Ha creato molto dibattito a Taranto l’argomento relativo alla presenza di eventi sulla Rotonda del Lungomare quest’estate. Un dibattito che si ripete, in realtà, ogni volta che questa location suggestiva viene utilizzata per qualcosa (ricordate il Giuramento Interforze?).

Da un lato associazioni dei commercianti ed i cittadini del Borgo che lamentano un calo di vendite (i primi) e disagi alla circolazione (i secondi), dall’altro gli organizzatori dei festival musicali (Medimex-Ultrasuoni-Cinzella) che difendono la scelta della location in quanto rappresenta il meglio che possa offrire Taranto come cartolina da far girare per il mondo (quello reale ma soprattutto quello di internet, con i social in testa).

Siamo su un terreno minato e quello che andremo a dire probabilmente scontenterà tutti o quasi poichè ci troviamo in una città dove sembra quasi sia vietato mettere in discussione quello che è il pensiero comune. Si viaggia sempre dietro lo sciame e quando ogni tanto si esce fuori dal coro si viene additati come disfattisti o come coloro che vanno cercando sempre il pelo nell’uovo. Accade nel mondo della politica, in quello dello sport ed anche in quello degli eventi musicali.

Proveremo a ridurre al minimo l’opinione ed a riferirci a dati di fatto. Partiamo dalle lamentele dei commercianti: possibile che in un totale nemmeno una decina di giorni di festival ( 2 di Medimex a giugno, 3 di Ultrasuoni a luglio, 3 di Cinzella ad agosto) organizzati nel Borgo, con relative modifiche alla normale circolazione, possano incidere economicamente cosi tanto sui 365 giorni di un anno (ammesso che le domeniche i negozi siano aperti)? Chi viene a Taranto a fare shopping in pieno centro cittadino (con i saldi cominciati da almeno un mese) il 14-15-16 di agosto ad esempio?

I commercianti sanno che questi festival con la presenza di artisti di livello internazionale (entreremo successivamente nel dettaglio) creano un indotto e fanno girare, sia pur per un lasso di tempo breve, l’economia locale (strutture ricettive, ristoranti, pizzerie, pub) grazie all’arrivo di appassionati di musica da fuori regione e addirittura da fuori Italia?

Gli organizzatori di questi eventi si prendono dei rischi, provano a far entrare Taranto in un circuito che crei attrattività per i manager degli artisti, i quali muovono i loro assistiti come pedine, quasi sempre da Roma in su, tra l’altro favorendo le premesse affinché, per una volta, non siano i tarantini a farsi almeno 500 km e a spendere i loro soldi in B&B e ristoranti in altre città.

Gli endorsement degli artisti, abituati a girare per il mondo, che pubblicano sui loro social selfie con alle spalle il mare di Taranto ed il Palazzo del Governo sono molto più efficaci di qualsiasi iniziativa di marketing territoriale.

Veniamo ai disagi creati alla normale circolazione veicolare ed alle criticità che i residenti del Borgo riscontrano ad esempio relativamente ai divieti di sosta. E’ vero la pazienza salta, non si sa dove parcheggiare l’auto (quelle pieghevoli non le hanno ancora inventate) e la comunicazione da parte dell’Amministrazione comunale risulta qualche volta poco tempestiva e riscontra delle falle (avevamo tempo fa suggerito di prendere in considerazione, visto che si parla tanto di Smart  City, di città al passo con i tempi, un applicazione che potesse in tempo reale informare sulle variazioni alla circolazione o sull’apertura di cantieri nella varie zone della città).

Parliamo però pur sempre di nemmeno dieci giorni l’anno, in estate (nei fine settimana la città si svuota perchè i cittadini si riversano sulla litoranea). Probabilmente anche in questo caso occorre abituarsi alla situazione, considerato che anche quelle famose città del Centro- Nord Italia vivono lo stesso tipo di disagio e per più giorni l’anno.

Chiaro poi che ogni organizzazione necessita di un lasso di tempo per potersi migliorare con il tempo e se il Medimex è una macchina che viaggia con il pilota automatico, per quanto riguarda Ultrasuoni e Cinzella c’è bisogno di rodaggio, di sbagliare per imparare (perchè si sbaglia e se qualcuno lo fa notare non bisogna rizelarsi), essendo al primo anno di organizzazione eventi sulla Rotonda.

In questo caso le scelte delle line-up, probabilmente, vanno ponderate perchè se l’artista X mi porta almeno 4 mila persone, l’artista Y che, si prevede ne potrà portare al massimo 1000/1500 (rapporto interesse verso l’artista-costo del biglietto), magari lo dirotto altrove e riduco il disagio. Parliamoci chiaro: la Rotonda del Lungomare non è per tutti ed i vuoti di spettatori si notano subito nonostante ci si affanni a pubblicare foto (ne abbiamo viste diverse) da una prospettiva che induca a parlare del grande successo di pubblico dell’evento.

In definitiva serve trovare un equilibrio nella convivenza tra eventi che danno una grossa visibilità alla nostra città e disagi creati ai cittadini residenti, con la convinzione che se anche sulla Rotonda del Lungomare arrivassero i Coldplay, ci sarebbe sempre qualcuno pronto a lamentarsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

One Response

  1. Buongiorno
    Nel rispetto di tutte le opinioni possibili, credo davvero che questa discussione non avrebbe dovuto avere luogo.
    In tutte le città fanno a gara per eventi di questo tipo.
    Questo tipo di eventi, hanno il pregio di portare visibilita’ , ad una citta’ , che ha bisogno di sognare e disegnare un nuovo futuro possibile.
    Il borgo cittadino , deve essere la culla naturale di questi eventi, relegarli alle periferie , significa dare un segnale ben preciso.
    Accettare di essere sudditi di poteri industriali economici, che di cultura ne farebbero volentieri a meno.
    I fatti industriali degli ultimi 50 anni lo dimostrano ampiamente senza timori di smentita.
    Una città genuflessa che vive di elemosine statali, e se qualcuno tenta di fare uno stacco in piu’, ci sono levare di scudi.
    Nulla deve cambiare la citta monocultural deve restare.
    Ad maiora

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