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E’ sceso del 10% nel 2024 l’export italiano di acciaio (prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione). Il valore è passato da 23,2 miliardi a 20,9 miliardi di euro. È quanto emerge dall’analisi dei Istat rielaborati dall’Ufficio Studi siderweb.

Taranto (sede di Acciaierie d’Italia) è scesa dal 20esimo al 37esimo posto. Il suo export in valore è passato dai 362 milioni di euro del 2022, ai 281 milioni del 2023, ai 70,3 milioni di euro del 2024 (-75%), con una quota di mercato dello 0,3%.

Le esportazioni di prodotti siderurgici, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio l’anno scorso sono quindi diminuite in misura maggiore rispetto all’andamento dell’import (-7,7%), portando il nostro Paese da una situazione di esportatore netto per 565,5 milioni di euro a quella di importatore netto per 5,5 milioni.

Scendendo nel dettaglio dei dati provinciali, si rileva che i primi 20 poli siderurgici nazionali hanno esportato materiale per 17,4 miliardi di euro, con una quota di mercato dell’83,0%, con una diminuzione leggermente superiore al totale nazionale (-10,3%). Se ci si concentra nella «top ten» si nota invece un andamento lievemente migliore (-9,2% per una quota del 64,3%) ed emerge la conferma della predominanza delle province lombarde, con le sei aree presenti ai vertici della classifica dell’import presenti anche all’export (Milano, Mantova, Brescia, Cremona, Lecco e Bergamo). Tra le prime dieci province italiane per export, l’unica che è cresciuta rispetto al 2023 è Terni  (+5,1%), mentre allargando l’osservazione alle prime 20 si nota anche il buon andamento di Piacenza (+14,4%).

Il 2024 si chiude con una riduzione degli acquisti italiani di acciaio: secondo i dati ISTAT rielaborati da siderweb, infatti, le importazioni di prodotti siderurgici, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio l’anno scorso sono state pari ad un controvalore di 20,930 miliardi di euro, con una contrazione del 7,7% rispetto al 2023 e del 29,9% rispetto al 2022.

Suddividendo i dati per provincia, si nota che i primi 20 poli siderurgici nazionali hanno assommato acquisti per 15,92 miliardi di euro, con una quota di mercato del 76,0%, facendo registrare una diminuzione dell’11,3% rispetto al 2023 e del 33,0% rispetto al 2022. 

Il tutto mentre il ministero delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, continua a manifestare fiducia sulla procedura di vendita degli asset industriali di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria attualmente in corso. “La procedura di assegnazione dell’ex Ilva verosimilmente nelle prossime ore o nei prossimi giorni andrà a soluzione” ha dichiarato alla presentazione del Piano per razionalizzare la gestione delle procedure di amministrazione straordinaria più datate.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/03/17/su-vendita-ex-ilva-serve-riservatezza/)

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