Il 7 marzo 2025, per i tifosi tarantini, rappresenterà una data simbolica in quanto coincide con l’esclusione del club dal campionato di Serie C a seguito di reiterate inadempienze amministrative. La decisione, presa dal Tribunale Federale Nazionale, apre una nuova fase caratterizzata da incertezza e speranze per una rinascita regolamentata: i supporters ionici sperano che, con tale provvedimento, il barile sia stato definitivamente raschiato e che, adesso, si possa soltanto provare a risorgere.

RADIAZIONE O ESCLUSIONE, LE DIFFERENZE. La decisione di escludere il club è stata presa a seguito di gravi e ripetute mancanze nella gestione amministrativa. Tra le problematiche segnalate figurano il mancato pagamento di stipendi, contributi, incentivi all’esodo e altre pendenze federali, elementi che potrebbero condurre la società al fallimento sul piano organizzativo e normativo. L’esclusione, tuttavia, non equivale a una radiazione: mentre la prima sospende la partecipazione del club alla competizione, la seconda comporta la cancellazione definitiva della matricola presso la FIGC, rendendo il club “invisibile” nel panorama ufficiale. Questa distinzione è cruciale: l’esclusione sospende la partecipazione del club alla competizione, ma lascia aperta la possibilità di una ripartenza qualora vengano sanate le pendenze. La radiazione, invece, comporta la cancellazione della matricola dalla FIGC, impedendo qualsiasi tentativo di ripartenza senza una rifondazione totale del club.

ECCO COME RINASCERE. Il percorso per la rinascita del club si articola in una serie di passaggi che, messi insieme, rappresentano una vera e propria opportunità per rimettere in piedi il progetto sportivo. In pratica, tutto comincia con il sindaco di Taranto che, tramite un bando pubblico, invita imprenditori e gruppi interessati a dare nuova vita alla squadra a presentare le loro proposte. Al momento, la città è priva di un sindaco in carica e sarà necessario attendere le prossime elezioni per avviare ufficialmente l’iter. Dopo la raccolta delle manifestazioni d’interesse, le proposte vengono esaminate attentamente. In questa fase, può intervenire anche una commissione nominata dall’amministrazione comunale, il cui compito è valutare ogni proposta e scegliere quella che risponde meglio alle esigenze del club, offrendo sicurezza e solidità per il futuro.

Una volta individuato il soggetto più adatto, il passo successivo consiste nella presentazione della documentazione necessaria alla FIGC. A questa domanda, infatti, dovrà essere allegato un assegno circolare da 100mila euro a fondo perduto: questo importo è fondamentale per garantire l’iscrizione in sovrannumero e rappresenta un elemento chiave per poter accedere al campionato di Eccellenza, la nuova casa sportiva prevista per il club. Il processo, poi, si conclude con l’approvazione finale, che spetta al Presidente della FIGC e a quello della LND. È solo dopo questo passaggio che il nuovo club potrà ufficialmente ripartire. Un aspetto importante da sottolineare è che nella nuova realtà non potranno essere coinvolti nessun ex rappresentante, socio o dirigente della vecchia società, per assicurare che le stesse dinamiche gestionali che hanno portato al fallimento non possano ripetersi.

SIGNOR Z PRONTO AL RICORSO? Mentre Taranto cerca di lasciarsi alle spalle mesi di caos amministrativo e di guardare con speranza al futuro, l’ombra del passato rischia di allungarsi ancora. Il signor Z, indicato a voce dal signor G come nuovo proprietario, ha manifestato l’intenzione di presentare ricorso in tutte le sedi possibili per evitare che il Taranto riparta dall’Eccellenza. Una scelta che appare agli occhi della tifoseria come l’ennesimo tentativo disperato di restare aggrappati a un progetto ormai fallito, anziché accettare il necessario azzeramento per ripartire su basi più solide.

Quella del ricorso non è una battaglia per il bene del Taranto, ma solo il tentativo di allungare un’agonia che dura ormai da mesi. La tifoseria organizzata e gran parte della città hanno già espresso chiaramente il loro pensiero: non vogliono più avere nulla a che fare con i signori G e Z, considerati i principali responsabili del disastro gestionale che ha portato all’esclusione del club. Ogni ulteriore ostacolo posto sulla strada della rinascita non farebbe altro che prolungare il dolore e l’incertezza, lasciando il calcio tarantino ancora una volta in balia di decisioni avventate e fuori contesto.

Il Taranto ha bisogno di un nuovo inizio, non di una lotta sterile per mantenere in vita un progetto fallimentare. Ogni battaglia legale non farebbe che rallentare il processo di rinascita, sottraendo tempo e risorse alla costruzione di un nuovo progetto per il Taranto. La città vuole voltare pagina e ripartire con nuove figure, nuove ambizioni e una gestione finalmente seria e trasparente.

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