Ferretti, per subentrare nel suo progetto di costruzione di un nuovo sito produttivo nell’area dell’ex Yard Belleli di Taranto, avendo comprato le quote di Ferretti Tech, la società creata a suo tempo per la realizzazione del progetto a Taranto. In particolar modo, visto che il nuovo progetto è parzialmente diverso dal precedente, in particolar modo per quel che riguarda magazzini e capannoni, si farà il punto sulle interlocuzioni avvenute tra i progettisti della società e i tecnici del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per verificare se l’approvazione data a suo tempo al progetto Ferretti sia compatibile con quello di Cantieri di Puglia, oppure se sarà necessario approvare una variante.
Il progetto Cantieri di Puglia (portato avanti da Sea Style Company e Alba Holding prevede infatti la costruzione di scafi in acciaio e alluminio (e non in vetroresina come nel caso di Ferretti) di megayacht dai 50 metri in su e per farlo occorrono capannoni più alti e più lunghi rispetto a quelli precedentemente previsti, commisurati appunto a gusci di yacht in vetroresina intorno ai 30 metri: probabilmente occorrerà una variazione tecnica che non dovrebbe comportare difficoltà dato il medesimo codice Ateco.
Resta infine da capire se il subentro di Cantieri di Puglia a Ferretti, avrà anche un’altra conseguenza: ovvero la rinuncia o meno da parte della società dell’istanza ZES per avviare un programma di attività economiche e/o investimenti nell’intera area ex Soico. Sull’area che si estende per circa 60.000 mq (di questi 9.462 metri quadri risultano coperti ed in particolare 8.635 metri quadri saranno destinati ad edifici industriali e 827 metri quadri ad edifici civili), Cantieri di Puglia voleva realizzare un polo della nautica nel porto di Taranto, destinato alla costruzione di scafi ed ai successivi allestimenti, nonché alle attività di refitting per yacht di medie-grandi dimensioni.
La società aveva chiesto una concessione di 40 anni, per un valore dell’investimento pari a 63 milioni di euro, prevedendo già nel primo anno di attività l’impiego di 100 unità lavorative dirette, che dovrebbero raggiungere il tetto di 250 unità entro il terzo anno di attività. Per quanto attiene invece le attività dell’indotto, i numeri parlavano di un iniziale impiego di 15 unità sino a raggiungere la soglia di 250 unità. Sarà una coincidenza, ma anche l’investimento di Ferretti sull’area Belleli sarebbe stato di 63 milioni di euro. A fronte di questa eventuale rinuncia, sarà possibile per altre società avanzare istanza ZES per l’area ex Soico, che l’Autorità Portuale intende comunque destinare ad altre attività.
La speranza è che che i tempi previsti dal bando per la messa in sicurezza e la bonifica dell’area saranno rispettati senza incappare in lungaggini burocratiche (vedi ricorsi al Tar delle società classificatesi dal secondo posto in più nella graduatoria del bando) o in errori tecnici come accaduto sul fronte della vasca di colmata (che di fatto confina via terra proprio con l’ex Yard Belleli).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/08/02/per-i-dragaggi-ora-servono-270-milioni-1/)
