No, il vero problema non è il Sail GP. L’annullamento della tappa tarantina della regata internazionale dei catamarani volanti F50 a soli 7 mesi dal suo svolgimento non è che la punta dell’iceberg.

Il tassello finale di un puzzle molto più grande e preoccupante, che riguarda la tanto sbandierata “vocazione turistica” della città.

Esiste ancora una programmazione incentrata sul turismo a Taranto e quale portata ha? Sono queste, a nostro parere, le domande corrette da porsi alla luce di quanto accaduto.

Ne sono convinti, in primis, gli albergatori della nostra città, che hanno deciso di far sentire la propria voce per offrire un punto di vista più ampio sulla questione, sottraendo la vicenda alle facili strumentalizzazioni del caso.

A fare chiarezza sulle ultime, convulse ore è Angelo Matacchiera, ristoratore e albergatore coinvolto in prima persona nella decisione dell’amministrazione Melucci di non aderire all’evento.

All’inaugurazione dell’albergo di Matacchiera, Palazzo Matà (un albergo diffuso affacciato sul waterfront del mar Piccolo, ndr) era intervenuto un anno e mezzo fa lo stesso sindaco, Rinaldo Melucci, che aveva elogiato il proprietario in quanto “prototipo di imprenditore capace di leggere i segnali che vengono dal territorio senza lamentarsi, ma pensando unicamente a progettare per lo sviluppo della città”.

Ora, ai microfoni del Corriere di Taranto, il proprietario della struttura spiega le perplessità sue e della categoria, chiedendo all’amministrazione di chiarire se il progetto citato da Melucci esista ancora, auspicando un confronto immediato e costruttivo.

Accoglienza e turismo, due concetti diversi ma ancora troppo spesso confusi dall’opinione comune. Vogliamo spiegarne una volta per tutte la differenza?

“Per turismo si intende tutto ciò che prevede il pernotto di almeno una notte nella città, per questo il Sail GP e i Giochi del Mediterraneo sono considerate manifestazioni turistiche, in quanto portano lavoro agli alberghi e, conseguentemente, per l’indotto: dal ristorante al bar, dai taxi ai mezzi pubblici, fino agli esercizi commerciali. L’accoglienza, invece, riguarda eventi come il Taranto Grand Tour o la Sagra della pettola, che generano soprattutto volume dalla provincia, senza creare ricadute turistiche”.

Parliamo di tempistiche: quando avete ricevuto le prime prenotazioni delle strutture per la tappa del Sail GP che avrebbe avuto luogo nella nostra città a settembre 2025?

“Tra agosto e settembre 2024, perchè una manifestazione di questa portata viene programmata con almeno un anno e mezzo (se non due) di anticipo. Basti pensare alle prenotazioni dei team dell’Australia o dell’Inghilterra, che devono necessariamente muoversi con largo anticipo”.

All’inizio dello scorso dicembre Melucci ha ribadito l’importanza economica della manifestazione, senza lasciar minimamente intendere la possibilità di un suo annullamento; questa decisione, tuttavia, è stata resa nota in primis durante il Consiglio comunale di fine anno, appena venti giorni dopo. Voi quando avete appreso la notizia?

“Quattro o cinque giorni fa, quando sono arrivate nelle nostre strutture alberghiere le prime disdette delle prenotazioni, con conseguente richiesta delle caparre anticipate.

Ma il problema principale non riguarda nemmeno questo; la domanda che oggi la nostra categoria si pone è: se l’intera politica tarantina arriva a cancellare la tappa di un evento di tale portata a 7 mesi dal suo svolgimento, quali scenari più ampi potrebbero aprirsi? Qual è il futuro di questa città?

Ci tengo a specificare che il nostro non è un attacco all’amministrazione comunale: il sindaco è sempre stato un convinto sostenitore dell’importanza del Sail GP a Taranto, la sua cancellazione è frutto di una volontà politica dell’intera città e di un momento difficile e doloroso per tutti”.

Il dibattito sulle reali ricadute economiche del Sail GP sul territorio ha visto da un lato chi, come Melucci, parlava di quasi 7 milioni di euro di guadagno, e dall’altro chi smentiva tale portata, sottolineando che si trattava di una spesa inutile in un contesto piuttosto critico come quello attuale: una voce del bilancio da tagliare senza troppi pensieri, insomma, come è infatti accaduto. 

“Io vorrei rispondere a chi ci ha accusato di non aver fatto sentire la nostra voce in proposito: l’abbiamo fatto indirettamente, investendo, ristrutturando palazzi di Città Vecchia che altrimenti sarebbero rimasti preda del degrado e della distruzione, mettendoci in gioco e a rischio. Ora tutti ci ascoltano, prima però nessuno ha notato i nostri sforzi imprenditoriali.

Le posso garantire che grazie al Sail GP non hanno lavorato solo gli alberghi, ma anche tutto l’indotto circostante, attraverso clienti che potevano permettersi di spendere un bel po’. Per disputare una gara del genere gli organizzatori arrivano venti giorni prima, i team una settimana prima: se non le vendiamo in questa occasione le camere, a chi dobbiamo venderle? Certamente non è il Taranto Grand Tour a garantire un gettito simile, senza nulla togliere all’iniziativa.

Il problema è anche che bisogna ragionare molto di più con gli operatori, che sono gli attori principali di questi eventi: siamo noi, infatti, a poter fornire un report affidabile delle ricadute sul territorio.

Cancellare un evento del genere non comporta solo il danno economico immediato, cioè quello della caparra da restituire e delle prenotazioni perse, ma anche il possibile fallimento di un progetto in cui abbiamo creduto e aderito concretamente. Noi abbiamo programmato investimenti che prevedono un arco temporale dai 7 ai 10 anni, non pochi mesi: pertanto, abbiamo bisogno di certezze in merito, o quantomeno di progettualità”.

Quello che chiedete all’amministrazione Melucci, quindi, è di definire una visione turistica della città.

“Esattamente. Certo, quello del Sail GP è comunque un problema da risolvere: ci sono dei soldi da restituire, ma siamo convinti che mettendoci a tavolino possiamo trovare una soluzione. Ciò che ci interessa maggiormente, però, è ragionare del futuro di questa città, capire se i nostri investimenti riusciranno a trovare una copertura e se esiste una progettualità che ci permetterà di continuare ad investire in tal senso.

Lo ribadisco: non stiamo attaccando il sindaco o la maggioranza, stiamo facendo una riflessione rivolta a tutta la politica tarantina, perchè abbiamo notato che sui provvedimenti che riguardano i Giochi del Mediterraneo il Consiglio comunale vota all’unanimità: insomma, quando c’è una volontà politica, c’è anche l’unione di intenti.

Anche il Sail GP avrebbe dovuto unire la politica tarantina, invece quanto accaduto denota solo una cosa: il fallimento della politica del turismo a Taranto”.

One Response

  1. Purtroppo il tessuto sociale di questa città è anche ” a corto di idee” difatti nonostante le potenzialità inespresse dovute alla vocazione naturale che il territorio offre nessuno ad esempio Ha mai pensato di organizzare delle manifestazioni sportive estive come “la barcolana”di Trieste o manifestazioni folkloristiche, lo stesso carnevale come a Putignano, oppure un carnevale estivo con sfilate di barche sul Canale Navigabile o ancora rendere balneabile tutta la costa cittadina compreso Mar Piccolo, insomma una serie di imponenti manifestazioni folkloristiche e sportive del calibro “SETTIMANA SANTA TARANTINA”. Speriamo che dopo l’ evento Giochi Del Mediterraneo ” qualcosa a livello locale si sblocchi e le idee comincino ad illuminare i maggiori attori della vicenda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *