Anche nel momento in cui sapeva di esser stato definitivamente sfiduciato, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, non ha pensato minimamente all’autocritica. Perché di scivoloni ne ha fatti in questi ultimi mesi il primo cittadino di Taranto. Dal “Digli che li porti in serie A che solo questo capiscono”, messaggio proferito in dialetto nella famosa conferenza stampa boomerang di presentazione del “nuovo proprietario” della squadra di calcio Mark Campbell, passando per “Abbate tutta la vita” nel giorno della votazione per la sostituzione del presidente del Consiglio comunale, per arrivare sino al recente pasticcio dei Giochi del Mediterraneo con quella sorta di “Adesso veditela tu..” rivolto al commissario Ferrarese (salvo poi fare marcia indietro dopo qualche giorno).

Anzi, nell’intervista rilasciata nel corso dell’inaugurazione del secondo tratto della Tangenziale Sud ha mosso accuse da specchio riflesso, parlando di “schizofrenia continua e endemica della politica locale, che poi consente ad altri poteri e ad altre intelligenze, a Bari e a Roma, a sopraffare sempre gli interessi di questo territorio”.

Oppure quando ha parlato di “consiglieri che, senza alcuna motivazione, all’improvviso cambiano atteggiamento”, che poi è stata una costante dell’ultimo anno della sua maggioranza risicata.

Frase da ciliegina sulla torta quando ha affermato che “non si rispetta mai la decisione democratica dei cittadini”. Infatti è quanto accaduto nel corso del Melucci bis, contraddistinto da numerosi cambi di casacca politica, compreso il suo, rispetto a quello che era stato l’esito delle elezioni del giugno 2022.

Il sindaco deve poi porsi una domanda se alla fine quattro consiglieri della sua maggioranza lo hanno “tradito” (2+2, Mele e Patano nei diciassette primi firmatari delle dimissioni, cui si sono aggiunti Stellato e Odone a cose fatte).

“Mi auguro e auguro a Taranto un futuro più sereno e più luminoso in mano ad una classe dirigente affidabile”. Le ultime parole pronunciate da Melucci aprono uno squarcio importante sul futuro politico e amministrativo della città di Taranto. Perché al di là dei festeggiamenti, dei sorrisi radiosi, delle dirette social, di ieri dei 17 dimissionari, ora le nubi si addensano su ciò che accadrà da qui sino a giugno (o forse anche maggio), ossia quando è previsto che si torni a votare.

Proprio in tal senso, facciamo nostre le preoccupazioni di alcuni lettori “considerando che ci sono sempre le stesse facce che cambiano solo bandiera”, “a casa chi sta in consiglio da anni ed ha fatto della politica un mestiere”, “ricordate nomi e cognomi dei vari consiglieri che hanno appoggiato per anni questo Sindaco, perché li ritroveremo in liste civiche millantando soluzioni a problemi da loro stessi creati”.

C’è bisogno di volti nuovi. Questo chiedono i cittadini di Taranto. Per il momento l’unico candidato certo alla carica di sindaco resta Massimiliano Stellato che proprio faccia nuova non c’è. Poi è tornata, nelle ultime ore, di moda la voce che vede il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S, come papabile candidato anche se c’è da considerare che il movimento, fondato da Grillo, ora partito di Conte, in questi ultimi mesi di Melucci bis è rimasto praticamente sullo sfondo non avendo potuto contare su alcun rappresentante in Consiglio comunale poiché i due eletti nel 2022, Luppino e Odone, hanno presto cambiato casacca.

Restano da capire le mosse di centrosinistra, con il Partito Democratico in testa e di centrodestra con Fratelli d’Italia in prima linea. Sono capaci di esprimere in così poco tempo figure autorevoli ? Saranno capaci di far tornare la voglia di andare a votare ai tarantini o conviene ristagnare nella mediocrità di questi ultimi anni perché è più facile essere eletti quando al voto va nemmeno la metà degli aventi diritto?

2 Responses

  1. La speranza che l’ uomo il politico e l’ imprenditore, che è stato,trovino accordo tra loro , per non andare ad occupare posizioni,che già si paventa tra i ben informati.
    Non sarebbe etico, e non sarebbe un buon esempio per tutti coloro che non si nutrono di politica per sempre.
    Il Signor Melucci credo abbia già dato il suo contributo alla vita politica della città di Taranto, i risultati sono la somma dei negativi compromessi.
    Giù le mani da altre cariche pubbliche!!!
    Ad maiora

  2. Basta liste civiche. I partiti ci mettano la faccia, i loro candidati e i loro progetti. Così se le cose vanno male, almeno, sappiamo con chi prendercela.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *