Da sempre lo sport ha rappresentato uno strumento di educazione, integrazione e crescita per ogni ragazzo. Anche chi vive in condizioni difficili e problematiche riesce ad imparare grandi lezioni dallo sport, scoprire nuove passioni, saper rispettare le regole e fare gioco di squadra.

Questo accade anche nella nostra città che da anni abbraccia iniziative di vario genere volte a coinvolgere sempre più minori nelle attività sportive, sia come protagonisti che come spettatori, al fine di allontanarli da abitudini malsane, ozio o dispersione scolastica.

Taranto è una “città a vocazione sportiva”, come raccontano le fonti storiche e i ritrovamenti archeologici che riguardano gli atleti Icco e “l’Atleta di Taranto”, entrambi vincitori, anche se in epoche diverse, del Pentathlon nelle gare di Olimpia, cui partecipavano sportivi di tutta la Magna Grecia.

Anche oggi la città annovera numerose eccellenze nelle più disparate discipline, come Benedetta Pilato, la nuotatrice che dal 2019 ha collezionato numerosi successi sia a livello nazionale che internazionale; oppure Mauro De Filippis che ha partecipato alle ultime due Olimpiadi nel tiro a volo; o anche Silvia Semeraro, karateka che ha vinto i Giochi Europei di Minsk nel 2019.

Inoltre, Taranto, già dichiarata “European city of sport” per il 2025, si prepara ad accogliere “Le Olimpiadi del Mediterraneo 2026”.

Del resto, nel corso del tempo, la città ha visto nascere diverse società sportive che hanno raggiunto risultati eccellenti, dalla pallavolo al basket e al calcio, e che hanno coinvolto tantissimi giovani sia all’interno delle squadre che nella tifoseria.

Di certo però, lo sport tarantino più seguito di sempre è il calcio che è riuscito a coinvolgere, specie negli anni passati, tifosi di tutte le generazioni, comprese quelle dei più giovani.

Oggi, più che mai, la squadra ionica è tornata a far parlare di sé a seguito di probabile cambio di proprietà che porterà la squadra nelle mani della società Apex Capital Global LLC guidata da Mark Campbell, un imprenditore inglese appassionato di calcio che ha deciso di investire nel Taranto, facendo crescere le speranze della tifoseria di risalire la classifica.

Sulla situazione sportiva della città abbiamo raccolto i pareri del giornalista sportivo Gianni Sebastio, direttore dell’emittente televisiva Antenna Sud, dalla pluriennale esperienza.

Secondo Lei la nuova gestione della squadra calcistica tarantina riuscirà a raggiungere la salvezza in campionato?

“Nel calcio nulla è scontato, le diverse penalizzazioni subite dalla squadra, negli ultimi anni, di cui l’ultima è indubbiamente la più pesante, non rendono facile al Taranto raggiungere la salvezza, ma il signor Campbell che ho personalmente incontrato e intervistato, sembra una persona affidabile.”

Qualora gli obiettivi prefissati non venissero raggiunti, la tifoseria tarantina perderebbe la fiducia nella squadra?

Il giornalista Gianni Sebastio

“Ricordiamoci che il calcio è, prima di tutto, un gioco che regala emozioni, siano esse di esaltazione ed entusiasmo che di delusione, ma non credo che la tifoseria possa abbandonare la sua squadra, anche perché subentrerebbe il senso di appartenenza alla città di cui la squadra è l’espressione a prescindere dai giocatori e dai risultati. Certo è innegabile che, quando il Taranto, non molto tempo fa, arrivò in cima alla classifica di serie C, grazie ad un invincibile gioco di squadra, pur perdendo la sua posizione a causa di penalizzazioni economiche, gli entusiasmi sugli spalti rimasero intatti”.

Tanti sono i progetti volti a coinvolgere i giovani nello sport, inteso come possibile soluzione alle diverse problematiche sociali che caratterizzano la nostra realtà.

Nel 2023 la città ha dato il via all’iniziativa “Atleti in classe, capitale sociale”, destinata ai ragazzi che vivevano situazioni di disagio, mettendo a disposizione 100 abbonamenti validi per 18 mesi, distribuiti da 10 società sportive.

Il progetto mirava a combattere la dispersione scolastica, offrendo la possibilità di praticare uno sport a livello agonistico, incrementando l’autostima, il rispetto di sé e degli altri e favorendo la motivazione allo studio e l’inserimento sociale.

Ma vi è di più, proprio per noi ragazzi, la nostra città ha attualmente sposato un nuovo progetto denominato “bonus sport”, entrato in vigore il 19 novembre 2024, grazie al quale sono stati stanziati, per i giovani di età compresa tra i 5 e i 17 anni che non risultano iscritti a nessuna associazione sportiva, ben 70 mila euro per l’acquisto di spazi sportivi e abbonamenti relativi alla stagione 2024-2025. Lo scopo è quello di coinvolgere i giovani in attività sane ed educative, tenendoli lontani dall’illegalità.

Con l’arrivo dei Giochi del Mediterraneo nel 2026, si attiveranno ulteriori progetti rivolti ai giovani, soprattutto con la realizzazione di uno “Stadio del Nuoto” per competizioni internazionali che dovrebbe poi restare aperto tutto l’anno a disposizione della comunità locale.

Con il giornalista Gianni Sebastio abbiamo parlato anche di questo argomento.

Cosa pensa riguardo alla costruzione delle piscine olimpioniche per i giochi del Mediterraneo 2026? Avranno successo?

“Senza dubbio questa struttura avrà successo, soprattutto perché è importante che in una città come Taranto venga valorizzata la sua risorsa primaria, ovvero il mare e tutte le attività che ruotano intorno ad esso. Non è accettabile che un ragazzo tarantino non sappia nuotare o vogare, o che non abbia mai visto la sua città dal mare. Il problema sarà, finiti i Giochi, occuparsi della manutenzione e gestione di questa struttura che rischierà di essere affidata a privati, i quali potrebbero non assicurare la fruizione per tutti.”

Alla luce di diverse ricerche che abbiamo svolto sul panorama sportivo tarantino, non solo calcistico, ma anche riguardanti le società di pallavolo e basket, come anche appreso dalle parole di Gianni Sebastio, è risultato chiaro che una stabilità economica dei club sportivi di una città riesca ad accogliere e formare i giovani fin dalla più tenera età.

Riteniamo che sia giusto, infatti, che i ragazzi abbiano la possibilità di coltivare i propri sogni, a qualsiasi ambito appartengano, e che seguano le proprie inclinazioni, perché ogni vocazione, se coltivata in modo appropriato, può trasformarsi in una professione, come lo è stato per il giornalista Gianni Sebastio.

Il messaggio finale rivolto ai lettori è che il calcio e tutti gli sport possono diventare uno dei trampolini di rilancio per questa splendida e illustre città che nell’ultimo secolo ha subito un periodo di crisi e di immeritata svalutazione. Come il calcio ha rappresentato per i tarantini nelle sue stagioni più gloriose un sogno di affermazione e di riscatto, ancora oggi può costituire un incentivo per tutti gli ambiti di crescita civica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *