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Tre giorni di presidio all’esterno della Prefettura per richiamare l’attenzione della politica e delle istituzioni nei confronti della vertenza degli 80 lavoratori dell’ex Taranto Isolaverde ed ottenere un incontro con il prefetto Dessì. Perché ancora una volta questa vertenza rischia di diventare una vera e propria bomba sociale nelle prossime settimane dalle conseguenze imprevedibili.

E’ quanto annunciato da Salvatore Stasi, rappresentate della Confederazione dei Cobas per il Lavoro Privato, nella conferenza stampa tenuta nella mattinata di mercoledì 23 aprile sotto palazzo del Governo, con l’obiettivo di mantenere accesi i riflettori sulla condizione di questi lavoratori, che dal mese di maggio non potranno più contare nemmeno sulla Naspi (la disoccupazione) come avvenuto nell’ultimo anno, di per sé già esigua visto che la media salariale percepita da ogni singolo lavoratore ammontava a non più di 550 euro mensili (inizialmente non superiore alle 700 euro e che per legge dal quarto mese subisce una riduzione del 3%) perché in scadenza il prossimo 30 aprile.

“Questo significa che se non si trovano forme di sostegno al reddito provvisorie sino al nuovo impiego per questi lavoratori, già previsto nel progetto Green Belt finanziato con i fondi del Just Transition Fund, 80 famiglie non sapranno come sopravvivere nei prossimi mesi” ha denunciato Salvatore Stasi durante la conferenza stampa. Questo perché le procedure amministrative da parte del Comune non saranno completate prima di settembre, mentre al termine della procedura negoziale prevista dal regolamento del Fondo di Transizione Giusta le attività vere e proprie inizieranno non prima di gennaio 2026. “Pensare, o soltanto immaginare, che questi lavoratori dovranno trascorrere i prossimi 8-10 mesi senza alcun reddito è semplicemente folle” ha affermato l’esponente dei Cobas del Lavoro Privato.

Attualmente infatti, come emerso durante l’ultima riunione presso la task force regionale per l’occupazione svoltasi a Bari la scorsa settimana, non ci sono forme di sostegno al reddito utilizzabili, come ad esempio avviene per altre vertenze attraverso la cassa integrazione o la mobilità, così come vi sono molti dubbi sulla possibilità di applicare il reddito di dignità regionale (RED). E nonostante la Regione Puglia abbia messo da parte un tesoretto di 10 milioni di euro alla voce ‘sostegno al reddito’, la stessa non può utilizzarlo in maniera autonoma: si deve quindi avviare al più presto un’interlocuzione con il governo per comprendere se e in che modo si possa eventualmente approvare una norma che valga per tutte le regioni che hanno messo da parte risorse economiche da utilizzare in queste vertenze così delicate.

Ma i tempi della politica e della burocrazia sono troppo lunghi e irti di ostacoli, mentre una soluzione per sostenere questi lavoratori va trovata nel più breve tempo possibile.

Lavoratori che provengono da anni già di per sé turbolenti. “Dopo il fallimento della società partecipata della Provincia, l’ex Taranto Isolaverde avvenuto nel 2016, sono rientrati al lavoro in tre progetti (due volte impieganti in quello denominato ‘Verde Amico’ e successivamente in quello chiamato ‘Green Passage’) tutti durati 24 mesi, in part-time a 30 ore ed a tempo determinato finanziati con risorse governative – non continuativi, bensì alternati da periodi di Naspi e addirittura da brevi periodi senza nessun ammortizzatore sociale e dunque senza risorse per vivere” ha ricordato Stasi durante la conferenza stampa.

Ecco perché i Cobas del Lavoro Privato si rivolgono ancora una volta alla politica. Impegnati da settimane nelle campagna elettorale per l’elezione del prossimo sindaco e del nuovo consiglio comunale, a cui seguiranno le elezioni regionali, sono i partiti, i loro rappresentanti e i candidati sindaco a doversi impegnare già da ora nell’interlocuzione con il governo centrale. Anche perché, è il ragionamento dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali non da oggi ma da diversi mesi, tutti erano a conoscenza che il progetto si sarebbe concluso nell’aprile del 2024 per mancanza di risorse economiche ed in questo anno trascorso di soluzioni tampone non ne sono state trovate.

La prossima settimana chiederemo un incontro al prefetto Dessì per proporre un tavolo permanente per trovare una soluzione ponte in questo periodo per sostenere i lavoratori e le loro famiglie, per evitare che la rabbia e la disperazione prendano il sopravvento” ha concluso Stasi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/04/18/ex-isolaverde-i-lavoratori-senza-reddito/)

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