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Avviato lo scorso 18 settembre, prosegue il trasferimento, presso un deposito temporaneo del sito di Casaccia (RM) della Nucleco, dei 1243 fusti radioattivi presenti nel sito ex Cemerad di Statte (di cui n. 1099 fusti contenenti liquidi organici), nelle more del trasferimento degli stessi all’estero per il successivo trattamento. Il programma di allontanamento dei fusti prevede infatti lo svuotamento totale del deposito ex Cemerad entro gennaio 2025. A completamento delle operazioni di svuotamento del deposito inizieranno le attività di caratterizzazione del sito e, successivamente, e la progettazione e realizzazione di un intervento di ripristino e riqualificazione ambientale dell’area.

Dal 18 settembre ad oggi sono stati effettuati tre viaggi che hanno consentito di trasferire dalla ex Cemerad al sito della Nucleco 513 fusti organici, mentre nel deposito ex Cemerad risultano in fase di allontanamento gli ulteriori 730 fusti. A prendere visione dei lavori in corso, per la verifica dello stato di allontanamento dei rifiuti, è stata svolta anche una visita dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza Nucleare e la radioprotezione (ISIN), alla presenza dei rappresentanti del Commissario Straordinario ex Cemerad dott.ssa Vera Corbelli, della Sogin e della Nucleco.

Ricordiamo che il via libera all’allontanamento degli ultimi fusti presenti nel sito di Statte, giunse a seguito del decreto commissariale firmato dalla dott.ssa Vera Corbelli, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’intervento di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti pericolosi e radioattivi siti nel deposito ex Cemerad, dopo aver preso atto del Decreto con il quale il MASE (ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) ha autorizzato il trasferimento dei 1099 fusti contenenti liquidi organici (corrispondenti all’86% dell’inventario radiologico) presso il deposito temporaneo della Nucleco.

Lo scorso 2 agosto l’ISIN (l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare la radioprotezione) aveva comunicato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il proprio parere favorevole allo stoccaggio dei fusti contenenti liquidi organici, che erano rimasti ‘esclusi’ dalla precedente autorizzazione con cui l’ISIN, lo scorso 31.01.2024, aveva autorizzato l’allontanamento dal deposito di Statte dei fusti contenenti rifiuti compatibili con gli attuali sistemi di trattamento presenti in Nucleco. L’allontanamento dei fusti (n. 973) contenenti rifiuti compatibili con gli attuali sistemi di trattamento presenti in Nucleco ad eccezione di quelli contenenti liquidi organici (mediante trasporto di circa 150 fusti ogni due settimane per un totale previsto di 7 viaggi terminato ad agosto) era iniziato lo scorso 13 maggio con l’effettiva riapertura del cantiere avvenuta il giorno seguente, oltre a prevedere lo stoccaggio dei rifiuti organici nel deposito ex Cemerad in area dedicata, la caratterizzazione radiologica e l’allontanamento di tutti i materiali rilasciabili.

Per tale intervento di ripristino e riqualificazione il Commissario Straordinario ha richiesto ed ottenuto già nel 2021 un finanziamento di 2,2 milioni di euro a valere sul FSC 2014-2020 (Delibera CIPESS n.85/2021). L’obiettivo tale intervento è quello di “rivitalizzare” un ambito territoriale fortemente danneggiato e degradato, “violentato” dalla presenza per oltre un ventennio di un deposito abbandonato e degradato contenente una ingente quantità di rifiuti radioattivi.

Prima degli ultimi tre trasferimenti avvenuti nell’ultimo mese, erano stati allontanati n.15.490 fusti dei n.16.733 complessivi alla fine rinvenuti. S’intravede dunque sempre più vicino il traguardo per la conclusione di una vicenda lunghissima che abbiamo seguito in questi quasi 15 anni di iter amministrativo e burocratico (chi vuole al link sotto può trovare tutti gli articoli sull’argomento). Un risultato atteso e importantissimo per l’intero territorio della provincia di Taranto, ottenuto soprattutto grazie al lavoro della dott.ssa Vera Corbelli e di tutto il suo staff: a dimostrazione di come quando c’è la volontà di portare a termine un lavoro, insieme al sapere scientifico e alla competenza, anche le imprese più improbe diventano possibili finanche in un paese iper burocratizzato come il nostro, dove troppe volte la politica si mette di traverso, impedendo ai tecnici e agli scienziati di un settore così complesso di intervenire restituendo ai cittadini territori finalmente risanati e bonificati.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Cemerad https://www.corriereditaranto.it/?s=cemerad&submit=Go

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