Febbraio, come al solito, è mese dell’anno dedicato alle fibrillazioni a Palazzo di Città. Si vocifera ancora una volta di tentativi di disarcionare Melucci per andare subito al voto. Ma a parte il fluido Stellato, già autocandidatosi da tempo a prossimo sindaco, chi si è fatto avanti? Nessuno. Non c’è un nome. Solo quello. Poi sulla credibilità, affidabilità e autorevolezza, si pensa.
Intanto le porte girevoli del Consiglio comunale ci consegnano l’ennesimo salto dai banchi della maggioranza a quelli dell’opposizione (in realtà non di rado accade anche il contrario in questa politica tarantina così ondivaga e priva di ideali politici).
Nelle scorse ore la consigliera comunale Patrizia Mignolo (ex PSI ed ex PD) si è dimessa dalla presidenza della commissione Servizi ed è passata al gruppo “Misto di minoranza” Potrebbe cambiare idea a breve? Non è da escludere. Un po’ come ha fatto di recente (lo scorso novembre) il consigliere Giuseppe Fiusco (ex Con) che prima annunciò di passare all’opposizione e pochi giorni dopo fece dietrofront.
D’altro canto l’attuale giunta Melucci non ha alcun connotato politico. È diventata una giunta civica, non ha colori. È fluttuante, inclusiva nel senso che non fa distinzioni di origine. Al suo interno ci sono personaggi di varia estrazione politica: destra, sinistra, centro, ex pentastellati. Tutti da accontentare con un incarico ed è per questo che ogni tot mesi si opera un rimpasto di giunta. “E ma lo faceva anche il sindaco Stefano”, citazione…
Non è un caso il sindaco di Taranto nella sua duplice veste anche di presidente della Provincia butti la sua nassa pure a destra come dimostrano certe cortesie per gli ospiti riservate di recente ai leghisti (il viceministro Rixi) o i buoni rapporti instaurati con esponenti locali di Forza Italia.
E l’opposizione? Abbaia ma non morde. Molto spesso affidata al pensiero utopico di Liviano o alle paturnie degli alleati del Pd, piuttosto che a qualche comunicato stampa graffiante, come le unghia di un bambino, dei nostalgici del Conte 2 (il Movimento 5 Stelle) o dei “nostalgici” per altri motivi di Fratelli d’Italia.
