“Che ci facciamo qui? Siamo l’unica forza politica che ha in testa un’idea per il futuro di questa Regione, di questa Provincia, ma soprattutto di questa città. E credetemi se vi dico che le elezioni amministrative che si svolgeranno i prossimi 25 e 26 maggio a Taranto sono le più importanti d’Italia per questa tornata: qui si gioca il destino industriale della nazione”.

È un fiume in piena Michele Emiliano, che non risparmia nessuno: dalla parabola dell’amministrazione Melucci al rapporto con il M5S, dalla situazione dell’ex Ilva alla “sfilata” dei ministri a Taranto, fino alla “benedizione” delle candidature di Piero Bitetti a sindaco del capoluogo ionico e di Gianfranco Palmisano a presidente della Provincia ionica.

Intervenuto nella serata di martedì 13 maggio alla presentazione dei candidati al Consiglio comunale del PD, che si è svolta presso il Nautilus a Taranto, il presidente della Regione Puglia si toglie più di qualche sassolino dalla scarpa, aggiungendosi ai big della politica che si stanno recando a Taranto in campagna elettorale a sostegno dei propri candidati sindaco.

“Piero Bitetti? È l’uomo dell’equilibrio”

Il governatore pugliese non ha dubbi: Piero Bitetti è “l’uomo dell’equilibrio e della pace”, ma anche il simbolo “di una resistenza civile e garbata alle angherie e alla tracotanza di un meccanismo (l’ultima amministrazione Melucci, ndr) per il quale o ti piegavi alla nuova gestione o eri fuori”.

Per Emiliano il candidato sindaco di CON è stato esempio di stile e buon senso anche quando gli è stata revocata la carica di presidente del Consiglio comunale per una sorta di “vendetta” nell’aver lasciato la maggioranza.

“Il centrosinistra? È difficile da gestire – afferma – Non è un popolo di soldatini, qui ciascuno ha la sua idea e ad ogni elezione si torna a discutere dei punti programmatici e dei candidati da mettere in campo. Bitetti è in grado di mantenere questo equilibrio, anche perchè non ha ricette personali. Taranto ha bisogno di qualcuno che non imponga la sua visione senza l’ascolto democratico, di una persona di buon senso che sappia anche interfacciarsi con il resto d’Italia”.

Secondo il presidente della Regione Puglia “i tarantini sono carichi di natura e affronteranno questa ennesima tornata elettorale con l’energia necessaria. Certo, ho ancora davanti agli occhi le immagini della grandissima vittoria raggiunta solo qualche anno fa con la precedente amministrazione e il cuore un po’ pesante a ripensarci”.

Ma per il governatore questa volta filerà tutto liscio: “Sono convinto che il ballottaggio non servirà, Piero vincerà al primo turno. Me lo auguro, anche per non ricadere in alcuni meccanismi del passato”.

L’ex Ilva e il destino di Taranto

Inevitabili i riferimenti alla situazione drammatica che coinvolge il siderurgico tarantino: “Non posso che dare la mia solidarietà alla Procura di Taranto – ha dichiarato il governatore pugliese – Dopo un incidente del genere non è accettabile prendersela con chi si sta accertando di quanto accaduto”.

“Il ministro Urso attraversa spesso momenti di grandissima difficoltà – ha aggiunto – e noi cerchiamo di essergli accanto, di essere leali e collaborativi, ma senza concorrere negli eventuali errori. La mia sensazione è che gli investitori si affaccino qui solo se c’è grandissima convenienza, invece non dovrebbe essere così. Il rischio di non vendere l’ex Ilva c’è, perchè se non decarbonizziamo e non siamo credibili nessuno vorrà interfacciarsi”. Nelle intenzioni del governatore pugliese la totale decarbonizzazione è conditio sine qua non perchè la Regione dia parere favorevole all’AIA.

Emiliano difende quanto fatto dalla Regione negli anni per Taranto, dall’ospedale San Cataldo alla facoltà di Medicina: “Taranto deve riprendere ad autostimarsi e noi siamo la forza politica che sta contribuendo a questo”.

L’esperienza dell’amministrazione Melucci

“È stata una vera e propria disavventura – commenta Emiliano – che non ci aspettavamo, soprattutto per le modalità con cui si è svolta. In quel pandemonio in cui si rischiava di perdere la testa, però, siamo stati bravi a serrare le fila. Qualcuno l’abbiamo perso e ci è dispiaciuto, ma penso che queste elezioni siano anche l’occasione per ricostruire la comunità. Abbiamo avuto la capacità di guidare il processo politico, mantenendo la lucidità mentale: fondamentale è stato il PD con la sua capacità di prendere le distanze da quel fenomeno. E se è vero, come dicono i sondaggi, che l’amministrazione Melucci è terminata con l’11% delle persone che la ritenevano accettabile abbiamo fatto bene a distaccarcene anzitempo”.

Infine una battuta ad un giovane esponente del partito, che aveva sottolineato la presenza di un consistente ricambio generazionale nel PD: “Anche Melucci era molto giovane quando è stato eletto, la gioventù non è garanzia di nudd”, ha concluso, ridendo, in dialetto barese.

La “sfilata” dei ministri a Taranto

“Secondo me, nemmeno loro conoscono le iniziative che vengono a presentare – attacca il governatore pugliese, in riferimento alla presenza sempre più costante dei ministri nel capoluogo ionico – Ad esempio, non ho ancora ben capito cosa intendono fare del Tecnopolo del Mediterraneo (presentato nei giorni scorsi con i ministri Urso e Bernini, ndr). La Regione è sempre pronta a dare sempre una mano ma una cosa devo dirla: hanno annunciato in pompa magna l’apertura dell’Afo 1 dell’ex Ilva, ma io non c’ero e non ho gradito il trionfalismo usato all’epoca, perchè sapevo in che condizioni era. Noi conosciamo le persone, ci interfacciamo con i sindacati, ci siamo beccati le invettive e le proteste negli anni”.

L’alleanza con i 5 Stelle: “Bene, ma non a convenienza”

Proprio in riferimento all’ex Ilva, Emiliano parla del rapporto con il MoVimento 5 Stelle: “Ho chiesto ad alcuni amici del M5S quale fosse la loro posizione in merito, ricordando che quando sono stati al governo nazionale hanno avuto l’opportunità di chiuderla. All’epoca hanno preso una decisione diversa e noi siamo stati d’accordo, perchè siamo sempre stati dell’idea di coniugare lavoro, salute e ambiente. Quindi ora, in campagna elettorale, di che stiamo parlando?”.

“Su questo bisogna essere chiari e leali: ho chiesto al M5S  di stare con noi alle regionali, dove la soglia di sbarramento è bella alta (8%, ndr) e hanno accettato. Allora non possiamo essere utili per entrare in Regione e poi messi da parte per le amministrative a Taranto, dove insieme avremmo sicuramente vinto al primo turno. A coloro che vogliono votare il M5S per una ragione identitaria chiedo a questo punto il voto disgiunto, preferendo il nostro candidato sindaco, almeno per evitare quella torsione logica che scatta nel ballottaggio”.

“Ce l’abbiamo una politica comune? – si chiede Emiliano – Penso di sì, dato abbiamo governato insieme, prima che subentrassero quelli che posso definire come momenti di smarrimento. E mi chiedo ancora: alle prossime elezioni politiche del 2027 saremo insieme? E se sì, perchè non anche a Taranto? Si può avere una relazione politica simile, caratterizzata da alleanza a convenienza? Piero è il candidato giusto per sintetizzare una visione comune, peccato per chi non l’ha capito”.

Un riferimento anche alla candidatura di Gianfranco Palmisano, sindaco di Martina Franca, alla Provincia: “Come il PD non ha esitato a fare un passo indietro per sostenere la candidatura di Bitetti alle comunali, pure avendo nomi altrettanto autorevoli, così è avvenuto al contrario alle provinciali, dove la coalizione ha mostrato la sua forza: quella di saper fare un ragionamento comune, basato non sulle valutazioni del dettaglio, bensì sulla visione del futuro”.

In conclusione, per Emiliano “Taranto è frastornata da quanto accaduto negli ultimi tempi, ma alcuni sondaggi mi dimostrano che l’intelligenza collettiva di questa città è viva: dobbiamo solo incoraggiarla per evitare di finire ad un ballottaggio che potrebbe riproporre alcuni meccanismi”.

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