“Basta con le parole, ne sono state dette troppe. Ora abbiamo bisogno di fatti”.

C’è grande amarezza nelle parole di Linda Boccuzzi, membro del direttivo nazionale del Gruppo Nidi e Infanzia e del Coordinamento cittadino in difesa dei nidi comunali di Taranto, intervenuta ieri alla Marcia delle bolle di sapone. 

Genitori e associazioni sono tornati in piazza per mantenere i riflettori accesi sulla questione dei nidi comunali.

Una nuova e differente marcia dei passeggini, un corteo che da piazza Maria Immacolata si è snodato lungo le vie principali del Borgo, richiamando l’attenzione dei cittadini, fino a raggiungere piazza Garibaldi.

Scarsa la partecipazione delle educatrici: solo in poche hanno preso parte alla manifestazione. “Ci aspettavamo una presenza maggiore, soprattutto da parte loro”, ha commentato una mamma.

Incertezze, dubbi, perplessità: ad essere a rischio, dopo mesi di silenzio, non è più solo la gestione pubblica degli asili nido tarantini, ma anche la ripresa dell’anno educativo nei tempi previsti.

“Demandare la decisione al nuovo sindaco – ha dichiarato la Boccuzzi, riferendosi alle ultime dichiarazioni della commissaria prefettizia, Giuliana Perrotta – creerà ulteriori criticità: siamo nell’incertezza più assoluta. Siamo sicuri che i tempi per l’esternalizzazione non ci siano più, ma ora siamo in ritardo anche per l’avvio del nuovo anno scolastico. Settembre è diventato un grande punto interrogativo non solo per i genitori, ma anche per il personale. Basti pensare ai dipendenti delle ditte che hanno in appalto i servizi generici e per la mensa, che rischiano il mancato rinnovo del contratto, in scadenza il 30 giugno: stiamo parlando di una settantina di posti di lavoro che potrebbero andare in fumo. Quando si insedierà la nuova amministrazione comunale, come minimo dell’inizio di giugno, sarà troppo tardi per farsi carico degli atti necessari all’avvio del nuovo anno educativo”

Non scegliere, insomma, diventa comunque una scelta, con tutto ciò che ne consegue.

I bambini da 0 a 3 anni, una fascia d’età molto delicata, potrebbero non trovare più il proprio ambiente familiare, le figure di riferimento con cui hanno costruito nel tempo un rapporto di fiducia, ma non solo. Le famiglie brancolano nel buio, considerando che a fine maggio vengono già pubblicate le graduatorie di ammissione per il nuovo anno, e il personale vive nel dubbio di un lavoro che potrebbe terminare da un momento all’altro.

“Vogliamo che la commissaria ci riceva nuovamente – aggiunge la Boccuzzi – per portare anche suggerimenti e idee in merito alla querelle finanziaria. Ricordiamo sempre che investire nell’infanzia è investire nel futuro: non siamo una spesa inutile, una voce del bilancio da stralciare a piè pari. Ci sono diritti in ballo: diritti dei bambini, delle famiglie, del personale”.

Destini sospesi, a causa di una vicenda che va avanti da fine dicembre, senza trovare soluzione ed, anzi, complicandosi sempre più proprio per la mancanza di decisioni in merito.

“Quando sarà il momento di votare per il prossimo sindaco – afferma un genitore durante il corteo – ricordatevi di chi ha approvato un bilancio che prevedeva l’esternalizzazione del servizio, dando di fatto il via a tutto questo scempio”.

Un’altra assenza, ancora più pesante, è stata quella della maggior parte dei candidati sindaco: unico presente Piero Bitetti, che già in passato aveva esplicitato l’intenzione di ripristinare la gestione diretta dei nidi.

“Non possiamo permettere che i nostri figli, i quali abitano già in una città che non è a misura di bambino – commenta Stefania D’Ippolito, mamma di un bambino che frequenta i nidi comunali – perdano anche l’opportunità di usufruire di questo servizio fondamentale: la commissaria Perrotta si assuma la responsabilità di riportare la gestione pubblica per tutte le nove strutture”.

 

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