È ormai finalmente certa la riapertura del circuito di Tombe dislocate in città, la cui gestione sarà affidata alle cooperative “Polisviluppo” e “Museion”.
La fruizione al pubblico avverrà prima dell’imminente Capodanno, ma quali saranno i siti effettivamente visitabili?
Sicuramente la “Cripta del Redentore”, ovvero una chiesa ipogea sita in via Terni.
Articolata in due ambienti sotterranei comunicanti, la struttura ha evidenziato varie fasi di intervento e cambi di destinazione d’uso nel corso dei secoli. Nata probabilmente come tomba a camera in epoca precedente, in età medievale viene utilizzata come chiesa cristiana.
Altra tappa sarà la “tomba degli Atleti”, di età arcaica, ovvero fine VI – inizi V sec. a.C. situata in via Crispi. L’imponente monumento funerario costruito interamente in carparo riproduce una sala da banchetto, con sette sarcofagi disposti lungo le pareti. I ricchi corredi funerari, attualmente custoditi nel Museo Archeologico Nazionale di Taranto, restituiscono uno spaccato dell’aristocrazia locale del tempo, il cui status si rifletteva nel lusso dei simposi oltre che nei valori dell’atletismo.
Visitabile sarà anche l’importante area archeologica di via Marche, adiacente all’odierno tribunale della città, che rappresenta il più grande settore della necropoli greca di Taranto. Sono circa centoquaranta le sepolture di diverse tipologie visibili in questo sito, dalle tombe a sarcofago a quelle scavate nella terra o nella roccia, oppure rivestite da lastroni in carparo. Interessanti sono le ben più monumentali otto tombe a camera, datate fra il IV ed il III sec. a.C., con pareti dipinte e decorati letti funebri ricavati dalla roccia.
Il cosiddetto ipogeo “Genoviva” e la vicina tomba a camera di via Pio XII completeranno il percorso.
Il primo di età ellenistica, ubicato tra via Pasubio e via Polibio, presenta quattro celle funerarie affiancate. L’ipogeo, afferente ad nucleo familiare abbiente, conserva al suo interno ancora tracce di intonaco colorato e un solo letto funebre lapideo, che fa supporre l’uso dei più deperibili letti in legno nelle altre tre camere.
Ritrovata nel 1956 già violata, la tomba del III secolo a.C. di via Pio XII si distingue invece per il buono stato di conservazione delle pitture interne, e restituisce inoltre alcuni degli elementi architettonici che la componevano.
Per scoprire molti più dettagli su questi interessanti siti archeologici di Taranto, non resta adesso che visitarli.

