Il centrodestra non riesce a trovare ancora un accordo sul candidato sindaco per le elezioni amministrative di Taranto. La coalizione apparentemente coesa a livello nazionale (la Lega è come una saponetta, ogni tanto sfugge), a livello locale potrebbe correre divisa.

Indicativo il fatto che ieri, dopo una riunione dei parlamentari di Forza Italia con il  loro leader Antonio Tajani, il coordinatore pugliese Mauro D’Attis abbia diffuso una nota in cui emerge una precisa volontà: “Forza Italia guarda con grande attenzione alle vicende della Puglia e ai prossimi appuntamenti elettorali e propone alla coalizione di centrodestra una candidatura autorevole, fortemente apprezzata dalla comunità ionica come quella del consigliere regionale Massimiliano Di Cuia. Riteniamo che sia una proposta vincente per il rilancio della città di Taranto e ci auguriamo che gli amici della coalizione vorranno condividerla con determinazione per iniziare subito la campagna elettorale”.

Sulla scelta del candidato sindaco del capoluogo ionico,  si riflette da settimane. Fratelli d’Italia pare abbiano messo sul tavolo la candidatura del civico Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia, che avrebbe le qualità per allargare il perimetro della coalizione. La Lega, invece, sembra convergere su uno dei primi nomi usciti non appena si è saputa la data del voto (25 maggio), ossia quello di Francesco Tacente, presidente del CTP, che potrebbe essere anche il candidato del Terzo polo, quello dei centristi, qualora decidessero di scendere in campo.

Il ritardo accumulato nella scelta di un candidato che pare non accendere particolarmente l’entusiasmo dell’elettorato di riferimento potrebbe rivelarsi un boomerang.

Nella sera di oggi, mercoledì 26 marzo, in un vertice a Roma del centrodestra al quale era presente anche Arianna Meloni, che avrebbe fatto appello all’unità della coalizione. Tant’è che lo stesso Di Cuia avrebbe fatto un passo indietro. Obiettivo sarebbe evitare rottura a tutti i costi lasciando in campo Lazzaro e Tacente

A questo punto, stando così le cose potrebbero essere addirittura otto i candidati per la poltrona di sindaco a Taranto. In ordine cronologico: Di Bello (raggruppamento liste civiche “Adesso”), Bitetti (centrosinistra), Cito (civico), De Gennaro (civico), Alfano (lista civica “Taranto Libera”, Annagrazia Angolano (Movimento 5 Stelle), Di Cuia o Lazzàro (centrodestra), Tacente (Lega o Terzo Polo centrista).

Insomma un’ammucchiata di candidati che potrebbe frammentare il voto, facendo il gioco degli strateghi (ce ne sono tanti in giro che con un range tra il 2 ed il 4% e pensano di poter essere determinanti…) degli apparentamenti in caso di ballottaggio ma che di certo non invoglia quel 48% di aventi diritto al voto che alle amministrative del 2022 si è astenuto.

A quanto pare, ma questo era già chiaro, non interessa molto andare a recuperare gli astensionisti ed invogliarli a tornare alle urne perché è più facile essere eletti in consiglio comunale con un numero di voti inferiore a quello che ci vorrebbe se andassero a votare tutti.

Non si intravede, quindi, alcun cambiamento all’orizzonte rispetto al recente passato e l’attesa di leggere i vari programmi elettorali potrebbe essere comunque vana, in tal senso.

 

One Response

  1. Premesso che i tarantini non andranno al voto per il detto ce me ne futte amme,i sinistri trionferanno e faranno altri disastri ,città più sporca , insulsa e inadeguata e la destra che ha rotto gli zebedei per fare cadere la giunta meluccio che fa…dorme …stessa cosa per le regionali …..allora Bitetto sindaco e decaro presidente del cappero ,stiamo messi proprio male in questa città , malissimo direi . E ci staremo a chiedere dove sono gli animali della villa ? Perche le fontane sono spente ? Perché non si effettua la pulizia notturna? Perché non ci sono le infrastrutture? Perché non ci sono le pecore a mangiare i quintali d’erba sparsi per la città ,perché non facciamo venire i cinghiali a mangiare la monnezza cittadina ? Domande che chiederemo ai sinistri..ma PD non è che l’acronimo di porcod….mah
    A proposito Elena pistacchio o potacchio e Bitetto,quei cartelloni che infestano la nostra pulitissima Taranto ,tutti stilizzati cosa rappresentano? Mah o finanziamenti pubblici spesi per personaggi alquanto arcani !!? Ce me ne futte amme, urrà viva Taranto ,viva l’addormentata nella monnezza e nel nulla assoluto,andiamo proprio bene ,ad maiora stica.

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