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L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha deciso di concedere in concessione demaniale marittima del compendio denominato “Piattaforma Logistica” del porto di Taranto (della superficie complessiva di circa mq. 132.000), per la durata di nove anni, alla società Vestas Blades Italia. La decisione è arrivata dalla commissione attivata per la comparazione a due in relazione alle istanze precedentemente presentate, che ha valutato e preferito “il richiedente che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso che, a giudizio dell’Amministrazione, risponda ad un più rilevante interesse pubblico”.

Stando a quanto riportato nel decreto di concessione, dai dati forniti ed analizzati, non è stimabile la reale capacità finanziaria ed economica dell’altra società che aveva presentato istanza, la polacca ITPL LOGISTICS S.r.l. nel sostenere i costi fissi connessi alla concessione demaniale marittima a fronte dei volumi di traffico previsti (inziale di 18.000 TEU/anno)”. “Anche sotto il profilo progettuale/tecnico/operativo – argomenta l’Autortià Portuale – la VESTAS BLADES ITALIA S.r.l. – UNIPERSONALE propone una iniziativa da preferire rispetto a quella della ITPL LOGISTICS S.r.l.. La proposta di Vestas è connotata da profili di concretezza con un piano di sostenibilità pregevole sotto gli aspetti sociali, ambientali ed economici (fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici e attività di supporto ai trasporti). La società detiene un business di immediato avvio con rilevanti investimenti di adeguamento delle infrastrutture esistenti e con ogni effetto positivo sull’indotto. Ha espresso la concreta volontà di dirottare sul Porto di Taranto l’import dei componenti utili al ciclo produttivo che, al momento, sono concentrati altrove. E’ evidente l’intendimento della società di consolidare una importante struttura organizzativa e gestionale con un rilevante impegno finanziario finalizzato allo sviluppo delle attività produttive e logistiche nel Porto di Taranto apportando benefici per il territorio sotto il profilo socio-economico-occupazionale. L’iniziativa è assolutamente coerente ed in linea con gli obiettivi strategici dell’AdSP e del Porto di Taranto proiettato verso lo sviluppo di hub per la produzione di eolico off-shore e dei relativi componenti“.

Dall’altro lato la ITPL ha presentato un progetto “che andrebbe ad utilizzare il compendio demaniale esistente nello stato in cui si trova senza attuare investimenti nelle infrastrutture esistenti e quindi senza sviluppo dell’indotto; ciò prevedendo un piano di traffico limitato nei volumi e non garantito dalla capacità economica finanziaria della società. La società dichiara, infatti, un potenziale traffico di 18.000 TEU/anno a partire da marzo 2025 (di cui il 75% via mare ed il restante su rotaia e gomma) e prevede in una “seconda fase” di poter “almeno raddoppiare tale volume”. Fa riferimento a MOU (memorandum of understanding) dal quale auspica che si “possa derivare un incremento dei volumi indicati di circa il 10%”. Sebbene siano state rappresentate buone relazioni tra la società maggiore azionista ed altre importanti realtà polacche ed internazionali, non è stato fornito un progetto concreto in grado di garantire la proficua utilizzazione del demanio marittimo. Sul punto rileva anche la circostanza che ITPL potrebbe sviluppare il business proposto, sostenendo esclusivamente costi variabili e non i costi fissi della concessione, presso il Molo polisettoriale che è già attrezzato – con mezzi di movimentazione adeguati, infrastrutturato con binari ferroviari operativi, organizzato con personale qualificato e dotato di ZFD – per la tipologia ed i volumi di lavorazioni/movimentazioni proposti”.

In relazione a quanto precede, la Commissione ritiene che “il richiedente che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso che, a giudizio dell’Amministrazione, risponda ad un più rilevante interesse pubblico” sia la VESTAS BLADES ITALIA S.r.l. – UNIPERSONALE stante la maggior concretezza della proposta e la maggior sostenibilità economico finanziaria della stessa sia in termini di investimenti che di sviluppo di attività produttive in coerenza con le prospettive di sviluppo dell’AdSP”.

Concluso l’iter, resta da capire cosa deciderà il Consiglio di Stato (che si è riunito in camera di consiglio ieri) in ordine al ricorso presentato dalla la Tecnomec Engineering S.R.L., che ha presentato appello avverso l’ordinanza con cui il TAR Puglia-Lecce lo scorso 12.07.2024, ha respinto la domanda di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati: ovvero la decisione con cui l’Autorità Portuale lo scorso aprile aveva rigettato la domanda concorrente presentata dalla Tecnomec Engineering S.r.l. “poiché incompleta e non integrata nel termine assegnato, confermandone l’improcedibilità”.

La Tecnomec, guidata da Carlo Maria Martino presidente di Confapi aveva presentato l’istanza in ATI con la società benefit Agromed, società della Camera di Commercio presieduta da Vincenzo Cesareo, pur presentando da sola il ricorso. La società guidata da Cesareo, che è impegnata nella ristrutturazione del sito ex Miroglio di Castellaneta per ivi insediarsi e far partire la sua attività imprenditoriale, era interessata alla piattaforma logistica per la sua attività di lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli, a causa della presenza di un magazzino a temperatura ambiente e di un magazzino frigorifero. Non potendo però usare i fondi pubblici che le provengono da una delibera del Cipe per pagare canoni di locazione ma solo fare investimenti, si era accordata con Tecnomec affinché quest’ultima investisse per aggiudicarsi l’intera piattaforma in associazione temporanea con Agromed, cedendole poi l’area della logistica, con la società benefit che avrebbe pagato solo in relazione all’effettivo utilizzo.

Senza dimenticare quanto avvenne nell’agosto dello scorso anno, quando l’ente guidato da Sergio Prete respinse ed archiviò l’istanza di Progetto Internazionale 39 per la Piattaforma Logistica, per la mancata capitalizzazione e per la la mancata modifica dei soci. L’istanza presentata nel settembre del 2022, aveva come scopo quello di gestire la Piattaforma Logistica svolgendo attività di movimentazione e stoccaggio di merci e container, ed attività di ricerca e sviluppo nei settori dell’energia e delle scienze della vita, con l’impegno a mantenere le attività in area Zes per almeno 10 anni. Più che il progetto in se, a far discutere anche sulla stampa di settore e quella nazionale (come ad esempio il quotidiano “La Verità”), era stata la natura della società, dove un 34% era diviso tra Gao Shuai, al 33%, e l’Associazione per lo sviluppo economico e culturale internazionale (Aseci) che detiene l’ultimo 1%, il cui presidente era proprio Gao Shuai. Quest’ultimo, residente a Milano da molti anni, è fondatore del Dragon business forum, responsabile di progetti per favorire rapporti tra imprese italiane e cinesi ma soprattutto è un delegato del governo di Pechino.

In ultimo, bisognerà capire se la società polacca ITPL LOGISTICS S.r.l. presenterà ricorso giurisdizionale al Tar di Lecce avverso il provvedimento di concessione alla Vestas Blades.

Sia come sia, a distanza di quasi dieci anni da quel lontano 2 dicembre 2015 quando l’ex ministro Delrio inaugurò la Piastra Logistica, tempo nel quale la struttura è riamasta di fatto inutilizzata, sembra essere arrivato, almeno si spera il momento della svolta. Di fatto parliamo di quella che può essere considerata la più importante delle opere infrastrutturali, nodo logistico prioritario inserito nel corridoio scandinavo-mediterraneo all’interno della rete di trasporto trans-europea (Trans-European Network-Transport – Ten-T). La Piattaforma Logistica oggetto dell’istanza Zes, è composta da una palazzina uffici, da un magazzino a temperatura ambiente e da un magazzino frigorifero, da un alloggio custode e servizi ristoro e da un’autorimessa, da un terminal ferroviario e da un piazzale deposito containers. 

Un progetto che veniva definito “strategico e di preminente interesse nazionale” dalla Legge 443/01 (Legge Obiettivo), finanziato con un project financing di 219 milioni di euro. Il progetto venne approvato dal C.I.P.E. con la deliberazione 121 del 21 dicembre 2001 (voce “Hub portuali e interportuali – Piastra di Taranto”, che rientrava in un insieme di opere tra cui l’ampliamento del quarto sporgente; la darsena ad ovest del quarto sporgente; l’adeguamento e il potenziamento della strada dei moli; la nuova piattaforma logistica sull’area ex-squadra rialzo RFI, Rete Ferroviaria Italiana (148mila metri quadrati); la vasca di colmata per la raccolta dei sedimenti derivanti dalla realizzazione dei fondali del quarto sporgente e della darsena servizi). L’iter di aggiudicazione si concluse con la firma di apposita Convenzione il 9 marzo 2006 tra l’Autorità Portuale e l’associazione temporanea di imprese formata da Grassetto Lavori S.p.A., Grandi Lavori Fincosit S.p.A., Logsystem International S.r.l., Logsystem S.r.l., Magazzini Generali Lombardi S.p.A. e S.I.N.A. S.p.A. ATI concessionaria cheil 25.07.2006 costituì la società di progetto Taranto Logistica S.p.A. (del gruppo Gavio subentrata nel corso degli anni), la quale è subentrata nel rapporto di concessione, detenuta sino al marzo del 2022, quando la Piastra Logistica rientrò nella disponibilità dell’Autorità Portuale. La società infatti aveva richiesto all’Autorità Portuale un riequilibrio del piano economico finanziario facendo appello al Codice degli Appalti in quanto una serie di condizioni non si sarebbero verificate. Di fatto tra le parti si era aperto un contenzioso, motivo per il quale si mise in moto il collegio consultivo tecnico dell’Authority che stabilì come non vi fossero i presupposti del riequilibrio, emettendo una determina con valore di lodo contrattuale, con la quale si decise di liquidare il socio privato. I rapporti si sono dunque conclusi consensualmente, attraverso un accordo che prevede il pagamento al privato di quasi 40 milioni di euro, che saranno emessi attraverso un piano rateale.

Ora, forse, la tanto attesa svolta.

(leggi tutti gli articoli sulla Piastra Logistica https://www.corriereditaranto.it/?s=piastra+logistica&submit=Go)

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