Il signor G. prima ed il signor Z in ultimo sono riusciti a disintegrare in pochi mesi la passione dei tifosi tarantini di calcio. Le domeniche senza il pallone che rotola sul prato verde sono vuote, tristi, malinconiche.

Quelli della mia generazione, i nati negli anni ’70, hanno vissuto gli anni della serie B, salvezze sudate, qualche retrocessione riscattata da una pronta risalita dopo aver stravinto il campionato di serie C (il Taranto dei record del compianto Clagluna), i derby contro il Bari, le sfide infuocate con la Salernitana, le partite di Coppa Italia contro la Juventus o la Roma, le amichevoli di lusso contro l’Inter. Fino al 1993.

Poi è stato tutto un tracollo dagli anni della serie C (anche C/2), ai Dilettanti sino alle ultime stagioni illusorie di Lega Pro, dove si metteva la polvere sotto il tappeto fin quando si è potuto. E ora, dopo la vergognosa esclusione dai professionisti a stagione in corso e dopo una serie di umiliazioni, toccherà ripartire dal fondo sperando di risalire in fretta.

Ci attacchiamo, dunque, ai ricordi e alle parole di conforto di chi ha vissuto i migliori anni.

Giampaolo Spagnulo (portiere del Taranto dal 1987 al 1991 e dal 1998 al 2001): “Chi, come me, ha avuto la fortuna e l’onore di indossare la maglia rossoblù, trova difficile commentare quello che è accaduto di recente. Purtroppo gli eventi ci parlano di una cronaca di una morte annunciata. Un malato terminale che negli ultimi giorni si attendeva finisse di vivere. Così è stato. Purtroppo…Tutti coloro che affermavano di poter sistemare una situazione diventata irreparabile altro non hanno fatto che gettare fumo. In realtà non è stato fatto assolutamente niente. Trovo vergognoso che si sia arrivati all’esclusione dai campionati professionistici. Una città, un blasone, una squadra gettati nel fango dopo anni, come quelli che ho vissuto io, in cui si era data dignità alla storia del calcio tarantino. Ora bisogna rimboccarsi le maniche e ricostruire, assolutamente non con la stessa società che ha dimostrato di non poter stare nel mondo del calcio. Bisognerebbe resettare tutto. Serve gente nuova, con un progetto nuovo, che abbia entusiasmo. Anche se si dovrà ripartire da una categoria non proprio consona a ciò che Taranto ha rappresentato nel calcio professionistico”.

Pietro Maiellaro (ex centrocampista del Taranto dal 1985 al 1987). Nella sua semplicità manda un forte abbraccio forte a tutti i tifosi rossoblù: “Forza Taranto, ritornerete presto tra i professionisti”.

Rosario Bennardo (ex difensore del Taranto dal 2001 al 2004); “Un peccato vedere il Taranto scomparire dalle categorie professionistiche. La Lega Pro non è nemmeno la categoria che meritano la città ed il suo pubblico di appassionati di calcio. Purtroppo la gestione della società è stata in mano a gente che non è riuscita a dare un valore a tutto. Bisognerebbe trovare gente che abbia voglia veramente di investire su questo territorio e possa credere con un progetto serio di riportare il Taranto dove merita. Nessuno fino ad ora nessuno è riuscito a ridare la serie B a questa città. Non riesco a capire come ogni volta che si raggiunge quasi l’apice poi si torna sempre indietro. Sarà dura risalite. Ci vuole un imprenditore che riesca ad investire. Inutile prenderci in giro, chi verrà non lo farà per sperperare soldi ma per un suo ritorno economico e poi di conseguenza porterà la squadra là dove merita.”

Fabio Prosperi (ex difensore e capitano del Taranto dal 2006-2007 e dal 2008 al 2015) ha cortesemente rifiutato di rilasciarci dichiarazioni. È troppo amareggiato, per usare un eufemismo, per quello che è successo: “Mi conosco direi cose di istinto che colpirebbero pesantemente chi ha portato il Taranto a questa ingiusta fine”.

Danilo Pagni (ex direttore sportivo del Taranto stagione 2009/2010): “Trovo veramente triste commentare una pagina sportiva e sociale di questo tipo. Mai avrei immaginato che il Taranto sprofondasse cosi. Certo i segnali di sofferenza c’erano perché questa società reggeva da sola. Mancando il botteghino, la sofferenza si è accentuata ma bisognava fare prevenzione economica e soprattutto è mancata una strategia amministrativa, un piano finanziario solido. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. A volte due passi indietro per farne quattro avanti è possibile. La palla ora passa alle istituzioni che dovranno scremare la credibilità e la forza dei nuovi imprenditori. In tanti adesso vorranno l’osso ma bisogna selezionare le proprietà e garantire credibilità attraverso strumenti economici e legali certi, al fine di creare una grossa società e affidarsi a manager seri, specchiati, lungimiranti e soprattutto neutri. Forza Taranto! Sono vicinissimo alla tifoseria, alla città, alla provincia tutta e speriamo di incontrarci presto.”

Aldo Papagni (ex allenatore del Taranto 2005-2007, 2013-2014, 2016-2017): “Anzitutto un saluto agli amici e a tutti i tifosi rossoblù. Ho letto molti dei vostri pensieri che condivido in pieno. È stata calpestata la dignità di una intera città e di una tifoseria che hanno dovuto subire una lenta e dolorosa agonia, dal giorno del disimpegno del presidente sino all’esclusione dal campionato. Esclusione in fondo che ha almeno evitato ulteriori umiliazioni sul campo. Sono stati commessi diversi errori, da diverse componenti, ma ora è il momento di analizzarli e trovare le soluzioni per ripartire, Taranto e i tarantini hanno più volte dimostrato di saper reagire e rialzarsi. Io ho avuto la fortuna di essere allenatore del Taranto per ben 4 volte ed ho verificato di persona le potenzialità di questa piazza e pertanto ho fiducia che anche ripartendo dal basso nel mitico e rimodernato Iacovone, ritornerete ad essere numerosi e come sempre mostrerete di essere il dodicesimo uomo in campo. Un forte abbraccio e sempre forza Taranto!”.

*foto apertura Paolo Occhinegro

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