Della nomina dei nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione di una azienda partecipata generalmente non importa a molti. In questo caso – e stiamo parlando del CTP (azienda che vede la partecipazione della Provincia di Taranto) – la vicenda assume dei contorni particolari in quanto i precedenti amministratori si sono visti revocare l’incarico senza alcun preavviso nel corso dei lavori dell’assemblea. Di regola, lo dice la legge, la scadenza naturale per questo tipo di incarico, coincide con l’approvazione del Bilancio dell’anno corrente.

Questo è uno dei casi nei quali, tra l’altro, tali nomine sanno di logiche politiche che si rifanno al ben noto “Manuale Cencelli” ed è quello che in qualche modo evidenzia in un comunicato il Consigliere comunale e provinciale del Pd, Lucio Lonoce che pone due opportune domande: “Prima di utilizzare il Ctp come ennesima cassa di compensazione, non era più utile per la nostra comunità puntare su curriculum adeguati a chi deve sedere in un consorzio che si occupa di trasporti? Ci chiediamo come sia possibile che si commettano errori così grossolani dal punto di vista giuridico e amministrativo. Non era più giusto prendersi qualche ora in più prima di licenziare senza giusta causa professionisti che facevano parte del vecchio cda?

Evidentemente “la cosa” (forma di vita extraterrestre parassita,  liberamente ispirata ad un film del 1982 del maestro dell’horror John Carpenter), sta fagocitando tutto e tutti oltre che al Comune, anche in Provincia…

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