Procede spedito l’iter per l’ottenimento del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) per la “Realizzazione dell’impianto di dissalazione delle acque salmastre delle sorgenti del Tara e delle condotte di adduzione dell’acqua potabilizzata e di scarico della salamoia” in agro di Taranto e Statte.

Dopo che lo scorso 10 gennaio la Conferenza dei Servizi ha optato, a prevalenza dei pareri e quindi non all’unanimità, per la concessione della Valutazione d’Impatto Ambientale propedeutica al rilascio di tutte le autorizzazioni necessarie alla realizzazione ed all’esercizio dell’impianto, la Giunta regionale ha rilasciato l’Autorizzazione Paesaggistica. Un passaggio di certo non banale, visto che l’autorizzazione arriva nonostante

il parere del ministero della Cultura che attraverso la Soprintendenza PNRR ministeriale in un documento di oltre 50 pagine ha espresso la sua netta contrarietà, sottolineando come nessuna mitigazione o variante al progetto, cambierebbe la valutazione del ministero, che ha candidamente affermando che l’opera andrebbe realizzata altrove visto che la stessa, nel luogo in cui è stato deciso di realizzarla, è in contrasto con il paesaggio e l’ambiente circostanza sotto ogni punto di vista.

Certamente però, il procedimento è ancora ampio e complesso. Visto che mancano all’appello ancora diverse autorizzazioni. La più importante e la più problematica, nonché cerchiata di rosso da ARPA Puglia e contestata dalle associazioni contrarie all’opera, è quella che prevede il prelievo sino ad un massimo di 1.000 l/s di risorsa. Inoltre, il progetto dovrà ottenere il via libera allo scarico della salamoia in mar Grande, un flusso liquido di circa 370 litri al secondo rilascio avverrà in prossimità delle infrastrutture di recapito del siderurgico e del Fiumetto.

Senza dimenticare la problematica legata all’interferenza del progetto con il SIN di Taranto. Anche per questo il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha richiesto agli enti interessati di esprimere il parere istruttorio di competenza, in merito alla valutazione delle interferenze del progetto in esame con le matrici ambientali. L’Acquedotto Pugliese sul punto ha dichiarato che nella zona di interferenza, le contaminazioni presenti riguardano esclusivamente la falda e non già il terreno. Pertanto, ciò che si è reso necessario verificare è che la presenza della condotta non crei pregiudizio alle future attività di bonifica di questa matrice ambientale, non ritenendo che le ordinarie pratiche di bonifica della falda possano essere ostacolate dalla avvenuta realizzazione di un’opera lineare, posata a circa 2 metri dal piano campagna. Ma su quanto sostenuto da AQP, il ministero dell’Ambiente ha chiesto un parere ad ISPRA, ARPA Puglia, Istituto Superiore di Sanità e Inail.

Dunque l’iter per il progetto prosegue, anche e come abbiamo ampiamente riportato in questi anni permangono ancora molti dubbi e ostacoli da superare, oltre al netto diniego da parte di enti come ARPA Puglia, ASL Taranto, i Vigili del Fuoco, il ministero della Cultura soltanto per citarne alcuni. Nonostante l’assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale ottenuta e l’ok all’Autorizzazione Paesaggistica.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/01/11/dissalatore-sul-tara-aqp-ottiene-la-via/)

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