Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di interesse strategico.
In considerazione dell’esigenza di inserire, nel procedimento di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) degli stabilimenti ex Ilva, la valutazione dei profili di rischio sanitario, il decreto-legge modifica la disciplina e la procedura per l’aggiornamento dei criteri metodologici relativi al rilascio del “Rapporto di valutazione del danno sanitario” (VDS), stabilendo, in particolare, che tale rapporto debba fornire elementi di valutazione di carattere sanitario rilevanti anche ai fini del riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA).
Inoltre, il decreto modifica la procedura di riesame dell’AIA per gli impianti di interesse strategico nazionale, prevedendo che il gestore (oltre a fornire tutte le informazioni necessarie ai fini del riesame delle condizioni dell’AIA, ivi compresi i risultati del controllo delle emissioni, anche associati alle migliori tecniche applicabili) debba fornire anche il rapporto di valutazione del danno sanitario (VDS) relativo allo scenario emissivo connesso all’assetto impiantistico e produttivo oggetto dell’istanza di riesame. E stabilisce che, nelle more dell’aggiornamento dei criteri metodologici utili per la redazione del rapporto di VDS, i gestori degli stabilimenti strategici predispongano lo studio di valutazione di impatto sanitario (VIS) e disciplina la procedura per la predisposizione della VIS nell’ambito della procedura di riesame dell’AIA (oltre ad introdure una disciplina transitoria relativa ai procedimenti di riesame dell’AIA per gli impianti strategici).
Vedremo adesso come e in che modo questo decreto andrà ad impattare nel procedimento di riesame con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) per l’esercizio dello stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale Acciaierie d’Italia S.p.A. (ex Ilva), attualmente impegnato in uno scambio di documenti e integrazioni da parte dell’azienda (proprio lo scorso 20 gennaio l’ultimo invio contenente una serie di informazioni e chiarimenti in risposta alle richieste del MASE dello scorso dicembre). E se in qualche modo questo decreto servirà concretamente ad ottenere un’AIA più stringente per la salvaguardia dell’ambiente e della salute di lavoratori e cittadini, indirizzando l’azienda verso l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili di qui ai prossimi anni per limitare sempre di più il proprio impatto complessivo e cumulativo, così come si è già provato a fare con il riesame della prima AIA nel 2012, e con i Piani Ambientali del 2014 e del 2017. Il problema di fondo resta sempre lo stesso: con il decreto interministeriale Clini-Balduzzi del 24 aprile 2013), la Valutazione del Danno Sanitario non è entrata a far parte del provvedimento AIA, perché complessivamente non sono mai stati superati i limiti di legge previsti dal decreto 155/2010. Inoltre, la VDS interviene su una situazione post operam, quindi valuta appunto il danno sanitario prodotto da un’attività industriale. La Valutazione d’Impatto Sanitario invece, precede il danno perché è una valutazione sugli impatti previsti da una determinata attività produttiva.
Bisognerà quindi attendere di leggere il decreto e la relazione illustrativa per comprendere se e come vi siano stati dei cambiamenti e dei miglioramenti. O se invece sia soltanto l’ennesima arma legale da utilizzare nei contenziosi giudiziari in corso e in quelli futuri, che però difficilmente faranno il bene dell’azienda, così come dell’intera collettività.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/10/18/riesame-aia-ex-ilva-e-tutto-da-rifare/)