| --° Taranto

Nonostante l’estromissione del socio privato dalla società Acciaierie d’Italia con il conseguente avvio della procedura di amministrazione straordinaria dallo scorso febbraio in capo ai tre commissari straordinari Quaranta, Fiori e Tarabelli, la situazione all’interno del siderurgico non sembra essere cambiata. Almeno stando a quanto denunciato da Fim Fiom e Uilm le quali segnalano, ancora una volta in questi ultimi anni, l’assenza dell’esecuzione di una chiara pianificazione delle manutenzioni centrali atte a garantire la risoluzione ed a prevenire le problematiche ambientali e di sicurezza necessarie a consentire la ripresa produttiva dello stabilimento“.

Infatti, argomentano le tre sigle sindacali dei metalmeccanici, “continuiamo a riscontrare da parte della Direzione delle officine centrali una gestione approssimativa che verte sulla risoluzione delle emergenze dovuta all’impossibilità di eseguire attività programmate in grado di garantire una puntuale attività manutentiva, così come avveniva durante la gestione Morselli. Una gestione che si è caratterizzata dal massiccio ricorso alla CIGS del personale in forza alle officine, dallo scarso numero di mezzi sociali per la movimentazione del personale sugli impianti, dalla totale assenza di approvvigionamento dei ricambi nonostante le richieste, fattori questi che hanno nel tempo concorso alla situazione drammatica in cui oggi versano gli impianti dello stabilimento siderurgico”. “Inoltre, segnaliamo una gravissima e continua interferenza del direttore di area nei confronti dei reparti afferenti alla manutenzione centrale rispetto ai piani di manutenzione e delle attività previste che tengono inevitabilmente in considerazione le esigenze tecnico produttive degli impianti” si legge ancora nella nota unitaria.

“Crediamo sia necessario fare chiarezza sulla gestione delle Officine Centrali al fine di garantire discontinuità con il modus operandi della vecchia gestione che non aiuta a creare un ambiente di lavoro sereno e collaborativo per tutti i lavoratori e preposti come previsto dal Codice Etico adottato dall’azienda – concludono i sindacati -. Per tali ragioni chiediamo un incontro al fine di conoscere una seria programmazione in merito al piano di ripartenza  relativamente all’approvvigionamento di materiati, mezzi, attrezzature, ordini e risorse professionali sufficienti a manutenzionare e tutelare la conservazione degli impianti nel rispetto delle procedure di sicurezza di stabilimento”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/09/12/ilva-4/)

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