È stato presentato a Palazzo di Città il centro per la giustizia riparativa (che sarà prossimamente allocato in un immobile comunale adeguato per tale finalità) e l’apposito percorso di formazione e sensibilizzazione di 18 ore per assistenti sociali e operatori di giustizia per metterli in condizione di lavorare in questo delicato ambito.
“La giustizia ripartiva servirà a ridisegnare il futuro della nostra società dando voce alle vittime del reato, restituendo dignità al loro dolore, nel contempo responsabilizzando l’autore dell’offesa, offrendogli l’opportunità di riparare alle conseguenze della sua azione e promuovendo la riparazione dell’offesa nella sua dimensione globale, quindi, con il coinvolgimento dell’ambiente familiare. E’ una possibilità di ridisegnare il futuro della vittima e del reo e di costruire una società culturalmente pacificata” – ha detto l’assessore ai servizi sociali Gabriella Ficocelli, che ha illustrato anche le finalità del percorso di formazione e informazione dal titolo ‘In viaggio della giustizia riparativa per comprendere l’oltre’, iniziato subito dopo la conferenza stampa. “Per questa iniziativa – ha continuato – siamo partiti proprio da quelle che sono le modifiche apportate nell’ordinamento giuridico dalla legge Cartabia che hanno fatto sì che l’ente comunale abbia voluto costituire questo centro, che sarà gestito assieme alla operativa Iris, che vanta esperienza e competenza nell’ambito della devianza minorile. Il percorso servirà anche a preparare i mediatori in vista dell’importante conferenza dei servizi della giustizia ripartiva che si terrà il 19 settembre a Lecce, affinchè possano trarne adeguato frutto per il loro delicato lavoro”.
“ La riforma Cartabia – ha precisato la dott. Francesca Genzano responsabile del servizio e formatore esperto in programmi di giustizia ripartiva – prevede che gli enti locali possano istituire appositi centri per favorire la promozione e la realizzazione di programmi che consentano all’autore dell’offesa, alla vittima e alla comunità coinvolta di potersi incontrare per gestire insieme in modo responsabile e costruttivo le conseguenze del reato e insieme promuovere forme di riparazione simboliche o materiali. L’assessorato ai servizi sociali del Comune si è attivato per questo centro dando prosecuzione all’esperienza già avviata e realizzata negli ultimi tre anni dai servizi territoriali della giustizia che hanno consentito di erogare sul territorio di Taranto, in particolare per i minori, percorsi di mediazione per consentire loro di uscire quanto prima dal circuito penale, incontrando le persone offese dal reato e riconoscere il disvalore dell’azione deviante. A operare sarà una équipe specializzata in giustizia ripartiva con sette professionisti con competenze e conoscenze del settore, iscritti in un apposito elenco ministeriale, provenienti da più realtà vicine al territorio e che hanno già operato nella giustizia ripartiva, messi a disposizione dalla cooperativa Studio Iris, ente gestore del centro,”.
“Invece il percorso di sensibilizzazione e di informazione ‘In viaggio nella giustizia riparativa per comprendere l’oltre’ – ha aggiunto – è stato destinato in particolare agli assistenti sociali e agli altri professionisti dei servizi territoriali e della giustizia e prevede un ciclo di cinque incontri cui daranno il contributo formatori esperti: oltre alla sottoscritta ci saranno la dott. Isabella Mastropasqua, l’avv. Paola De Filippo, il prof. Marco Monzani e la prof.ssa Fulvia D’Elia potranno dare il loro contributo nei diversi ambiti di competenza”.
Successivamente la dott. Patrizia Mignolo, presidente della commissione servizi del Comune ha detto: “Quello di oggi è un momento importantissimo perché con l’istituzione del centro di giustizia riparativa siamo arrivati a far sì che gli enti locali partecipino a tale processo ,che non è solo risarcimento alla vittima del reato ma è oltre. Quindi il nostro impegno è quello di formare persone , mediatori e assistenti sociali attraverso la concessione di crediti formativi perché ci sia un reale ascolto delle vittime e ci sia un aiuto ai giovani autori di reati, affinché possano poi attraverso le buone pratiche del Comune cercare una formazione lavorativa e quindi approdare a una esistenza diversa, all’insegna della riabilitazione”.
Così invece ha detto il consigliere provinciale nonché mediatore familiare Goffredo Lomuzio: “Quella della giustizia riparativa per me è stata un’esperienza che mi ha aperto un mondo nuovo, consentendomi di poter apprezzare questo nuovo approccio riguardo la giustizia con attenzione non solo a chi ha commesso il reato ma anche alle vittime e a tutte le persone coinvolte, soprattutto le famiglie e il rispettivo contesto sociale. Questa azione globale è la parte che mi affascina fortemente nel processo di giustizia ripartiva, pur in un percorso complesso in cui sono coinvolte tutte le istituzioni competenti”.