“Una nuova marcia dei passeggini? Penso che stavolta ci inventeremo qualcosa di diverso”. Linda Boccuzzi, membro del direttivo del Gruppo nazionale Nidi e Infanzia e del Coordinamento cittadino per la difesa degli asili nido pubblici di Taranto, ha le idee chiare.

Le recenti dichiarazioni della commissaria prefettizia in merito alla vicenda hanno, infatti, il sapore di un dietrofront. Ma cerchiamo di riepilogare, brevemente, quanto accaduto negli ultimi mesi.

Dopo la decisione dell’amministrazione Melucci di esternalizzare il servizio di gestione dei 9 nidi tarantini, le proteste di genitori, lavoratrici, sindacati e associazioni hanno portato ad una seduta monotematica del Consiglio comunale, svoltasi il 4 febbraio scorso, in cui la massima assise cittadina votò all’unanimità per impegnare il sindaco a modificare quanto contenuto a riguardo nel DUP (documento unico programmatico), garantendo la gestione pubblica delle strutture attualmente in funzione e delle due di prossima consegna.

Per la verità, nei giorni precedenti, il sindaco aveva già mostrato apertura alla possibilità di invertire la rotta sulla questione, affermando di essere al lavoro per trovare le risorse necessarie a rendere economicamente sostenibile il mantenimento della gestione pubblica.

A distanza di pochi giorni dalla riunione monotematica del Consiglio comunale, però, la caduta dell’amministrazione Melucci ha segnato una decisa battuta d’arresto: intervenuta nei giorni scorsi sulla stampa locale, la commissaria prefettizia subentrata, Giuliana Perrotta, ha infatti dichiarato: “L’eventuale esternalizzazione del servizio non influirà sulla qualità ed ai cittadini deve importare essenzialmente questo. Certo, se la gestione pubblica fosse economicamente sostenibile non ci sarebbe motivo di procedere alla privatizzazione, ma la coperta è corta e qualcosa resterà sicuramente fuori. Inoltre, la decisione del Consiglio comunale arriva dopo la volontà dell’ex amministrazione comunale di esternalizzare il servizio”.

Insomma, la possibilità che gli asili nido tarantini diventino privati è nuovamente concreta. Decisa la reazione del Coordinamento cittadino, che ha subito richiesto un incontro con la commissaria: “Spiace constatare – si legge nel comunicato diffuso ieri – che rispetto all’amministrazione precedente non sia cambiato nulla: nessun confronto con le parti in causa prima di prendere una decisione così importante per il tessuto sociale tarantino”.

Anche la politica ha fatto sentire la sua voce, in particolare quella degli ex consiglieri comunali che avevano precedentemente perorato la causa: “La marcia indietro su un tema di grande interesse sociale – ha commentato Vincenzo Di Gregorio – è stata il frutto di una forte e convinta battaglia politica in Consiglio, oltre che della mobilitazione dei sindacati, delle famiglie e degli operatori del settore”.

Per Luca Contrario ” è necessario attuare immediatamente, in collaborazione alle altre forze politiche, i passaggi istituzionali necessari, ma penso sia importante che Taranto riscenda in piazza e ribadisca con forza che gli asili nido comunali non si toccano!”.

La CISL Fp Taranto ha, poi, riportato l’attenzione sulla questione dei lavoratori coinvolti: “Le difficoltà economiche del Comune, seppur note – afferma il segretario Fabio Ligonzo – non possono e non devono ricadere sul personale, che ha contribuito con impegno a rendere i nidi pubblici un’eccellenza per il territorio. È urgente stabilire delle priorità, che per noi restano quelle di avere asili nido pubblici di qualità”.

Insomma, si scenderà nuovamente in piazza?

“Noi speriamo, intanto, che la commissaria risponda alla nostra richiesta di incontro – spiega la Boccuzzi – e riceva una nostra delegazione, che possa spiegarle le ragioni della nostra difesa del servizio pubblico. Siamo aperti al dialogo a tutti i livelli”.

In caso contrario, la mobilitazione è fuori discussione: “Questo pomeriggio – aggiunge la Boccuzzi – ci incontreremo per stabilire le modalità di un’iniziativa che vorremmo molto rumorosa, per dare risonanza alla nostra voce. Una terza marcia dei passeggini? No, stavolta faremo qualcosa di nuovo. Certo è che non resteremo a guardare”.

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