Sono state avviate le procedure per l’esternalizzazione dei nidi, decisione presa dalla Commissaria Prefettizia, Giuliana Perrotta. Il Coordinamento a difesa degli asili nido comunali ha chiesto di bloccare ogni azione.
“Siamo davvero molto delusi ed arrabbiati nell’apprendere che la Commissaria Prefettizia sta avviando le procedure per l’esternalizzazione di tutti i nostri 9 nidi comunali.
Un atto dovuto? Francamente pensiamo di no. Si sta deliberatamente ignorando il peso di una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Monotematico del 4 febbraio, contro l’esternalizzazione dei nidi. Esternalizzazione decisa, senza le pur minime e documentate valutazioni, con la modifica al DUP approvata dalla passata amministrazione comunale il 28 dicembre scorso. Amministrazione poco dopo disciolta, per essere stato sfiduciato il Sindaco Rinaldo Melucci.
Ma al di là del documento di indirizzo rappresentato dalla mozione, pensiamo che la Commissaria Prefettizia stia mettendo da parte tutte le fondate motivazioni espresse da alcuni consiglieri comunali e regionali, dalle forze sindacali confederali e autonome, da partiti politici, dal comitato cittadino “io amo i nidi comunali”, dai rappresentanti delle consulte di gestione delle famiglie, e dell’associazionismo a sostegno dei diritti delle bambine e dei bambini fin dai primi mille giorni di vita a fruire di servizi educativi di qualità.
Motivazioni che farebbero desistere qualunque amministratore dall’eseguire un atto così miope e discutibile, anche sul piano formale.
Un servizio educativo gestito da terzi non è come un servizio educativo gestito direttamente dal pubblico. Ci sono garanzie sulla qualità che i servizi affidati in concessione non possono dare. I finanziamenti ci sono, bisogna saperli intercettare e non disperderli.
Tra le altre cose, abbiamo già segnalato che il “risparmio” che il comune trarrebbe dall’esternalizzazione sarebbe quasi della metà inferiore a quello inserito a bilancio.
Sarebbe, invece, un vero, incomprensibile spreco di professionalità e di cultura dell’infanzia spostare tutte le educatrici (più di 70, di cui 50 recentemente assunte attraverso pubblici concorsi) attualmente in servizio nei nidi comunali, agli uffici amministrativi. Probabilmente, fra l’altro, ne trarrebbero un danno di carattere economico. Per finire, non ultimi per importanza, quale sarà, nel caso di esternalizzazione, il destino del personale dipendente di cooperative che svolge attività di supporto alla progettualità educativa dei nidi? E del personale della ditta (altre 70 unità) che ha in appalto i servizi generici?
Queste, in estrema sintesi, le motivazioni addotte dalle diverse forze della comunità tarantina contro l’esternalizzazione dei nidi. Unite alle parole di apparente comprensione che la Commissaria aveva avuto nel corso di un incontro avuto con i rappresentanti di quasi tutte le componenti del “NO all’esternalizzazione”, potevano far pensare che il tutto sarebbe sfociato nella rinuncia a proseguire sul percorso della privatizzazione, con conseguente variazione di bilancio necessaria ad avviare regolarmente l’anno educativo con la gestione diretta.
Andare avanti, invece, come sembra stia accadendo, nell’incomprensibile progetto di rinunciare alla gestione diretta, appare davvero una presa di posizione contro la città intera. Un’assunzione di responsabilità che segnerà il destino del servizio almeno per qualche anno. Responsabilità davvero troppo grande per un Commissario Prefettizio che fra solo due mesi lascerà il posto al nuovo sindaco.
Ci aspettiamo un ripensamento e un atto ufficiale che blocchi le procedure di gara ed avvii tutte le procedure di ordinaria amministrazione per preparare la ripresa del nuovo anno educativo nell’attuale gestione a settembre. In caso contrario, ci stiamo già preparando ad una grande mobilitazione. La città resiste.”