Si è svolto nella centralissima via di Palma a Taranto un presidio organizzato dal Comitato per la Difesa del Territorio Jonico a tutela del fiume Tara. La manifestazione ha visto la partecipazione di diversi cittadini, esperti e associazioni, uniti nella difesa di quello che viene ritenuto uno degli ecosistemi più preziosi della regione.
Al centro della protesta vi è il progetto del dissalatore sul fiume Tara duramente criticato dal comitato per il suo potenziale impatto negativo: “distruzione di un patrimonio naturale e culturale visto che il progetto prevede l’estirpazione di circa 1.000 ulivi, causando una perdita irreparabile di biodiversità, servizi ecosistemici e valore paesaggistico, oltre a compromettere la capacità del territorio di sequestrare carbonio e mitigare i cambiamenti climatici. Riduzione della portata del fiume: uno studio dell’ARPA ha evidenziato come il prelievo previsto dal progetto possa compromettere gravemente la funzionalità biologica del corso d’acqua, con una riduzione quasi totale della portata del fiume. Servizi ecosistemici a rischio: Il fiume Tara è cruciale per la regolazione idrica, la biodiversità e la fertilità del suolo. Alternative sostenibili ignorate: soluzioni più sostenibili come il risanamento delle reti idriche, l’affinamento delle acque reflue sono state sottovalutate, nonostante possano garantire una gestione idrica più efficiente e rispettosa dell’ambiente” affermano dal comitato.
“Il presidio ha dimostrato la determinazione della comunità jonica, grazie al contributo di associazioni locali impegnate nella tutela ambientale, culturale e sociale. Questo movimento collettivo ha sottolineato l’importanza di una gestione sostenibile delle risorse naturali e il valore inestimabile del patrimonio ambientale del fiume Tara – dichiarano ancora dal comitato -. Chiediamo la salvaguardia del territorio e del patrimonio naturale del fiume Tara e la tutela dei servizi ecosistemici vitali, promuovendo soluzioni alternative sostenibili”.
Il presidio ha lanciato un messaggio chiaro: il fiume Tara è un bene collettivo da proteggere, non una risorsa da sfruttare senza criterio. Proteggere il Tara significa garantire un futuro migliore per la comunità, la biodiversità e le generazioni future. “Continueremo a fare rumore per il Tara, perché la nostra voce è l’unica difesa di questo patrimonio unico. Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato e invitiamo le istituzioni a prendere atto delle istanze emerse, orientandosi verso soluzioni più sostenibili e rispettose del territorio” concludono dal comitato per la difesa del Territorio Jonico.
(leggi tutti gli articoli sul dissalatore sul fiume Tara https://www.corriereditaranto.it/?s=dissalatore&submit=Go)
Se dovesse mancare l’acqa potabile per siccità poi tutti a lamentarsi…