La Fiera dell’Epifania non sembra trovare pace a Taranto. Lo spostamento del tradizionale Mercatino della Befana tra piazza Maria Immacolata e via Mignogna infatti, non ha riscosso il gradimento dei venditori di dolciumi e giocattoli che vi hanno preso parte.
Come si ricorderà, la scelta di cambiare la location della fiera, che negli ultimi anni ha avuto luogo in via Alto Adige, è stata adottata nell’ambito del Piano Strategico del Commercio, approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 30 luglio.
Ma le polemiche non sono una novità per questo evento così sentito della città: basti pensare a quanto lamentato negli anni passati proprio da venditori e cittadini.
Vent’anni di spostamenti
Ambientato anni fa in corso Italia, il Mercatino della Befana approdò poi in piazza Garibaldi e successivamente in via Alto Adige, per poi tornare, pare definitivamente, nel Borgo.
Negli ultimi tempi, però, i venditori che hanno animato l’evento hanno sottolineato, con grande rammarico, la diminuzione costante delle bancarelle: “Ricordo quando la Fiera occupava l’intera strada – aveva dichiarato lo scorso anno un produttore di torrone siciliano – quello che vediamo oggi è solo un pallido ricordo del tradizionale Mercatino che si svolgeva a Taranto”.
Non meno amareggiata la voce dei cittadini, che chiedevano essenzialmente una maggior varietà negli articoli da acquistare in vista dell’Epifania e più oggetti tradizionali, a fronte di costi non sempre contenuti.
Insomma, più che un cambio di luogo, quello che si auspicava da ambo le parti era un ritorno al classico evento, entrato di diritto nelle tradizioni natalizie tarantine, fatto di bancarelle variegate e con una vasta offerta di possibili regali da acquistare last minute, dall’abbigliamento all’oggettistica per la casa.
Il ritorno della Fiera al Borgo, invece, non sembra aver risolto le problematiche sollevate recentemente: il numero delle bancarelle è lo stesso (forse qualcosa in meno?) e anche la proposta è piuttosto ridotta.
Bene, anzi, benissimo la presenza costante di caramelle, torrone artigianale, croccante e mele caramellate che da sempre fanno la gioia di grandi e piccini e non trovano corrispettivo nei supermercati.
Ma, oltre a questo e a qualche stand di giocattoli, nulla di nuovo.
Una location di passaggio
Sarebbe stato proprio lo spostamento della location, poi, a creare ulteriori disagi: a raccontarci le motivazioni sono gli stessi venditori intervenuti all’edizione 2025 della Fiera dell’Epifania e giunti da più parti del Sud Italia.
Partiamo da un inconveniente “tecnico”: “Siamo arrivati ieri mattina – ci racconta un produttore di dolci – ma abbiamo potuto montare lo stand solo alle 15, orario di inizio della Fiera: abbiamo tutti bisogno di almeno due o addirittura tre ore per sistemare la tenda, le luci, i dolci e i macchinari. Di conseguenza, alle ore 17 di sabato 4 gennaio eravamo ancora in alto mare, con tanti clienti che erano già accorsi all’orario indicato e che sono tornati indietro senza poter acquistare nulla”.
“Non abbiamo capito le motivazioni – ha confermato un altro venditore – fatto sta che l’abbiamo trovata tutti un’assurdità, tanto più che prima delle 18 non abbiamo potuto iniziare a vendere, in grande ritardo sulla tabella di marcia”.
C’è da dire, però, che l’orario di apertura degli stand al pubblico è stato prolungato, rispetto all’anno scorso, fino alla mattina del 6 gennaio, per permettere acquisti dell’ultimo momento.
Si passa poi ad analizzare la scelta del posto in cui ambientare il mercatino di quest’anno: “Il luogo è bellissimo, non si discute – ci spiega un altro venditore – ma proprio oggi ci siamo confrontati con gli altri e abbiamo convenuto tutti che non è stata la scelta giusta per noi: piazza Maria Immacolata, infatti, è un punto di passaggio per coloro che si recano al Borgo a fare acquisti o una passeggiata, ma non necessariamente per noi. In via Alto Adige, invece, le persone venivano appositamente con l’intento di comprare e spendere tra le nostre bancarelle: quest’anno gli affari non vanno bene”.
In effetti, il colpo d’occhio è impagabile: le luminarie natalizie, con le bancarelle disposte a semicerchio intorno alla piazza, il profumo del croccante appena preparato e del torrone artigianale rendono il posto estremamente suggestivo.
Complice il clima mite e il periodo dei saldi, poi, a dispetto dell’eterno problema dei parcheggi, il Borgo brulica di cittadini e turisti desiderosi di fare compere tra i negozi aperti, di fotografarsi sotto le luminarie, di recarsi presso la pista di pattinaggio o le giostre installate in piazza Garibaldi.
Insomma, piazza Maria Immacolata è effettivamente ritrovo di chi passa di lì per recarsi altrove, di conseguenza quello che poteva essere concepito come un incremento alle vendite si risolve in un depotenziamento della clientela del mercatino.
Come già detto, inoltre, non si registra un aumento nella quantità e varietà dell’offerta, esattamente come negli scorsi anni, con grande dispiacere di chi si aspettava, anche stavolta, qualcosa in più.

