Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha avviato la fase di scoping prevista dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica sulla proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee ad ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco Tecnologico. L’elenco delle 51 aree idonee è stato pubblicato sul sito del Ministero il 13 dicembre 2023. Tra queste vi è l’area tra Laterza e Matera, che riguarda anche la provincia di Taranto. La maggior parte dei siti si trova fra Lazio e Basilicata. Ben 21 sulle 51 totali, cioè il 41%, sono individuate nella provincia di Viterbo. In territorio lucano le aree potenzialmente idonee indicate nell’elenco sono invece 14, di cui 4 a cavallo tra Basilicata e Puglia (due tra Matera e Laterza e altre due tra Matera e Altamura). A seguire, la Sardegna con 8 siti tra le province di Sud Sardegna e Oristano, poi il Piemonte con 5 opzioni tutte nei pressi di Alessandria, la Sicilia con due siti in provincia di Trapani e infine la Puglia con un sito interamente nel suo territorio, a Gravina.

Come previsto dal D.lgs. n. 31/2010 e ss.mm.ii., la CNAI è stata elaborata da Sogin sulla base delle osservazioni emerse a seguito dell’ampia consultazione pubblica, comprensiva del Seminario Nazionale, che si è svolta dopo la pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), ed è stata approvata dall’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN).

“Lo svolgimento della procedura di VAS sull’iter di localizzazione del Deposito Nazionale – ha dichiarato il Ministro Pichetto – ha la finalità di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente contribuendo all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione, adozione e approvazione della CNAI. In questo modo offriamo la possibilità alle Amministrazioni locali di partecipare nuovamente al processo decisionale prima della approvazione della Carta”.

Più in particolare, il Deposito Nazionale è un’infrastruttura ambientale di superficie che dovrà permettere di sistemare definitivamente e in sicurezza i rifiuti radioattivi a bassa e molto bassa attività, oggi stoccati all’interno di decine di depositi temporanei presenti nel Paese, prodotti dall’esercizio e dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle quotidiane attività di medicina nucleare, industria e ricerca.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/12/15/deposito-nucleare-laterza-tra-aree-idonee-1/)

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