Abbiamo chiesto ai presidenti di Confindustria, Confcommercio e Camera di Commercio un parere sulla situazione politica e di delineare il loro profilo ideale di candidato per la guida del governo cittadino. L’analisi riguarda criticità e prospettive. La politica, osservano, deve «assicurare stabilità» e al contempo deve essere «capace di intercettare i finanziamenti e raccogliere le sfide».

Per il numero uno di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, «occorre innanzitutto trovare una figura politicamente non ricattabile, di alto livello, preparata, che abbia una visione di futuro considerano la mole di risorse che il territorio attende nei prossimi anni».

Toma non imputa tutte le responsabilità a Melucci. Anzi. «Con questa esperienza che si è conclusa ci siamo resi conto – dice al corriereditaranto.it – che la colpa più di chi comandava era di chi gli stava intorno, alcune persone che hanno fatto politica con la p minuscola e che hanno determinato tutti questi scenari che abbiamo vissuto. Noi ci auguriamo che questo non accada più». Secondo il presidente di Confindustria «non è fondamentale solo il futuro sindaco ma la squadra che lo sorreggerà». Il rapporto con Melucci, ribadisce Toma, «è stato leale, di disponibilità. Poi naturalmente oltre al sindaco, c’è stato, soprattutto negli ultimi anni, il vuoto. C’era questo turn over continuo che non permetteva di instaurare i rapporti. Ma c’è stata sempre disponibilità da parte del sindaco, bisogna ammetterlo».

Confindustria ha «ormai – spiega ancora Toma – una interlocuzione diretta con i vari ministeri e la Regione sui grandi temi, ma non per scavalcare il Comune. Noi vogliamo spingere nella direzione positiva. La città attende i Giochi del Mediterraneo e altri importanti appuntamenti. Deve avere voce in capitolo per gli investimenti sul territorio. Vive la fase delicata della vendita dell’ex Ilva ed è alle prese con vertenze difficili. Una città in forte evoluzione – insiste – deve avere un sindaco e un’amministrazione che siano all’altezza. Noi, come Confindustria, stiamo cercando di dare il massimo. Ora c’è bisogno di un interlocutore che abbia una visione non miope ma a lungo raggio».

Il presidente di Confcommercio, Leonardo Giangrande, pensa che «servirà una squadra con un profilo molto alto, anche come statura morale, una squadra di persone, al di là della figura del sindaco, capace di interpretare anche i cambiamenti e di mettere a terra i progetti velocemente».Poi ricorda «la scadenza dei Giochi del Mediterraneo e di altri finanziamenti da intercettare, penso alle Brt e a tutto quello che c’è in cantiere per dare uno sviluppo alla città. Abbiamo bisogno di una visione diversa. Ci vogliono persone che sappiamo mettere al centro un amore per questo territorio». Per Giangrande «anche la provincia, per ovvi motivi, paga le conseguenze di non avere una città capoluogo dinamica, che guarda al futuro, che rivendica la dignità di un territorio e dei suoi cittadini. Abbiamo tanti progetti che sono fermi, risorse come quelle del Cis annunciate ma che non si concretizzano. Il sindaco poi dovrà aveva una idea di sviluppo che indichi la strada, che fissi degli obiettivi e non pensi alla distribuzione delle poltrone. Tutti abbiamo bisogno di guardare al futuro con un minimo di ottimismo».

Il presidente della Camera di Commercio di Taranto-Brindisi, Vincenzo Cesareo, avrebbe preferito «un sindaco che arrivasse a fine mandato perchè una vacatio istituzionale in questo momento mi sembra abbastanza deleteria. Detto ciò se questo è avvenuto vuol dire che non esistevano più le condizioni per una governabilità. Quindi va bene che si vada subito a elezioni».

La figura del sindaco? «Credo che serva allestire –argomenta Cesareo – una squadra di gente competente e capace che accompagni il sindaco. In Camera di Commercio abbiamo fatto la stessa cosa, abbiamo messo in piedi una squadra di governance che accompagna il presidente e qualche risultato lo stiamo vedendo perchè il lavoro è distribuito in maniera corretta a gente che in qualche modo si fa carico realmente del problema che  affronta». Serve «sicuramente – rileva Cesareo – un manager, una persona che abbia un vissuto manageriale, che sia abituata a gestire situazioni complesse visto che Taranto è una città molto complicata. Ci sono vicende in via di definizione come la vendita dell’ex Ilva. E ci sono opportunità da cogliere come le risorse del Jtf e del Cis e i Giochi del Mediterraneo. Tutto questo richiede sicuramente un’estrema attenzione da parte di una governance politica ma anche di una governance amministrativa perché il bilancio del Comune di Taranto non mi sembra che in questo momento sia in una delle condizioni più idilliache del mondo».

Le opportunità che si presentano sono anche «frutto della visione di lungo periodo – sostiene il presidente dell’ente camerale – della precedente amministrazione, ma ora c’è bisogno di una squadra che porti a compimento questo lavoro».

Tra i nomi in lizza nel toto-candidati che già impazza c’è anche quello di Vincenzo Cesareo. «Al di là esternazioni sui giornali – assicura – non ho discusso con nessuno e, al momento, non mi sento di discutere di coinvolgimento diretto».

 

2 risposte

  1. Buonasera
    consiglio come candidato sindaco il Sig. CETTO LA QUALUNQUE.
    Candidato ideale valido per tutte le stagioni e per tutti i movimenti politici.
    Saluti
    Vecchione Giulio

  2. Il tessuto sociale , la politica locale, la classe dirigente amministrativa tarantina non è in grado di partorire una squadra politica per governare questo territorio e se lo fosse comunque si ritroverebbe in un campo minato.A Taranto come nel Paese vige la partitocrazia alimentata dai poteri forti che fanno capo al capitalismo lombardo e la politica romana. La politica locale come la romana sono una speculazione di poltrone che squallidamente mungono dai poteri forti. A Taranto la figura del sindaco non ha alcun potere tanto meno quella di consiglieri ed assessori. I programmi ammesso che vengano presentati in campagna elettorale sono carta straccia . Tutto viene deciso dall’ alto pochissimo dal Presidente regionale. In un Paese democratico i programmi della coalizione vincitrice si portano a termine anche con delle modifiche apportate dall’ opposizione. Purtroppo nel nostro Paese la partitocrazia straccia i programmi e si serve di essi solo come fonte di speculazione politica ( poltrone) economica ( loschi affari) progettuali ( clientelari).A Taranto per fantasticherie e pettegolezzo frivolo non siamo riusciti a ricavare una rapa neanche quando abbiano avuto un sottosegretario ed un Premier concittadino. Infine per la maggioranza dei cittadini un Sindaco dovrebbe occuparsi ed essere un esperto di nettezza urbana , marciapiede ed illuminazione stradale tutto il resto non importa si pensa a prostituirsi, corrompere o svendere tutto per un piatto di lenticchie.Stranamente l’ emblema di questa città è la sua stessa squadra di calcio.

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