Ieri due operatori del 118 in servizio a Manduria sono stati aggrediti dall’uomo che avevano appena soccorso. L’uomo, infatti, dopo essere stato aiutato proprio dai due professionisti, li ha malmenati, ferendoli, e si è poi allontanato dal luogo dell’aggressione facendo perdere le proprie tracce sin quando non è stato identificato, rintracciato e denunciato dalle Forze dell’Ordine.  I due sanitari, trasportati nel vicino Pronto soccorso, dopo le medicazioni sono stati dimessi con cinque giorni di prognosi.

Il direttore generale della Asl Taranto Gregorio Colacicco esprime solidarietà e vicinanza ai due operatori aggrediti e al direttore del 118 Mario Balzanelli e condanna fermamente la violenza. “Il personale del 118, come quello del Pronto Soccorso, è quello più esposto alle aggressioni – ha affermato il DG Colacicco – Loro intervengono sempre, con impegno e tempestività, per aiutare chi è in difficoltà e non meritano di essere aggrediti per strada o mentre compiono il proprio lavoro. Ai due operatori feriti va la mia solidarietà e il mio impegno affinché questo fenomeno preoccupante si possa arginare, a garanzia della dignità dei lavoratori e della loro salute”.

Il direttore generale Colacicco ha subito convocato la task force aziendale che si occupa di prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari proprio per accelerare il percorso per la definizione e adozione di ulteriori misure per proteggere gli operatori. Le prestazioni mediche, infatti, sono strettamente personali e coperte da riservatezza e non è possibile militarizzare i servizi.

“Ben vengano discussioni e incontri tra le parti, – afferma Giovanni Maldarizzi, segretario generale UIL FPL Taranto  ma è necessario agire subito con misure concrete per prevenire questi atti di violenza, che non solo colpiscono gli individui, ma danneggiano l’intero sistema sanitario, che soffre di conseguenza. I luoghi di lavoro in cui il contatto con i pazienti è diretto devono essere resi sicuri. Si è già parlato dell’importanza di vigilanza continua, telecamere di sorveglianza e sistemi di pronto intervento, oltre alla possibilità di dotare il personale di body cam. Qualunque soluzione venga scelta, è fondamentale che sia messa in atto rapidamente. Le aggressioni sono imprevedibili, e serve un sistema che possa gestire e prevenire l’escalation di questi episodi. Garantire la sicurezza fisica e psicologica di chi opera nel campo della salute è una priorità. Allo stesso tempo, serve una campagna di sensibilizzazione che promuova il rispetto reciproco tra operatori sanitari, pazienti e familiari, creando un clima di collaborazione invece di tensione.
Oggi più che mai, chiediamo che chi aggredisce il personale sanitario venga punito con pene esemplari. La nostra pazienza è finita, e non possiamo accettare l’impunità per questi gesti vigliacchi.”

Il coordinamento Sanità dell’Unione Sindacale di Base di Taranto esprime solidarietà nei confronti degli operatori del 118 aggrediti a Manduria e stigmatizza l’ondata di violenza che sta investendo personale medico e paramedico. L’Usb inoltre ringrazia  l’Asl di Taranto per aver convocato la task force aziendale  mirata proprio a prevenire atti di questo tipo che mettono a dura prova proprio coloro che prestano i primi soccorsi sanitari in caso di difficoltà.
L’auspicio è che la politica a tutti i livelli, nazionale, regionale e locale, sia in grado di trovare la strada per arginare questo triste fenomeno che rende la vita difficile a chi già deve combattere con carichi di lavoro insostenibili dovuti alla  carenza di personale.

“L’ennesima aggressione ai danni di due operatori sanitari di Manduria (TA), si somma ad un elenco ormai troppo lungo di fatti analoghi. Evidentemente, non si tratta più di episodi sporadici e serpeggia il rischio di considerare normale ciò che non lo è affatto. Bisogna potenziare la vigilanza nelle strutture ospedaliere e garantire pene certe per chi commette questi reati gravi a danno della collettività”. Così on. Dario Iaia, deputato FdI/Presidente provinciale FdI Taranto

 

 

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