Il primo appuntamento del MediTA festival è stato inaugurato dal cantante e compositore Ron. Le sue melodie si sono diffuse nella natura dell’Oasi dei Battendieri accompagnate dall’Orchestra della Magna Grecia e dirette dal Maestro Valter Sivilotti.
L’artista, dopo aver intonato la prima canzone, “Una città per cantare”, ha voluto esprimere tutta la sua gratitudine nei confronti di Taranto e dell’esperienza che stava vivendo: “È sempre una magia l’orchestra” – ha esordito Ron- “Non potete capire quanto è difficile suonare e cantare con l’orchestra, non solo per le parti tecniche, ma principalmente perché ti devi fidare di loro, ti devi lasciare guidare. Ogni elemento è magico, perché capace di arrivare dentro lo strumento che stanno suonando, sono fiero di cantare con un’orchestra in una città altrettanto magica, Taranto”.
Proprio dopo questo ringraziamento il cantautore ha iniziato a rivivere i momenti del passato, ricostruendo la storia di alcune canzoni che hanno segnato la sua vita. Così si è catapultato al tavolo con la sua famiglia, un bambino che continuamente ripeteva ‘io voglio cantare’. Non esisteva un piano B. Dal primo contratto con la casa discografica RCA, all’incontro con uno ancora sconosciuto Renato Zero, fino all’incontro con Lucio Dalla.
Definito da Ron, un artista ed un amico con il quale ha condiviso momenti di rabbia e delusione, come quando venne scartata la canzone ‘Occhi di ragazza’ a Sanremo, ma anche attimi sorprendenti e pieni di gioia come tutti gli incontri con lui durante le sessioni di studio. In particolare il ricordo vivo di quando gli fu consegnato da Dalla il testo “Il gigante e la bambina”, scritto da una grande autrice di parole Paola Pallottino.
Ron, ha omaggiato il suo amico cantautore e tutti i ricordi che custodisce con lui, cantando il brano ‘Attenti al lupo’, ‘Futura’, ‘Chissà se lo sai’ e ‘Almeno pensami’, brano con il quale ha partecipato a Sanremo, posizionandosi in quarta posizione e ottenendo il premio della critica “Mia Martini”.
“Taranto la città dei Due Mari è proprio a lei che voglio dedicare ‘Piazza Grande’. La storia è un po’ particolare, perché scrissi prima la musica e solo dopo fu aggiunto il testo. La melodia è venuta fuori arpeggiando con la chitarra proprio sul mare”, ha spiegato Ron.
Nella parte finale del concerto si sono alternati i ringraziamenti con l’esecuzione di brani capaci di coinvolgere tutto il pubblico presente: ‘Tutti quanti abbiamo un angelo’, ‘Non abbiam bisogno di parole’ e ‘Vorrei incontrarti fra cent’anni’.
La prima serata del MediTA festival si è conclusa con un sold out e con qualche piccola criticità. L’oasi dei Battendieri è oggettivamente un luogo molto suggestivo, ma non molto facile da raggiungere. Il concerto è iniziato mezz’ora dopo per le difficoltà di organizzazione dei parcheggi, che hanno creato qualche disagio al pubblico presente. Nello specifico il parcheggio che si pensava fosse libero, invece, era a pagamento. Ad un certo punto, infatti, ci si è imbattuti in una cassa con una ragazza dello staff del MediTA che richiedeva 3 euro per lasciare la macchina in uno spazio più grande. Ciò ha lasciato interdetta la gente accorsa al concerto che si è trovata di fronte ad una situazione quasi obbligata. Abbiamo chiesto ad alcune persone dello staff del MediTA come mai il parcheggio fosse a pagamento e molte non sapevano che ci fosse una cassa. Altre hanno spiegato che le macchine che hanno parcheggiato prima della cassa si sarebbero ritrovate con l’auto incustodita. In realtà, una volta iniziato il concerto, la cassa è scomparsa e tutto lo staff è entrato nell’area del concerto lasciando incustodite le auto che hanno dovuto pagare per poter parcheggiare.
