Poche idee ma confuse: se dovessimo tracciare un ritratto del tarantino chiamato a dire la sua sull’attuale situazione politica locale, potrebbe essere questo.

Da un sondaggio condotto in questi giorni tra via Liguria e Borgo è emerso un quadro piuttosto significativo (per quanto non interamente rappresentativo) del futuro elettorato.

C’è chi elenca tutto quello che vorrebbe dal futuro sindaco del capoluogo ionico ma poi aggiunge che non voterà perchè “deluso dalla politica nostrana”, chi si lancia in appassionati “amarcord” sui tempi che furono, chi accusa l’ormai ex amministrazione Melucci di aver tradito il secondo mandato elettorale e chi ammette candidamente di non saper nemmeno della caduta dell’amministrazione comunale.

A coloro che accusano la stampa di aver offerto uno spaccato artificioso della Taranto “più ignorante” è doveroso replicare che molti cittadini interpellati hanno semplicemente scelto di non rispondere, dichiarando di aver altro a cui pensare: eppure, sono proprio queste le occasioni in cui la cittadinanza può far sentire a chiara voce la propria opinione.

Scegliere di non votare e lasciare ad altri la decisione di eleggere chi amministrerà la città in un momento così delicato e complesso è un gesto che Taranto non può più permettersi: non ora.

Tuttavia, lo spettro dell’astensionismo torna ad aleggiare sempre più concretamente sulle prossime amministrative: chi si candiderà, insomma, dovrà inserire tra i propri obiettivi quello di recuperare la fiducia dell’elettorato tarantino.

Ma torniamo alla domanda cruciale: cosa vorrebbero i tarantini dal prossimo sindaco? Al primo posto tra le risposte più gettonate c’è la pulizia della città, per renderla più vivibile a beneficio di chi ci abita ma anche per incentivare il turismo. Segue, come prevedibile, la richiesta di una gestione ottimale dei rifiuti e della raccolta differenziata.

Immancabili anche la questione della scarsità di parcheggi, in particolare al Borgo, e della disoccupazione.

Infine, c’è chi pensa anche ai tanti cantieri di lavori pubblici iniziati e non ancora terminati (uno su tutti Palazzo degli Uffici), allo sport da promuovere (e in alcuni casi rifondare), ma anche alle strade ancora da rifare e alla Città Vecchia da valorizzare.

In pochissimi si sbilanciano sui nomi dei candidati che vorrebbero: il classico “basta che sia una persona onesta” è la risposta dietro cui si trincerano in tanti, forse per disillusione verso l’attuale classe politica, forse per mancanza di conoscenza sull’argomento; il che sarebbe ancora più grave.

La richiesta di “volti nuovi” la fa da padrona: un possibile suggerimento ai partiti e ai movimenti politici che proprio in questi giorni stanno preparando liste e programmi?

Quel che è certo è che questo campione di cittadinanza preso in esame non restituisce, purtroppo, un quadro “montato ad arte” bensì una situazione tanto sconfortante quanto veritiera, caratterizzata in molti casi da indifferenza o scarso interesse sulla questione.

La speranza è che la campagna elettorale possa scuotere le coscienze civiche dal torpore in cui sembrano versare e spinga tutti i tarantini ad assumersi in prima persona la responsabilità della decisione sul futuro di questa città.

Intanto, riteniamo giusto riproporre la domanda anche a voi lettori: cosa vorreste dal prossimo sindaco?

2 risposte

  1. Innanzitutto che abbia una maggioranza solidissima che non debba cedere ai ricatti continui delle listarelle civiche. Poi il resto viene da se. Ma questo dipende dai tarantini che votano a capocchia l’amico dell’amico delle varie insieme x taranto, forza taranto ecc

  2. Basta liste civiche inventate e senza un retroterra politico, culturale e organizzativo che scompaiono il giorno dopo le elezioni lasciando un consigliere che poi fa quello che gli pare offrendosi sul mercato delle vacche. Ai partiti chiediamo di scegliere persone che hanno esperienza e sappiano gestire una macchina complessa e problemi enormi. Non basta un buon professionista, di quelli ce ne sono tanti, ma una persona capace di fare squadra e rendere partecipi i cittadini. Per esempio ripristinando i consigli di circoscrizione con poteri di spesa e deliberativi.

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