| --° Taranto

Ascolta l’audio dell’articolo

Non è solo una sagra dedicata alla cozza tarantina, ma un evento diffuso nei vicoli della Città vecchia e di Porta Napoli, grazie al quale immergersi nel clima marinaresco tarantino avvolti dalle note delle musiche tradizionali, tra degustazioni di prodotti enogastronomici locali e suggestive visite guidate alla scoperta dell’antichissima storia della città dei due mari. Si chiama Vicoli di mare l’iniziativa organizzata dal Taranto Grand Tour in collaborazione con Confcommercio Taranto, Basilica Cattedrale San Cataldo e CSV Taranto (Centro Servizi volontariato) e il patrocinio morale del Comune di Taranto. Sabato 17 e domenica 18 maggio, a partire dalle ore 18, i visitatori potranno degustare specialità di mare a scelta (al prezzo di 8 euro a porzione), con la cozza tarantina assoluta protagonista, in oltre venti attività del borgo antico che hanno aderito all’iniziativa. È un progetto di animazione, cultura e promozione turistica dedicato alla valorizzazione della cozza nera tarantina, ritenuta “il più tipico ed identitario prodotto enogastronomico del territorio”.

I dettagli sono stati illustrati nella sede di Confcommercio in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il presidente Leonardo Giangrande, il project manager di Taranto Grand Tour Fabrizio Iurlano; il parroco della Basilica Cattedrale San Cataldo don Emanuele Ferro, la presidente del CSV Maria Antonietta Brigida e l’operatrice culturale Claudia Lacitignola (titolare del Caffè Letterario e presidente della delegazione Città vecchia di Confcommercio).

Da un lato la sagra con le degustazioni, dall’altro intrattenimento, visite guidate al MuDi-Museo Diocesano (con la mostra Sollemnitas e testimonianze documentarie dal XV al XX secolo per la festa di San Cataldo), agli ipogei, alla Torre dell’Orologio, sede del Museo dal Mare (che per l’occasione ospiterà un’installazione artistica), mostra ad ingresso libero “Circum” foto-racconto di Andrea Petrosino al Gata-Galleria Taranto in Postierla Immacolata, tour con pescatori e mitilicoltori, escursione in motonave Calajunco “Alla scoperta del segreto della cozza tarantina”, le visite  “Taranto tra storia e tradizioni: il mare e il suo oro nero” con partenza dalle colonne doriche e “Sulle tracce del tempo perduto” a cura di DiscoverArt con partenza da piazza Fontana, Laboratorio Jonian Kids in collaborazione con Ammostro APS, rivolto a bambini e bambine dai 6 a 10 anni, musica a Spazioporto.

“Al di là dell’evento – ha sottolineato il presidente di Confcommercio Giangrande – che ruota attorno al nostro prodotto tipico e identificativo della città, la cozza di Taranto, quello che vogliamo lanciare come messaggio è l’unità d’intenti. Il fatto che più persone e più soggetti si mettono insieme avendo compreso che la città vecchia è un focus importante e tutto ciò che accadrà come manifestazione in questi due giorni avverrà in un luogo che noi riteniamo il luogo della rinascita”. Perché Taranto “può ripartire – ha aggiunto – facendo degli interventi importanti sulla città vecchia e questa è la dimostrazione che, se si dovesse mettere in campo una rigenerazione urbana della città vecchia, e dall’altra parte, come stiamo dimostrando, mettersi insieme per creare momenti di condivisione di percorsi intorno a un prodotto che per noi è l’emblema della città, tutte queste componenti possono dare una speranza di riscatto. Ma poi bisogna dare concretezza, al prossimo sindaco chiediamo massimo impegno in questo senso”.

La sinergia tra i soggetti coinvolti, secondo gli obiettivi degli organizzatori, “può aiutare a sviluppare un modello di turismo esperienziale, dove i visitatori possono esplorare la città non solo attraverso le sue bellezze storico-culturali, ma anche entrando in contatto con i prodotti tipici locali, l’artigianato e la cultura”. Confcommercio Taranto intende agire da trait d’union con le attività commerciali locali – ristoranti, negozi di artigianato, botteghe e altre realtà – per la creazione di pacchetti turistici che abbiano come fulcro il turismo religioso, integrato con altri aspetti della cultura tarantina, come la musica sacra, le feste religiose e le tradizioni popolari.

Claudia Lacitignola, titolare del Caffè Letterario, ritiene iniziative come Vicoli di mare “vitali perché consentono di consolidare una rete e, in questo caso, di dare una menzione speciale alla regina di Taranto, che è la cozza tarantina. Ci aspettiamo tanto e aspettiamo che vada tutto bene”.

“Noi – ha detto la presidente del CSV Maria Antonietta Brigida – nella città vecchia siamo impegnati da quasi dieci anni perché il nostro evento più importante l’abbiamo sempre fatto in città vecchia. Proprio dall’ultima rassegna è partita questa collaborazione con la Confcommercio. Noi pensiamo che i soggetti che lavorano in città vecchia devono essere messi in rete e vorremmo portare avanti il percorso di comunità vera da coinvolgere, a partire dagli abitanti, dai commercianti, dai prodotti che la città offre. Siamo qui insieme al mondo dell’associazionismo proprio perchè vorremmo che qualcosa cambiasse”.

Perché una sagra della cozza tarantina nel centro storico? “Abbiamo pensato – ha chiarito il project manager di Taranto Grand Tour Fabrizio Iurlano – a un doppio binario: la promozione del nostro patrimonio culturale attraverso l’apertura di tutti i luoghi della cultura del centro storico con tante attività, workshop e dibattiti, e la valorizzazione della regina dei nostri prodotti, la cozza tarantina, che verrà preparata in numerose ricette, senza mai dimenticare i piatti principe della nostra tradizione enogastronomica”.

La proposta è variegata: dalle cozze al gratin alle cozze ripiene o fritte, dalla impepata di cozze ai tubettini con le cozze (o cozze e fagioli), dal panino con cozze fritte, stracciatella affumicata, pomodoro infornato e songino alle cozze gratinate alle erbe aromatiche, dalle cozze nere tarantine crude alle cozze fritte con crema di cacio e pepe, dalle cozze aperte sulla brace alla frittura mista con cozze o cocktail a base di gin alla cozza, dal souté di cozze con crostini di pane alla pizza base bianca con gamberetti e chips di zucchine fritte, dall’arancino di riso, patate e cozze alle polpette con le cozze, alla impepata di cozze al pecorino e alle cozze fritte al miele, dai cavatelli con cozze, cacio e pepe agli spiedi di cozze e baccalà in tempura, alle tette di baccalà con morbido di cavolo e alle cozze ripiene e gusci scappati, alle zeppoline con cozze e miele.

Per don Emanuele Ferro, parroco di San Cataldo, prosegue “il processo di rivitalizzazione della città vecchia che è in atto ormai da tempo. Che ci sia vigore, attenzione e voglia di fare è ormai acclarato. Adesso bisogna dare continuità ai progetti, creare in un certo senso una accoglienza ordinaria, non straordinaria. Sempre la città vecchia deve essere pronta ad accogliere, ad avere un patrimonio capace di recepire sempre più gente possibile e di poter comunicare la bellezza che è insita”.

*foto di apertura Paolo Occhinegro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *