Si è svolto al ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo presieduto dal ministro Adolfo Urso con le associazioni d’impresa e le aziende che hanno manifestato il proprio interesse a sviluppare progetti industriali e d’investimento nell’area di Taranto.

Presenti alla riunione operativa, tra gli altri, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, i rappresentati del ministero dell’Ambiente e del ministero del Lavoro, la Camera di commercio di Brindisi e Taranto e l’Autorità portuale di Taranto. Ma anche Confindustria Taranto, Confapi Taranto, Confimi industria Taranto, Confagricoltura Puglia, Cna Brindisi, Confartigianato, Aigi, Aefi. Presenti, inoltre, le aziende Fincantieri, Toto holding-renexia e Webuild group e i rappresentanti della regione Puglia e del comune di Taranto.

Siderurgia, cantieristica, aerospazio, nautica da diporto e crocieristica. Carpenteria, ferrovie, eolico, meccanica e logistica. Ma anche data center e Intelligenza artificiale. Sono questi alcuni degli ambiti di intervento dei progetti industriali presentati, secondo quanto si apprende, durante la riunione.

E, secondo quanto si apprende, ci sono già diverse aziende che hanno manifestato il proprio interesse. Tra queste, Fincantieri, Toto Holding-Renexia, Webuild Group, Mermec, Igenius, Cantieri di Puglia, Confapi e Confagricoltura.

Nel dettaglio, WeBuild avrebbe manifestato l’intenzione di realizzare una grande fabbrica di carpenteria metallica nell’area ex Ilva e, nel medio termine, un ulteriore stabilimento in un’altra area. Toto Holding-Renexia, azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili, prevede la cantierizzazione di impianti eolici offshore, galleggianti e fissi. Cantieri di Puglia ha manifestato l’intenzione ad avviare un investimento volto alla realizzazione di cantieri navali per yacht di lusso nell’area ex Yard Belleli di Taranto.

Green Tech Aerospace (associata Confapi) punta a costruire uno stabilimento a Grottaglie dedicato alla progettazione, produzione e gestione di dirigibili a uso commerciale, comprensivo di una scuola di volo per la formazione dei piloti. Un secondo progetto riguarda la riqualificazione di un complesso industriale esistente e la riconversione delle superfici per ospitare un’attività di refitting e costruzione navale.

Fincantieri punta a realizzare fondazioni flottanti per il settore eolico, accelerando la costituzione di un polo strategico nazionale nel settore della progettazione, produzione e assemblaggio funzionali allo sviluppo della cantieristica navale per la produzione di energia eolica in mare. L’Autorità Portuale di Taranto sarà uno dei due pilastri del Polo.

Il gruppo Mermec, attivo nel settore rotabile e ferroviario, sarebbe interessato ad acquisire unità lavorative attualmente in cassa integrazione per i propri siti in Puglia e Basilicata. C’è poi l’interesse manifestato da un’altra importante azienda emiratina, in collaborazione con una realtà italiana, per la costruzione di un data center nella stessa regione.

È il segno tangibile che la siderurgia è la base dell’industria e che Taranto può riprendere la via dello sviluppo. Siamo a un punto di svolta”, ha commentato Urso. Taranto “può essere protagonista della nuova rivoluzione industriale italiana, con la siderurgia green motore di un progetto integrato che guarda al futuro, polo di sviluppo che possa attrarre altri significativi investimenti collaterali ad alto e qualificato impatto occupazionale, anche grazie alla necessaria riqualificazione dell’area portuale, approdo naturale della nuove direttrici di crescita globale”, ha proseguito Urso.

È possibile “coniugare ambiente e industria, salute e lavoro. Il nostro obiettivo è un nuovo modello produttivo, sostenibile e inclusivo, capace di rigenerare socialmente ed economicamente l’intero territorio” di Taranto, “partendo dalla siderurgia che è un asset strategico imprescindibile per qualunque economia avanzata: una grande scommessa che si può vincere”, ha affermato il ministro. “Anche in questa prospettiva abbiamo recentemente inaugurato a Taranto il Tecnopolo del Mediterraneo, che si concentra sulla ricerca applicata e lo sviluppo di tecnologie avanzate, con particolare attenzione a energia pulita, economia circolare e decarbonizzazione dei processi industriali”, ha aggiunto.

A oggi “abbiamo censito 15 progetti industriali con potenziale occupazionale di oltre cinquemila addetti: si tratta di nuove iniziative nei settori della cantieristica, nautica, meccanica, eolico offshore e logistica avanzata, accanto alla siderurgia e a un sistema portuale che ha grandi potenzialità, oggi ancora sottoutilizzate”, ha spiegato Urso. “Ci sono tutte le condizioni per rispondere alle esigenze di chi cerca lavoro o teme di perdere il proprio attuale impiego”.

 

 

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