Tutti gli anni ’80 sono stati un periodo musicalmente parlando davvero prolifico con gruppi e dischi leggendari. Erano gli anni in cui avveniva un passaggio dai vagiti punk degli anni ‘70 alle varie declinazioni della new wave, del dark e dell’elettronica, dell’affermazione di generi musicali che hanno fatto la storia, proverò a ricordare alcuni dischi iconici che in questo 2025 tagliano il traguardo dei 40 anni dalla data di pubblicazione, il 1985 appunto.

Ne citerò venti, quelli che mi vengono in mente d’istinto, un excursus fra quelli che in linea di massima ancora oggi sono fra i favoriti del pubblico.

Prima parte

Talking Heads – Little Creatures (Sire Records)
Proprio nel 1985, i Talking Heads di David Byrne tornarono con successo con questo album, dopo il boom di “Once In A Lifetime” del 1981. Little Creatures comprende brani come “Road To Nowhere” e “And She Was” ballate e suoni evoluti e differenti dal rigore degli esordi con il disco 1977.

 

 

 

 

 

 

Prefab Sprout – Steve McQueen (Kitchenware Records)
Gli scozzesi Prefab Sprout, dopo gli esordi con “Swoon”, si fecero conoscere per un mix perfetto di melodie e suoni perfetti. I fratelli Mc Aloon e la cantante Wendy Smith con l’album Steve Mc Queeen centrarono l’obiettivo e le melodie di questo disco resteranno indimenticabili, “When Love Breaks Down”, “Goodbye Lucille #1”, “Bonny” e l’ammaliante “Appetite”, restano pietre miliari del genere pop.

 

 

 

 

 

 

The Jesus & Mary Chain – Psychocandy (Creation Records)
Se c’è un disco epocale che segna il 1985 è proprio quello che i fratelli Jim e William Reid (insieme a Bobby Gillespie alla batteria, futuro leader dei Primal Scream) incisero nel 1985. Psychocandy rappresenta la sintesi perfetta del periodo in cui fu inciso, un’alchimia magica che a distanza di 40 anni possiede un fascino intatto. Capisaldi dell’album sono “Just Like Honey” e “Never Understand”, brani che hanno fatto ballare e sognare intere generazioni, oltre ad essere inseriti in varie colonne sonore.

 

 

 

 

 

Felt – Ignite The Seven Cannons (Cherry Red Records)
I Felt erano un gruppo di culto legato a quel dream pop britannico fondato da  Lawrence Hayward. Ignite The Seven Cannons è il loro quarto album prodotto da Robin Guthrie dei Cocteau Twins, in quegli anni gruppo di riferimento della scena inglese. Suoni eterei e cristallini, per un disco leggendario con una gemma su tutte: “Primitive Painters” con la voce di Elizabeth Fraser (vincitrice nel 1985 il premio come best female vocals negli Uk), insieme a brani come “My Darkest Light Will Shine” e “Scarlet Servants”, un album unico e raffinato.

 

 

 

Sisters Of Mercy – First And Last And Always (Merciful Release)
Il magnetismo dark gotico emerge prepotente in questo album simbolo dei Sisters Of Mercy di Andrew Eldritch che insieme a Wayne Hussey crearono un suono magnetico, cupo e stregato difficilmente replicabile per questo che fu il loro album d’esordio più che sorprendente. First And Last And Always è in assoluto uno dei dischi più riusciti del filone dark-goth, No Time To Cry, appartiene alla leggenda, chitarre ringhiose e suoni spettrali con un risultato mai più raggiunto dal gruppo britannico che durò poco nella formazione originale, con defezioni e progetti collaterali.

 

 

 

 

Tears For Fears – Songs From The Big Chair (Mercury Records)
Roland Orzabal e Curt Smith appartenenti più al movimento New Romantic che alla New Wave, con il loro secondo album “Songs From The Big Chair” ebbero un enorme successo, dopo l’eccellente album d’esordio “The Hurting”. il disco si rivelò subito un concentrato di hits di grande consenso “Shout”, “Everybody Wants To Rule The World”, “Head Over Hells”, “I Believe”, fecero arrivare l’LP al numero 1 delle charts americane, guadagnando anche il Mercury Prize. I TFF impiegarono quattro anni per pubblicare un nuovo disco dopo il travolgente successo di “Songs From The Big Chair”.

 

 

 

Simple Minds – Once Upon A Time (Virgin Records)
Per un certo periodo nella metà degli anni ’80 i favori dei fans si dividevano fra i Simple Minds e gli U2 nei live, soprattutto grazie al carisma di Jim Kerr e Bono Vox, mentre entrambi le band avevano un grande riscontro nelle vendite discografiche. I Simple Minds con  New Gold Dream (81-82-83-84) e Sparkle in the Rain, avevano avuto un grande successo, furoreggiando anche in America con “Don’t You (Forget About Me)” nella colonna sonora di The Breakfast Club. Nel 1985 con Once Upon A Time, fecero nuovamente centro. “Sanctify Yourself”, “Alive And Kicking” “All the Things She Said” sono brani senza tempo destinati a resistere ancora e sempre nella memoria.

 

 

 

The Smiths – Meat Is Murder (Rough Trade Records)
Morrissey e Johnny Marr un binomio che ha prodotto probabilmente insieme ai Joy Division i dischi più riconoscibili ed iconici del Regno Unito. Meat Is Murder, un album manifesto per un’intera generazione, unico nel suo genere con dei brani così famosi e unici che ancora oggi risultano fra i più riconoscibili degli Smiths: “That Joke Isn’t Funny Anymore”, “Rusholme Ruffians”, il capolavoro di “The Headmaster Ritual” e la poesia senza tempo di “Well I Wonder” rappresentano la bibbia per tutti gli amanti della new wave.

 

 

 

 

The Cure – The Head On The Door (Polydor Records)
Uno degli album di maggior successo per i Cure, una carriera lunga e ricca di sorprese per Robert Smith. “The Head On The Door” rivede la presenza nel 1985 del bassista Simon Gallup dopo una separazione di circa tre anni. Nel disco ci sono dei singoli molto leggeri e scanzonati frutto degli incubi notturni di RS: “Close To Me” e “In Between Days” brani immortali come lo è “A NighT Like This” dove la poetica malinconica dei Cure ha il suo apice.

 

 

 

 

 

Propaganda – A Secret Wish (ZZT Records)
Da un’idea progettuale del genio di Trevor Horn negli anni ’80 impegnato anche con le produzioni di concettuali con Grace Jones, nasce la collaborazione con i suoni sintetici e concettuali dei compagni di etichetta tedeschi Zang Tumb Tuum di Frankie Goes To Hollywood e Propaganda. Idee e strutture sonore alternative ed eleganti in questo album “A Secret Wish” con la personalità vocale dell’eccellente voce di Claudia Brucken. “Dr Mabuse” e “Duel” sono ballate pop elettroniche con un’enfasi operistica, e meccanica, suoni raffinati d’altri tempi.

 

 

 

 

*a cura di Franzi Baroni

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