Il progetto “Come eri vestita? Non è l’abito che fa la violenza” nasce dal desiderio di voler rendere consapevoli i ragazzi e le ragazze su una tematica sociale che causa ancora oggi innumerevoli vittime. L’obiettivo è quello di arrivare alle coscienze dei giovani affiché possano diventare in futuro donne e uomini responsabili e consapevoli, in grado di rispettarsi a vicenda, senza pregiudizi e stereotipi. a partire dall’abbigliamento, che ricopre nella fase adolescenziale in ruolo identitario.
Gli incontri itineranti, ideati dalla segretaria alle pari opportunità della Uil Puglia, Annarita Gianniello, vanno a toccare diversi territori della regione. La seconda tappa del tour si è tenuta a Taranto, nel teatro dell’Istituto Tecnico Economico Statale Pitagora, in occasione dell’anniversario della morte di Giulia Cecchettin, come è stato ricordato dal giornalista Antonello Corigliano, all’inizio dell’evento.
“Abbiamo inaugurato l’evento a Foggia e continueremo a sensibilizzare gli studenti e le studentesse di Brindisi, Lecce e Bari. Siamo sensibili al tema della violenza e dello stupro. Nell’ultimo anno sono emerse molte situazioni preoccupanti che mostrano questi amori ossessivi, dai quali è molto difficile anzi impossibile scappare, come il caso di Giulia”, Spiega Gianniello.
Attraverso questi dibattiti i ragazzi riflettono sul significato della violenza grazie anche alla mostra degli abiti indossati dalle donne, vittime di violenza, in quanto vengono a conoscenza di alcune testimonianze di abusi subiti.
“Gli indumenti, donati dall’Associazione Malala, ci mostrano come anche i vestiti classici, che non lasciano intendere nessuna provocazione, possono comunque suscitare un pensiero ed un’azione violenta da parte dell’uomo” afferma Nadia Bonucci, Dirigente Scolastico del ITES Pitagora e continua “Vogliamo che ci sia il rispetto e la costruzione di rapporti sani tra i generi”.
Durante l’incontro i ragazzi hanno avuto modo di scontrarsi con la realtà. Sono stati mostrati i dati nazionali che stimano 794 vittime di violenza (calcolate dall’1 gennaio ad oggi) e dati locali che rilevano 80 femminicidi, 9 infanticidi e contano 9 orfani. In particolare Antonella Maselli, responsabile sportello mobbing e stalking a Taranto, ha spiegato come la maggior parte dei casi rilevati siamo intimidazioni, eccessivi carichi di lavoro, e violenze psicologiche provenienti dal mondo del lavoro.
L’evento si è concluso con l’intervento della Dott.ssa Federica Tinelli, psicologa e psicoterapeuta, che ha fornito agli studenti degli spunti per cercare di riconoscere le situazioni di abuso, i segnali fisici, psicologici e comportamentali che potrebbe subire la vittima. Infine sono stati mostrati i servizi di prevenzione, sostegno e tutela delle sopravvissute, offerti dal territorio come centri antiviolenza, case di accoglienza e servizi di accoglienza telefonica. Tutti supporti che sono a disposizione delle vittime e possono essere utilizzati per denunciare situazioni di abusi.



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